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Mose, la manutenzione costerà 57 milioni all’anno. Fincantieri in pole position per la maxi commessa

Mose, la manutenzione costerà 57 milioni all’anno. Fincantieri in pole position per la maxi commessa

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Più di seicento milioni di euro per manutenere il Mose nei prossimi undici anni, fino al 2034: 627, per la precisione, ovvero 57 milioni l’anno. Questo è un punto di partenza, anche a fronte delle tante cifre circolate in questi anni, con chi diceva che sarebbe potuto costare fino a 100 milioni. A metterlo è stata Fincantieri, colosso della cantieristica che si è candidata ancora a fine settembre per gestire pulizia e manutenzione delle 78 paratoie e di tutti gli elementi, a partire dalle delicate cerniere, colpite dalla corrosione e per le quali saranno messi in atto i consigli dell’esperto corrosionista francese Nicholas Larché. Dopo il bando pubblicato un anno e mezzo fa dall’allora provveditore Cinzia Zincone (e poi revocato), ora la proposta di Fincantieri sarà messa essa stessa a gara, anche se il proponente di un partenariato pubblico privato – com’è in questo caso – è sempre in pole position, da un lato perché ha costruito lui l’offerta, dall’altro perché in caso di ribasso ha la possibilità di pareggiarlo avendo il diritto di prelazione.

Pubblico interesse

Ieri il direttore del Dipartimento per le opere pubbliche del ministero delle Infrastrutture Ilaria Bramezza, che aveva guidato la commissione ad hoc, ha firmato il decreto con cui dichiara di pubblico interesse la proposta di partenariato pubblico privato presentata da Fincantieri il 23 settembre per «la manutenzione ordinaria e straordinaria, la conservazione, l’ammodernamento e all’efficientamento del Mose per le barriere di Lido, Malamocco e Chioggia». Fincantieri ha già la manutenzione di Treporti, aggiudicata tramite gara in via sperimentale per tre anni, dopo di che la cifra dei 57 milioni sarà onnicomprensiva. La commissione guidata da Bramezza ha dato parere favorevole ritenendo che ci siano tutti gli elementi richiesti e che il progetto sia fattibile sotto il profilo tecnico e sostenibile sotto quello economico-finanziario: la proposta di gestire la manutenzione – prima provvisoria, poi a regime – di tutte le barriere per i prossimi 11 anni «fornisce garanzia per il buon funzionamento e la conservazione di un’opera strategica nazionale come il Mose», sottolinea il Mit. Superata anche l’incomprensione con il liquidatore del Consorzio Venezia Nuova Massimo Miani, che ha chiesto rassicurazioni sulla non inclusione di cantieri di sua competenza.

In acqua da dieci anni

Fincantieri con questa proposta si assume il rischio della gestione della manutenzione dell’opera a fronte, appunto, di un canone di 57 milioni all’anno, salvo possibilità di aumenti prezzi che andranno valutati nel corso dell’incarico. La gara sarà bandita nelle prossime settimane, in modo da individuare entro il 2023 il concessionario delle manutenzioni: ovvio che se ci saranno concorrenti ed eventuali ricorsi i tempi si allungheranno. Le prime paratoie sono state messe sott’acqua a Treporti nel 2013 e sono quelle che hanno la priorità della manutenzione: per questo si è già partiti con la prima gara, dato che il progetto la prevedeva quinquennale e invece sono già passati quasi dieci anni. Fincantieri sta già predisponendo l’area ex Pagnan di Marghera, acquistata dal Cvn anni fa proprio per le manutenzioni, che all’epoca si pensava di fare «in house», mentre ora è passata la linea dell’affidamento esterno delle lavorazioni. «La prima paratoia verrà sganciata in primavera, finita la stagione delle acque alte – osserva Bramezza – Il 2022 è stato un anno di svolta per il Mose, grazie ad un grande lavoro di squadra: i cantieri sono ripartiti, le risorse sono state sbloccate e le procedure per i sollevamenti sono sempre più puntuali e flessibili. Con il decreto di oggi si aggiunge un tassello importante. Venezia può guardare al suo futuro con serenità».

Fonte: Il Corriere del Veneto

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