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Prestiti green: aumentata del 35% la sensibilità verde nel credito al consumo

È quanto emerge dall’Osservatorio Findomestic. Secondo Assofin, la percentuale dei finanziamenti per veicoli ibridi o elettrici ha raggiunto quota 23% per i prestiti nel settore auto

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La transizione green è sempre più centrale nelle politiche degli Stati e questo si ripercuote anche sul tema del credito e sui finanziamenti. Secondo le stime di Assofin, la percentuale dei finanziamenti utilizzati per comprare veicoli ibridi o elettrici è il 23% sul totale dei finanziamenti destinati all’acquisto di auto. Sul totale dei prestiti erogati per la casa, il 13% è volto all’acquisto di beni volti a migliorare l’efficienza energetica domestica. Non ingannino le percentuali: sono ancora basse, ma in notevole crescita rispetto agli ultimi anni.

Ricerca Assofin-Bocconi

Secondo una ricerca che Assofin ha condotto insieme all’Università Bocconi «per il 43% degli operatori bancari o finanziari il credito al consumo erogato a sostegno di acquisti di beni a basso impatto ambientale o in grado di garantire una migliore efficienza energetica è prioritario all’interno delle strategie aziendali».

Inoltre «oltre due terzi degli operatori bancari o finanziari propone finanziamenti destinati all’acquisto di beni green per la casa con almeno un’agevolazione» tra cui «una maggiore flessibilità o un tasso di interesse vantaggioso».

La ricerca evidenzia che «la metà tra le banche e le società finanziarie operanti nel mondo del credito al consumo offre finanziamenti con almeno un’agevolazione per l’acquisto di veicoli green» e anche in questo caso i vantaggi possono essere flessibilità maggiore o un tasso di interesse vantaggioso.

Aumenta la sensibilità green

Ciò che è cambiata, negli ultimi due anni caratterizzati dal Covid, è la sensibilità green, aumentata del 35% secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Findomestic: il 90% delle persone si dichiara eco-friendly mentre la metà degli intervistati (49%) ricerca l’ecosostenibilità soprattutto nei servizi di luce e gas, quando si trova ad acquistare gli elettrodomestici per la casa (47%) o a fare la spesa alimentare (42%). Il 34% attribuisce importanza alla componente green anche quando deve acquistare un’auto o una moto.

A fronte di queste priorità ambientali però solo il 12% del campione si dichiara disponibile a spendere dal 10 al 20% in più per acquistare un prodotto o servizio green (era il 7% nel 2018), la stragrande maggioranza (65%) non andrebbe oltre il 5-10% mentre il 22% non è disposto a pagare di più.

I finanziamenti green dedicati

Per quanto riguarda i finanziamenti dedicati la ricerca Findomestic evidenzia come secondo il 66% delle persone intervistate “«lo Stato è l’istituzione che dovrebbe promuovere acquisti green e sostenibili». Anche le imprese produttrici dovrebbero avere un ruolo (56% delle risposte) nel favorire questo tipo di acquisti così come i rivenditori di beni di consumo (36%).

Sconti (per il 67% degli intervistati), formule di pagamento più convenienti (per il 50%) e una maggiore sensibilizzazione (37%) sono gli strumenti che possono incentivare gli acquisti green ed è in questo contesto che il 76% del campione sarebbe invogliato a comprare sostenibile attraverso un piano di finanziamento dedicato con tassi più favorevoli.

«Il credito al consumo segue l’evoluzione del mercato – spiega Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic –. Il consumatore si orienta sempre di più all’acquisto di beni green, il credito al consumo sostiene questa transizione. Direi che non solo la sostiene ma cerca anche sempre di più di promuoverla e favorirla. Dai dati tra gli operatori che fanno parte del mondo bancario e finanziario rappresentato da Assofin una percentuale importante oggi dichiara di aver, all’interno del proprio portafoglio-prodotti, offerte che contengono almeno una agevolazione».

Anche in Findomestic, aggiunge Bardazzi, «c’è una crescente attenzione: cresce l’impegno nel sensibilizzare il consumatore alle tematiche green e nel portarlo a consumare in modo eco sostenibile».

Fonte: Il Sole 24 ore

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