HomeAgriculture, Automotive, Texiles, Fashion & Other

Intesa sui lanciatori, a bordo anche l’Italia. La ministeriale Esa

Raggiunta una intesa tra Italia, Francia e Germania per il futuro dei lanciatori europei. È solo una delle novità nel quadro della tanto attesa Conferenza ministeriale dell’Esa, la CM22. Un’occasione per ripensare alle prossime iniziative, allocare il budget necessario, e ripensare alle ambizioni europee in orbita.

Intesa sui lanciatori, a bordo anche l’Italia. La ministeriale Esa

La Luna si formò nel giro di alcune ore: lo dimostra una simulazione ad altissima risoluzione
Artemis: il ruolo di Leonardo nel ritorno sulla Luna
L’acqua sulla Luna potrebbe avere un’origine terrestre

Uno degli appuntamenti spaziali più importanti dell’anno – la Conferenza ministeriale dell’Agenzia spaziale europea (Esa) – è iniziato con il piede giusto, anche per l’Italia. I ministri di Italia, Francia e Germania hanno infatti siglato una dichiarazione congiunta sul futuro quadro di utilizzo dei lanciatori europei, nel corso di un incontro svoltosi a margine della magistrale. Ad apporre la firma, il ministro delle Imprese e made in Italy, a cui sono state conferite le deleghe allo Spazio, Adolfo Urso, insieme al ministro francese Bruno Le Maire e il ministro tedesco Robert Habeck. Si tratta soltanto di una delle molte novità per il comparto spaziale che verranno fuori da questa ministeriale, riunitasi in un momento molto complesso per il Vecchio continente, tra guerra in Ucraina, crisi energetica e i rischi conseguenti al cambiamento climatico. Come auspica il direttore generale dell’Esa, Josef Ascbacher, “oggi l’Europa è in crisi, ma possiamo uscirne più forti. Dobbiamo farlo. Un investimento nella CM22 è un investimento in un futuro più verde, più sicuro e più competitivo” e può riportare così l’Europa in prima linea nei progetti spaziali, con una rafforzata ambizione nella corsa allo Spazio trainata da Usa e Cina.

L’intesa sui lanciatori europei

Nello scenario attuale, che ha visto l’invasione russa dell’Ucraina avere ripercussioni anche in orbita, con il ritiro della Russia da diversi programmi collaborativi e il venir meno della possibilità di fare affidamento ai razzi Sojuz russi per via della rottura con l’agenzia spaziale russa Roscosmos, gli Stati membri dell’Esa sono chiamati ora a prendere decisioni critiche che permettano di garantire all’Europa un accesso allo Spazio sicuro e affidabile. Come rilevato da Urso, “la dichiarazione auspica una più ragionevole distribuzione di finanziamenti dell’Esa che tenga conto dei rischi assunti dal ‘prime contractor’ di Vega C e che garantisca il ‘giusto ritorno’ all’intera filiera spaziale italiana e agli altri Stati membri che contribuiscono al successo dei due lanciatori”. In questo modo anche l’industria italiana potrà avere il giusto ritorno per il contributo speso nei lanciatori europei Ariane 6 e Vega C. Le riflessioni tra i tre ministri si sono concentrate anche su una maggiore apertura del mercato commerciale europeo ai piccoli e mini lanciatori, una delle nuove frontiere spaziali più promettenti, non solo sul piano commerciale ma anche strategico, che potrebbe beneficiare di commissioni ad hoc dell’Esa. Così, per il ministro italiano, “si costruisce la autonomia strategica europea” su un settore in cui si decidono i futuri equilibri globali e su cui è importante mantenere un approccio collaborativo. “L’avventura spaziale è un’avventura spaziale europea. Dobbiamo fare squadra, dobbiamo essere uniti”, ha auspicato infatti Le Maire in apertura della riunione ministeriale.

