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PA: CARLOMAGNO (FLP), ‘BENE RIDUZIONE ORARI VISITE MEDICHE MA RESTA NODO TAGLIO STIPENDI

PA: CARLOMAGNO (FLP), ‘BENE RIDUZIONE ORARI VISITE MEDICHE MA RESTA NODO TAGLIO STIPENDI

Fonte: Adnkronos Dopo un mese e 5 giorni l'Inps dà finalmente attuazione alla sentenza del Tar, attraverso una circolare per ridurre le fasce orari

Pnrr: salta, al momento, il decreto legge P.a.
𝗨𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗶𝗮 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗶: 𝗹𝗮 𝗣𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝘇𝗮𝘃𝗼𝗿𝗿𝗮
CONTRATTI: OK RINNOVO DEMANIO, 100 EURO MEDI/MESE IN BUSTA PAGA

Fonte: Adnkronos

Dopo un mese e 5 giorni l’Inps dà finalmente attuazione alla sentenza del Tar, attraverso una circolare per ridurre le fasce orarie di reperibilità per le visite mediche a domicilio ai dipendenti pubblici e quindi per equipararle ai privati”.

A commentare positivamente la novità con l’Adnkronos è Marco Carlomagno, segretario generale della FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche, che si era occupato della questione con una serie di iniziative in Parlamento. “Salutiamo positivamente la disposizione dell’Inps anche se non possiamo non osservare che la sentenza del Tar viene eseguita con enorme ritardo e poi aggiunge – resta la questione ancora aperta della decurtazione degli stipendi, sempre in caso di malattia. “Purtroppo – spiega – c’è ancora una decurtazione dal 30% al 50% dell’indennità di amministrazione per i primi dieci gironi di malattia. Si tratta di una ingiusta trattenuta”.

“Abbiamo presentati ricorsi al Tar ma attualmente non sono stati ancora discussi, rimessi dal Tar al alla Consulta, comunque è assurdo dover ricorrere ai giudici per questioni di incostituzionalità” rimarca Carlomagno. Sempre in tema di disparità di trattamenti tra pubblico e privato il segretario di Flp segnala un’altra questione che è il pagamento del Tfr-Tfs che nella Pa “viene erogato mediamente dopo 5 anni, nonostante ci sia una sentenza della Consulta. In questa manovra finanziaria purtroppo non c’è nulla – conclude – il governo non dà attuazione a una sentenza della Corte costituzionale, e noi saremo costretti a ripresentare un nuovo ricorso”.

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