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Parte Meteosat, il nuovo satellite europeo che produrrà le previsioni in tempo reale

Nel progetto - una collaborazione Esa-Eumetsat - le aziende italiane sono in prima fila: da Leonardo, con Thales Alenia Space e Ohb, a Telespazio

Parte Meteosat, il nuovo satellite europeo che produrrà le previsioni in tempo reale

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Parte il 13 novembre dalla base di lancio europea di Kourou il satellite Meteosat, Mtg I. È il primo della terza serie di questi satelliti, indispensabili dal 1977 per le previsioni del tempo e lo studio dell’atmosfera e delle sue dinamiche. Come i suoi predecessori è frutto della collaborazione tra l’Agenzia spaziale europea (Esa) ed Eumetsat, l’Organizzazione europea per il meteo. Studierà il nostro pianeta con nuovi strumenti per continuare la serie di dati meteo che da decenni questa famiglia di satelliti manda a terra 24 ore al giorno, permettendo di fare previsioni sempre più precise e affidabili.

Il ruolo dell’Italia

L’Italia, che da sempre ha giocato un ruolo fondamentale nei Meteosat, sia di prima che di seconda generazione, anche questa volta è in prima fila con Leonardo e soprattutto le sue due partecipate: Thales Alenia Space, prime contractor per Esa ha costruito il satellite in collaborazione con Ohb, mentre Telespazio seguirà le delicate fasi chiamate Leop, lancio e messa in orbita definitiva, un compito molto delicato che vedrà impegnato il centro del Fucino per i primi dieci giorni di vita di Mtg I. Telespazio è impegnata per la realizzazione e la gestione del segmento di terra, curando sia l’acquisizione dei dati, sia le operazioni di controllo dei satelliti oltre che per la fase di lancio e inserimento in orbita, operazione che ha richiesto cinque anni di preparazione, con il coinvolgimento di un team di 40 persone.

Meteo in tempo reale

Mtg I, che andrà in orbita geostazionaria a 36mila chilometri dal pianeta, è solo il primo della serie di sei satelliti Meteosat – cinque saranno operativi e uno resterà di riserva – che in pochi anni verranno messi in orbita e lavoreranno fino al 2040, migliorando ulteriormente le previsioni meteo, già ora basate sui dati satellitari per più del 90%. Soprattutto permetteranno il cosiddetto nowcasting, termine che indica una nuova fondamentale capacità: quella di produrre previsioni in tempo quasi reale. È dotato di strumentazione ovviamente più performante della serie precedente, ma soprattutto ha uno strumento unico al momento costruito dopo nove anni di sviluppo, da Leonardo, nello stabilimento di Firenze. È il Lightning Imager, strumento strategico che apre nuovi scenari all’osservazione della Terra in funzione delle previsioni meteo.

Dalla non trascurabile quota in cui si andrà a piazzare il satellite, il “cacciatore di fulmini” come è stato ribattezzato, osserverà e misurerà i fulmini nell’atmosfera, sia quelli che si scaricano a terra che quelli che scoccano tra una nube e l’altra, praticamente impossibili da osservare da terra. Un dato importante in più, finora inaccessibile: si stimano in 1,4 miliardi i fulmini l’anno, il loro studio è fondamentale per la previsione dei forti temporali.

Risoluzione migliorata

Migliorata la risoluzione spaziale, che ora passa a 0,5 chilometri come minimo, e la quantità di dati trasmessa, che sarà decine di volte più abbondante della generazione precedente. Migliorato poi anche il tempo di passaggio: sull’Europa avremo una misura ogni 2,5 minuti e ogni 10 sul mondo intero.

Sommando le caratteristiche si può capire come, nel caso di emergenze, Mtg I e i suoi futuri simili, permetteranno anche di guadagnare ore preziosissime nel caso di eventi estremi. Assistiamo negli ultimi anni a tempeste sempre più violente, ondate micidiali di calore, inondazioni e alluvioni che hanno provocato in Europa, secondo Esa, 145mila vittime e 500 miliardi di euro di danni negli ultimi 40 anni e le prospettive non sono certo rosee per la questione del riscaldamento globale.

Il nuovo satellite aumenterà la conoscenza delle condizioni in cui si trova, minuto per minuto, l’Europa dal punto di vista meteo, nel contesto globale, e si calcola che permetterà un taglio del 30% dei danni, decine di miliardi, dato che sapremo prima e meglio cosa avverrà nell’atmosfera nelle 24 ore che seguono ogni osservazione.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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