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Funzionari pubblici: cambiano i concorsi, saranno valutati comportamenti e capacità manageriali

Funzionari pubblici: cambiano i concorsi, saranno valutati comportamenti e capacità manageriali

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Concorsi pubblici, si cambia. In arrivo una nuova prova da superare per chi aspira a diventare un funzionario della Pa. Lo prevede il decreto Pnrr, con cui il governo punta ad accelerare i progetti collegati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Obiettivo: valutare le cosiddette soft skill dei candidati. Non parliamo di competenze tecniche, ma dell’abilità nell’analizzare e risolvere problemi, nell’individuare le priorità, nel lavorare in team. Competenze trasversali che sul luogo di lavoro fanno la differenza e garantiscono una maggiore produttività. E poi. I funzionari dovranno conoscere almeno una lingua straniera.

Il decreto

Nel decreto si legge che i concorsi per il personale non dirigenziale dovranno prevedere «l’espletamento di almeno una prova scritta, anche a contenuto teorico-pratico, e sempre di una prova orale, comprendente l’accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera». Più nel dettaglio, per quanto riguarda le soft kill, si legge nel testo che «le prove di esame sono finalizzate ad accertare il possesso delle competenze, intese come insieme delle conoscenze e delle capacità tecniche e/o comportamentali e/o manageriali che devono essere specificate nel bando e definite in maniera coerente con la natura dell’impiego per il profilo ricercato». Attenzione però alle tempistiche. «Il numero delle prove d’esame e le modalità di svolgimento e correzione devono contemperare l’ampiezza e profondità della valutazione delle competenze definite nel bando con l’esigenza di assicurare tempi rapidi e certi di svolgimento del concorso».

Soft skill

Le competenze trasversali si affiancano alle conoscenze tecniche e teoriche e oltre al problem solving comprendono anche la capacità di saper comunicare e di lavorare sotto stress. Le modalità realizzative dei concorsi andranno rivisitate integrando le prove tradizionali con meccanismi che consentano di valutare, oltre che le competenze tecniche, anche le soft skill. Il tutto però senza andare a impattare negativamente sulla durata dei concorsi, come precisato dal decreto. Per assicurare tempi rapidi di svolgimento dei concorsi, il decreto Pnrr prevede inoltre il coinvolgimento delle agenzie per il lavoro private: si occuperanno della preselezione e tra le altre cose verificheranno anche il possesso delle attitudini e delle capacità comportamentali richieste dal bando.

I test

I candidati dovranno affrontare dunque ulteriori test. Ma come avviene la verifica delle soft skill? Si guarda al modello Epso dell’Unione europea. Per esempio, potrebbe essere necessario superare un esercizio e-tray, sarebbe a dire un esercizio al computer che simula una reale situazione lavorativa e riproduce una casella di posta elettronica che contiene informazioni che si riferiscono a un determinato problema. I candidati devono trovare soluzioni nel miglior modo possibile entro un tempo limitato. In questo modo si misurano quattro tipi di competenze: l’analisi e la risoluzione dei problemi, la capacità di produrre risultati di qualità, l’individuazione delle priorità e lo spirito organizzativo, la capacità di lavorare con gli altri. 

Fonte: Pamagazine.it

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