CM22

Si tiene dunque a Parigi, il 22 e 23 novembre, il Consiglio ministeriale dell’Esa 2022, il cosiddetto Cm22. La delegazione italiana, oltre ad Adolfo Urso, ha visto la partecipazione del presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, e dell’ambasciatore Luca Sabbatucci, rappresentante permanente d’Italia presso le organizzazioni internazionali a Parigi. In occasione della Cm22, non solo vi sono gli statement e le riflessioni dei delegati dei Paesi Esa, ma vengono anche presentati 14 studi socio-economici indipendenti pronti a sostenere il processo di decision-making dell’Agenzia europea, fornendo prove del valore generato dallo Spazio in Europa. Uno dei programmi dell’Esa, chiamato “Future Earth observation”, ad esempio, potrebbe generare un contributo alla crescita economica europea fino a 3,2 miliardi di euro nel periodo 2023-2030. A guidare i lavori del vertice, e a suonare la tradizionale “campanella”, è stato proprio il ministro tedesco dell’Economia e del clima, Robert Habeck. Nuova invece la presenza della Slovacchia, che ha preso parte per la prima volta alla ministeriale in qualità di Stato membro associato. Infine, non si può parlare di Spazio senza gli astronauti, ed ecco quindi presenti a Parigi anche la classe 2009 degli astronauti Esa, tra cui gli italiani Samantha Cristoforetti (di recente tornata dalla missione Minerva) e Luca Parmitano. Pronti a diventare ancora più numerosi grazie ai colleghi della nuova classe di astronauti Esa che verrà presentata proprio in occasione della ministeriale.

La ministeriale Esa

La ministeriale rappresenta un’occasione in cui gli Stati membri dell’Esa e gli Stati partner sono invitati a rafforzare insieme le ambizioni europee in ambito spaziale. I Consigli ministeriali dell’Esa si riuniscono ogni due o tre anni per decidere in merito alle nuove proposte e finanziamenti per il settore spaziale europeo degli anni successivi. E le attività vengono finanziate con il contributo di tutti e 22 gli Stati membri, calcolato in base al Pil di ciascun Paese. L’Esa è ora pronta a riformarsi per adattarsi al nuovo ecosistema spaziale in evoluzione, rispondendo così alla sua Agenda 2025 che fissa l’obiettivo di rafforzare la posizione dell’Agenzia come leader spaziale globale entro il 2035.

Un quadro complesso per lo Spazio

“L’Europa è eccellente e sono europei alcuni fra i migliori talenti nell’ingegneria e nella scienza spaziali”- ha spiegato Ascbacher- “in questi tempi difficili spero che dal mondo dello Spazio ci siano speranze e opportunità di lavoro e la possibilità di partecipare in un settore in così rapida espansione come quello spaziale”. L’Europa dello Spazio risultata da questa prima giornata di ministeriale è apparsa coesa, proiettata al futuro e ambiziosa sul fronte delle missioni spaziali, prime tra tutte quelle verso la Luna – e la costruzione della stazione spaziale cislunare Gateway – e Marte. Importanza particolare è stata data, inoltre, alla partecipazione alle attività sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) e ai progetti che riguardano l’Osservazione della Terra e lo studio dell’impatto dei cambiamenti climatici sul nostro pianeta. “In questi tempi così difficili, tempi di crisi e difficoltà finanziarie, abbiamo bisogno di investire di più nello Spazio per scommettere sul futuro”, ha dichiarato ancora il direttore generale dell’Esa. Le missioni spaziali infatti stimolano l’innovazione tecnologica e la scoperta scientifica e rappresentano un’ottima via per l’Europa per cavalcare la Space economy in espansione. L’aumento esponenziale dell’uso commerciale dello Spazio, avvenuto negli ultimi anni, sta trasformando l’industria di tutto il mondo, compresa quella europea. Per questo l’Agenzia dovrà continuare a impegnarsi nel sostenere l’industria spaziale del Vecchio continente in tutte le sue forme e dimensioni, fornendo accesso a competenze, tecnologie, finanziamenti e clienti che permettano all’Ue di rimanere competitiva nel settore spaziale.

Il ruolo dell’Italia

L’Italia, grazie alla sua completa filiera produttiva nel settore spaziale, può giocare un ruolo di primo piano in questo contesto. Intenzione sottolineata anche dall’astronauta Parmitano in un tweet: “Collaborazione con l’Ue, volontà di essere in prima linea. L’Italia è pronta a sostenere i Programmi dell’Esa”. Tra i principali programmi di interesse per l’Italia e la sua industria, vi sono sicuramente il programma lunare Artemis, in cui le tecnologie italiane sono state protagoniste, le attività di Osservazione della Terra, e infine i lanciatori – è bene ricordare infatti che il Vega C è stato costruito negli stabilimenti di Avio a Colleferro, vicino Roma.

Fonte: Formiche.net

Commenti