Europa e economia
L'economia circolare business salva il pianeta

L’attenzione sul tema è massima, dalle fondazioni ai gruppi di investimento tutti si stanno rendendo conto della direzione del business del futuro. “I sistemi rigenerativi sono fondati su un processo di attenta selezione delle materie prime, non basato sulla corsa al ribasso ma sulla ricerca della qualità, che potrebbe suonare familiare a molta parte del made in Italy” ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera Jocelyn Blériot, direttore esecutivo della Ellen MacArthur Foundation. Non è un caso che uno dei dirigenti di… (Continua a leggere)

Mario Draghi, politiche monetarie a beneficio dell'Eurozona

Mario Draghi: otto anni di Presidenza della Banca Centrale Europea (dal 2011 al 2019), otto anni di supervisione della politica monetaria europea, otto anni di manovre per trovare soluzioni a seguito della crisi del 2008, otto anni decisivi per l’economia dell’Europa. Il testimone passa nelle mani di Christine Lagarde, chiamata ad affrontare nuove sfide, facendo i conti con una fase di rallentamento dell’Eurozona. I provvedimenti più incisivi adottati da Mario Draghi: il Piano di Rifinanziamento a lungo termine (LTRO), il… (Continua a leggere)

Lanzillo: l'86 per cento delle aziende italiane vuole l'internazionalizzazione

Le imprese guardano ai mercati esteri per individuare nuovi possibili occasioni di business. Il quadro economico emerge con chiarezza dallo studio di Deloitte sulle ‘Prospettive globali per le aziende del Mid Market’, presentato recentemente a Capri al Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria da Ernesto Lanzillo, Deloitte, Private Leader per l’Italia. Le prospettive dell’economia non lasciano spazio a dubbi: l’86 per cento delle aziende italiane ed il 78 per cento delle imprese a livello mondiale punta all’espansione internazionale, il 59… (Continua a leggere)

Le nuove sfide dell'economia nel XXI secolo

L’economia italiana subisce cambiamenti sostanziali derivanti dalla crisi economica del 2008, dalla globalizzazione, dalle nuove sfide sociali. Questo comporta una nuova consapevolezza da raggiungere che spesso si traduce in nuove scelte imprenditoriali da adottare, senza tralasciare nuove soluzioni business che possano assicurare una risposta adeguata alle nuove esigenze economiche e sociali. La raccolta fondi è una strategia finanziaria per trovare finanziamenti e fidelizzazione delle persone perché è un modo per coinvolgere i cittadini che credono in un determinato progetto sociale… (Continua a leggere)

Il ruolo delle imprese nella formazione dei giovani

La formazione proietta il suo orizzonte all’estero, specialmente in questo momento storico dove lavoro e impresa guardano oltre i propri confini; non è soltanto una semplice scelta perché diventa quasi una necessità. High School Program, dove si frequentano tre o sei mesi, più spesso l’intero anno di quarta superiore in una scuola estera, è un programma riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca della Repubblica Italiana ed è, secondo il pensiero di migliaia di ragazzi, “l’esperienza più straordinaria e… (Continua a leggere)

Le imprese e i lavoratori devono valorizzare la produttività

Le imprese devono contemplare le diverse metodologie del lavoro per assicurare la produttività a livelli normali, senza interferire sulla forza lavoro che è il valore aggiunto di un’impresa. La visione imprenditoriale deve contemplare questi approcci culturali alla vita lavorativa perché il lavoratore diventa complice del processo produttivo dove non può mancare quel giusto riconoscimento personale. «In un’attività produttiva tutte le relazioni devono avere una certa sinergia – commenta Roberto De Donno, imprenditore, premium marketer in Lyoness, azienda con network mondiale,… (Continua a leggere)

CRIF Ratings: le imprese mostrano nel 2018 segnali di stabilizzazione della rischiosità

Stabilizzazione della rischiosità delle imprese non finanziarie italiane. È questo il dato più importante che emerge da uno studio condotto da CRIF Ratings. «Dopo un quadriennio di costante riduzione dei tassi di default delle imprese non finanziarie italiane, a dicembre 2018, il tasso di default, calcolato da CRIF Ratings come il ritardo su pagamenti e rimborsi bancari (c.d. 90 days past due ai sensi di Basilea II) e le procedure di insolvenza e pregiudizievoli (c.d. eventi pubblici), si è attestato… (Continua a leggere)

Bioeconomia, Stefano Arvati: creare valore dal territorio per il territorio

La bioeconomia è un asset strategico del XXI secolo. A Palermo, durante la presentazione del IV Rapporto sulla Bioeconomia in Europa, emerge con chiarezza l’importanza della realtà economica da valorizzare nei prossimi anni. «Soltanto in Italia – si legge nel documento – la bioeconomia vale 260 miliardi di euro, terza in Europa dopo Germania e Francia, contando oltre 570 startup attive nel settore». Conviene ricordare che il Rapporto è stato curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, dal… (Continua a leggere)

Confindustria, Cgil, Cisl e Uil: la formazione è strategica per le imprese

La crescita economica deve essere promossa da azioni legislative specifiche. È fondamentale realizzare queste condizioni perché i Fondimpresa possono aiutare le aziende a crescere e a formare i lavoratori, superando concezioni burocratiche che appesantiscono il ruolo. È questo l’appello lanciato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil durante i lavori del Forum “Il futuro del sapere, aziende e lavoratori nella trasformazione”, organizzato presso l’Auditorium della Tecnica a Roma, il 19 settembre 2019 in occasione dei 15 anni di Fondimpresa. Il Fondo… (Continua a leggere)

Manifattura italiana, il saldo demografico è negativo

Le imprese subiscono una forte contrazione che ridimensiona la loro presenza nell’economia italiana. Il numero delle realtà imprenditoriali attive nella manifattura accusa, soprattutto negli anni successivi alla crisi economica del 2008, una costante riduzione. Conviene osservare i dati forniti dagli Archivi camerali dal 2008 al 2018, i quali registrano una contrazione di oltre 100mila unità. È una perdita preoccupante perché impoverisce il tessuto economico, causando problemi occupazionali rilevanti. Ed è proprio in questi anni che assistiamo a crisi aziendali costanti… (Continua a leggere)