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Classifica della ricchezza nel mondo: i più ricchi sono in America ma l’Europa supera l’Asia-Pacifico secondo Capgemini

L’Europa scala la classifica e si piazza al secondo posto per numero e ricchezza. Scende al terzo posto l’Asia-Pacifico. Al top sempre il Nord America

Classifica della ricchezza nel mondo: i più ricchi sono in America ma l’Europa supera l’Asia-Pacifico secondo Capgemini

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Nel 2021 la popolazione globale degli High Net Worth Individual (HNWI), ossia persone ad alto patrimonio netto, è cresciuta del 7,8% e la loro ricchezza è aumentata dell’8%, grazie alla ripresa delle economie supportata dal mercato azionario. In cima c’è sempre l’America, ma l’Europa sale al secondo posto della classifica. È quanto emerge dal World Wealth Report 2022 di Capgemini che esamina i movimenti della ricchezza globale nell’anno precedente, analizzando trend ed evoluzione degli high net worth individual, ovvero “individuo ad alto patrimonio netto”.

Nel dettaglio, il rapporto 2022 di Capgemini copre 71 mercati, che rappresentano oltre il 98% del reddito nazionale lordo globale e il 99% della capitalizzazione del mercato azionario mondiale. L’indagine Insights della società ha interrogato 2.973 individui con un patrimonio elevato in 24 mercati patrimoniali principali in Nord America, America Latina, Europa e Asia-Pacifico.

Il rapporto giunge però in un momento in cui le azioni sono in calo e le preoccupazioni per l’inflazione, le ricadute della guerra in Ucraina e le varianti del coronavirus pesano sugli investitori high net worth, il cui numero e la cui ricchezza sono cresciuti in modo sostanziale lo scorso anno.

Classifica della ricchezza nel mondo: dove sono gli utra-ricchi

Nel 2021, Usa seguiti da Giappone, Germania e Cina, hanno mantenuto la prima posizione per quanto riguarda la popolazione di individui HNW. Insieme, questi quattro Paesi rappresentano il 63,6% della popolazione globale, con un aumento dello 0,7% rispetto al 2020.

Segmenti della clientela emergente

Ogni segmento di clientela emergente ha valori, preferenze ed esigenze proprie, che molte società di gestione patrimoniale non sono attualmente in grado di soddisfare. Di conseguenza, molte di queste persone facoltose si rivolgono a concorrenti più adattivi o a family office più piccoli.

Si pensi a questi esempi:

  • Capgemini ha osservato che le donne, in tutte le fasce di ricchezza, sono destinate a ereditare il 70% della ricchezza globale nelle prossime due generazioni. Esse sono alla ricerca di società che offrano non solo trasparenza delle commissioni e sicurezza dei dati, ma anche formazione su come accrescere questa ricchezza.
  • Analogamente, il 39% dei millennial facoltosi ha cambiato fornitore nell’ultimo anno a causa della mancanza di trasparenza. Spesso cercano nuovi gestori patrimoniali perché chiedono una maggiore interazione digitale, educazione e convenienza.
  • Inoltre, un gruppo unico di individui con una ricchezza tecnologica, creato dal boom tecnologico e dall’aumento degli unicorni sostenuti da venture capital, offre un’enorme opportunità per le società di gestione patrimoniale. Eppure solo il 27% delle società dichiara di perseguire attivamente queste prospettive.

Per sbloccare questo segmento di clienti in gran parte non sfruttato, il rapporto afferma che le società di gestione patrimoniale devono concentrarsi sull’offerta di una maggiore convenienza e di esperienze personalizzate, nonché sulla creazione di un rapporto di fiducia attraverso approcci quali la collaborazione con l’ecosistema, soluzioni digitali complete e una maggiore diversità nell’assunzione di nuovi talenti.

ESG e asset digitale

Il settore della gestione patrimoniale sta vivendo una diversificazione delle opzioni di investimento, come gli investimenti sostenibili e la crescente diffusione degli asset digitali. Secondo il rapporto di Capgemini, poiché l’imperativo ambientale, sociale e di governance continua a crescere, le società di gestione patrimoniale devono sforzarsi di rendere il supporto educativo e l’ampia selezione di prodotti per le persone facoltose pilastri fondamentali delle loro strategie.

Il rapporto ha rilevato che, a livello globale, il 55% degli HNW ha dichiarato che investire in cause con un impatto ESG positivo è fondamentale, e il 64% ha chiesto i punteggi ESG per conoscere l’impatto sociale di un fondo.

Ma il 40% dei gestori patrimoniali intervistati ha dichiarato di trovare difficile mostrare un impatto ESG.

“L’afflusso di nuove vie di investimento, come gli investimenti sostenibili e gli asset digitali, sta avendo un impatto cruciale sul settore della gestione patrimoniale”, ha dichiarato in un comunicato Nilesh Vaidya, responsabile globale del settore per il retail banking e la gestione patrimoniale nella Financial Services Strategic Business Unit di Capgemini.

“Le società di gestione patrimoniale devono dare priorità alla formazione tempestiva su questa tendenza per fidelizzare i propri clienti. Inoltre, con l’avvento della nuova era degli asset digitali, le società di gestione patrimoniale devono sfruttare le partnership con gli ecosistemi per dare priorità a un portafoglio di offerte digitali diversificate per i clienti”, ha concluso Vaidya.

La figura del Chief Customer Officer

Il rapporto sulla ricchezza 2022 ha rilevato che un numero crescente di società di gestione patrimoniale sta istituendo un nuovo ruolo di chief customer officer, il cui scopo è quello di alimentare l’intimità con i clienti e metterli al centro del processo di gestione patrimoniale.

Il ruolo si concentra sull’orchestrazione dei dati e dei vantaggi digitali all’interno dell’organizzazione, per soddisfare le esigenze complesse e in continua evoluzione dei clienti e per stimolarne la fidelizzazione. Secondo il rapporto, dando priorità all’automazione e agli approfondimenti basati sui dati, i gestori patrimoniali possono offrire esperienze iper-personalizzate ai clienti per soddisfare le aspettative dei segmenti emergenti.

Secondo Capgemini, i cco svolgeranno un ruolo fondamentale nella costruzione di un ecosistema di clienti inclusivo, migliorando al contempo le loro capacità di consulenza attraverso l’analisi dei dati. In questo modo, le aziende possono adottare un approccio one-stop-shop per soddisfare comodamente tutte le esigenze dei clienti. Ciò consentirà di soddisfare lo stile di vita e le preferenze dei clienti e, in ultima analisi, di favorire la crescita del business.

Fonte: Firstonline.it

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