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PA, Marco Carlomagno, FLP: “Con il lavoro agile maggiore qualità di vita per l’80% dei dipendenti del Consiglio dei Ministri, miglioramento di flessibilità, organizzazione e innovazione per il 67%

PA, Marco Carlomagno, FLP: “Con il lavoro agile maggiore qualità di vita per l’80% dei dipendenti del Consiglio dei Ministri, miglioramento di flessibilità, organizzazione e innovazione per il 67%

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PA, Marco Carlomagno, FLP: “Con il lavoro agile maggiore qualità di vita per l’80% dei dipendenti del Consiglio dei Ministri, miglioramento di flessibilità, organizzazione e innovazione per il 67%”

Oggi il Segretario Generale della FLP Marco Carlomagno è intervenuto a FUTURE SIGHT, la manifestazione per il quarantennale dell’Università Tor Vergata

“Nei primi mesi del 2022 i lavoratori agili della Presidenza del Consiglio dei Ministri erano il 66%, con l’83% degli accordi che prevede 2 giorni a settimana di lavoro agile. L’80% dei lavoratori riferisce netto miglioramento della conciliazione vita-lavoro e della qualità di vita, mentre il 67% segnala un miglioramento rispetto a flessibilità, organizzazione e innovazione”, dice Marco Carlomagno, Segretario Generale della FLP e componente del Gruppo di monitoraggio della “Sperimentazione del lavoro agile” della Presidenza del Consiglio dei Ministri – anticipando i dati contenuti nella postfazione che ha firmato per volume in uscita per Franco Angeli a novembre, Dimensioni dello smart working. Sfide ed esperienze per una transizione sostenibile – nel corso del suo intervento oggi a FUTURE SIGHT, la manifestazione per il 40° anno dalla fondazione dell’Università di Roma Tor Vergata.

Con la pandemia abbiamo assistito a un’intensità di produzione normativa senza precedenti, soprattutto per quanto riguarda il diritto del lavoro: la tavola rotonda “𝗟𝗲 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮”, a cui hanno preso parte anche Pietro Pozzaglia e Antonio Leonardo Fraioli dell’Università di Roma Tor Vergata, ha inteso favorire un confronto tra dottrina e parti sociali proprio ai fini della verifica delle principali modifiche. Al centro dell’intervento di Carlomagno il lavoro agile e la digitalizzazione delle PA.

Dichiara Carlomagno: “L’emergenza da Covid-19 ha sottoposto a uno ‘stress test’ tutta la macchina amministrativa, non solo quella sanitaria”, e prosegue: “Sin da oggi possiamo vedere le avvisaglie di un’evoluzione people-oriented. Dalle aziende che hanno rivisto la disciplina di ferie e permessi in ottica di flessibilità a quelle che integrano elementi extra-lavorativi nella configurazione dell’ufficio”. C’è un ma: “In questa evoluzione del lavoro, però, la PA rischia di rimanere indietro rispetto al privato: i pregiudizi verso il lavoro pubblico sono ancora radicati e vi è un problema di ‘vision’ della classe dirigente”.

La rilevanza assunta dal lavoro agile non dovrebbe stupirci: già nel 2018 una ricerca dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano ribadiva i vantaggi del lavoro agile, dall’incremento di produttività (+15%) alla riduzione dell’assenteismo (-20%), fino al miglioramento dell’equilibrio vita-lavoro (+80%). Ancora, lo studio “La nuova era del lavoro da remoto: tendenze della forza lavoro distribuita” (Vanson Bourne, 2020) riporta che il 67% degli intervistati rileva un maggiore o uguale tasso di produttività e il 76% migliori rapporti interpersonali. Inoltre, l’adozione del lavoro agile spinge l’innovazione, migliorando la competitività.

Spiega il Segretario Generale: “Il ‘Rapporto annuale 2022 – La situazione del Paese’ dell’Istat ha mostrato come la pandemia abbia rappresentato un catalizzatore del processo di digitalizzazione, ma con differenze tra enti anche di 40 punti percentuali nell’utilizzo di tecnologie o nella sicurezza informatica”. Tra i maggiori ostacoli, i deficit di formazione e competenze, segnalati da oltre due terzi degli enti, la resistenza al cambiamento e i vincoli finanziari. Inoltre, “abbiamo infrastrutture arcaiche e il “digital divide” ci separa anche dai competitor internazionali. L’Italia è al 18° posto della classifica del DESI (Digital Economy and Society Index) – che misura il progresso digitale degli Stati membri dell’UE. Il PNRR che investe nella digitalizzazione ingenti risorse deve essere l’occasione per cambiare passo”.

La proposta della FLP “Interventi infrastrutturali – banda larga su tutto il territorio, dotazioni informatiche, digitalizzazione dei processi, interoperabilità delle banche dati, cambiamento degli assetti organizzativi” Ancora: “bisogna diminuire la gerarchizzazione e privilegiare l’orizzontalità, adottare un sistema di valutazione basato sui risultati, dare possibilità di carriera”. Gli obiettivi: competitività, innovazione e diversificazione, ma anche sicurezza sul lavoro e difesa dell’ambiente. In questo senso, il lavoro agile è allo stesso tempo obiettivo e strumento: “le sue ricadute positive vanno dalla conciliazione vita-lavoro alle emissioni nelle aree metropolitane, fino ai risparmi energetici, tanto importanti in un momento di crisi come questo”. E continua: “La digitalizzazione non solo aumenta la produttività ed efficienta i servizi, ma è anche un ausilio alla sicurezza sul lavoro e un fattore positivo per l’ambiente. È prioritario quindi perseguire modelli organizzativi che coniughino il lavoro agile con quello in presenza”.

Segretario generale presso FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche

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