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Banche, per Passera «oggi più della dimensione conta la tecnologia»

Banche, per Passera «oggi più della dimensione conta la tecnologia»

Gli stipendi degli italiani stanno perdendo potere d’acquisto
Ripresa del PIL o stagflazione: che fine farà l’ Europa?
Si torna a parlare di recessione?
Il banchiere ha affrontato il tema dei cambiamenti in atto nel mondo bancario in un incontro con l’Ucid: «la concorrenza ha smantellato le posizioni di rendita, oggi, per esempio, si possono effettuare pagamenti con il proprio operatore telefonico o una fintech. Vinci se investi in innovazione , anche se sei una piccola banca»
Come fare nuova impresa in Italia ?” è il titolo di un evento organizzato a Monza dall’ Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti) che ha avuto come ospite d’onore Corrado Passera
La guerra russo-ucraina ha amplificato la transizione post Covid E’ toccato all’illustre banchiere lombardo ed ex ministro rispondere alle sollecitazioni della platea di imprenditori per cercare di tracciare un quadro dell’attuale contesto socio-politico-economico nel quale oggi le aziende sono costrette a muoversi sul piano nazionale e internazionale. «Lo scoppio della guerra in Ucraina ha colto le imprese italiane in una delicata fase di transizione post-pandemia,amplificando a dismisura gli effetti, già gravi, della crisi energetica e le strozzature di offerta delle filiere globali – ha esordito il manager – il conflitto sta agendo da moltiplicatore su prezzi delle materie
prime e dell’energia che già nel 2021 erano saliti in modo significativo».

Premiare le imprese virtuose che aiutano la ripresa

«Ma il tema è: riusciremo a produrre nuove imprese? Perché serviranno imprese sempre più capaci di innovare, di crescere, di sapersi adattare ai cambiamenti » ha continuato Passera, «la risposta è sì, si può creare impresa ed anche velocemente. Perché ciò succeda si devono
premiare gli imprenditori che adottano comportamenti virtuosi; aiutare le imprese che possono trainare la ripresa premiando fiscalmente e in modo rilevante quelle che investono in innovazione e in capitale umano e che si rafforzano patrimonialmente, favorendo anche le
aggregazioni. Leggi come Industria 4.0, Apprendistato, Ace (l’Aiuto alla Crescita Economica)
hanno già manifestato la loro utilità ma questo non basta, perché per garantire crescita sostenuta e sostenibile occorre avviare le riforme chiave :istruzione e formazione che devono durare per tutta la vita lavorativa; giustizia che oggi riduce fortemente l’attrattività del nostro
Paese e burocrazia che oggi costituisce un rallentamento gravissimo all’attività economica».
Olivetti, Poste e Intesa, 3 storie italiane di successo
Il banchiere comasco fondatore di illimity Bank si è soffermato anche sul mondo dei giovani: «Troppo spesso inculchiamo nei nostri ragazzi il convincimento che in Italia non si possono realizzare progetti ambiziosi. Questa esposizione vittimistica va rigettata con determinazione, anche perché è inattendibile oltre che dannosa. In Italia si possono, eccome, realizzare grandi
progetti; e dobbiamo aiutare i giovani a sviluppare un forte spirito critico, ma anche a pensare in grande. La forza del nostro Paese è nei fatti: se esportiamo 550 miliardi all’anno vuol dire che siamo competitivi. ».E quindi ha citato le case history di successo  che lo hanno visto indiscusso protagonista negli ultimi 20 anni in Italia: « Olivetti stava per fallire e ha
saputo trovare al suo interno risorse e competenze per diventare una ICT company creando
Omnitel , poi Vodafone, Infostrada e Italia Online – ha raccontato –Le Poste hanno rappresentato per me una forte esperienza umana e professionale. Perdeva 2.500 miliardi delle vecchie lire; abbiamo messo in condizione il personale di lavorare, lo abbiamo motivato e stimolato e, così facendo, i postali hanno trasformato una delle peggiori poste d’Europa
in una delle migliori sia come risultati che come qualità dei servizi. E non dimentichiamo il successo di IntesaSanPaolo , partita da una media banca vicentina, l’Ambroveneto, e diventata il più grande operatore in Italia e una delle banche più solide in Europa».
L’inflazione? Se alziamo i tassi sarà stagflazione
Passera ha parlato quindi di inflazione spiegando che «quella attuale non è, in Europa, la classica inflazione da domanda; gran parte è da offerta, dovuta in particolare a tensione sui mercati dell’energia e di numerose materie prime e in parecchie catene di fornitura e trasporti;
guai se per curarla applicassimo violente misure monetarie , cioè alzando i tassi in maniera
significativa: si affaccerebbe lo spettro della  stagflazione. Occorre quindi saper valutare la crisi; con occhio critico e competente».
Non poteva mancare un cenno al Pnrr: «Oggi si parla molto del Pnrr ma se applicassimo le stesse regole e procedure anche a tutti gli altri fondi pubblici, nazionali ed europei, che
abbiamo a disposizione per investimenti , avremmo tutto ciò che serve per ridisegnare e rilanciare molte parti del Paese».

La tecnologia ha cambiato il sistema bancario

L’ultimo parte del suo intervento, l’ex ministro allo Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti nel Governo Monti, lo ha riservato ai cambiamenti in atto nel mondo bancario
diventato sempre più competitivo a dispetto di quando – fino a 20 anni fa – era il settore più bloccato, controllato, paralizzato.
«Oggi i servizi bancari li fanno tutti» ha sottolineato Corrado Passera, «si possono, ad esempio, effettuare pagamenti attraverso il proprio operatore telefonico, attraverso una fintech, attraverso i cosiddetti big tech, i grandi operatori globali di tecnologia. E’ un settore dove la concorrenza
ha smantellato le posizioni di rendita ed è la dimostrazione di come la concorrenza può stimolare moltissimo. Eravamo mille banche e oggi siamo meno di cento. Al contempo il settore è molto più robusto». «Ci saranno sicuramente dei vincitori e dei vinti – ha continuato Passera – e siamo convinti che coloro che vogliono fare tutto in modo tradizionale avranno molte difficoltà, soprattutto se di piccole dimensioni , mentre  chi si specializzerà e cavalcherà al massimo le nuove tecnologie avrà successo nel nuovo scenario competitivo. Ma quello che veramente fa la differenza è che la tecnologia può sostituire la dimensione. Fino a qualche anno fa, la dimensione era l’unica modalità  per avere successo nel settore bancario. Oggi
abbiamo a disposizione la tecnologia che ci consente di avere successo e di  erogare dei servizi prima inimmaginabili anche se non hai la dimensione. Se guardiamo al futuro – ha concluso – anche le banche medio-piccole, se avranno il coraggio di investire nella tecnologia, specializzandosi, ce la potranno fare. E questo sarà un bene per molti territori».
a cura dott. Francesco Megna – Referente Commerciale Banca

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