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Fra poche ore inizia il vertice OPEC e sapremo dove andrà il prezzo del petrolio

Fra poche ore inizia il vertice OPEC e sapremo dove andrà il prezzo del petrolio

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Fra poche ore si svolgerà a Vienna un importante vertice tra i 14 paesi dell’OPEC, dove si prenderanno delle decisioni in merito ai livelli di produzione del petrolio. La conferenza sarà visibile in diretta streaming direttamente sul sito dell’Opec. Le recenti dichiarazioni rilasciate qualche settimana fa dal ministro del Petrolio iraniano Bijan Zangeneh hanno lasciato intendere che l’Iran potrebbe assecondare il piano dell’Arabia Saudita, facendo crescere le aspettative di un taglio della produzione. Nella sua ultima dichiarazione, a un giorno dal vertice, Zangeneh ha fatto sapere che l’Iran si allineerà alle decisioni prese in Algeria nel corso dell’ultimo vertice.

Negli ultimi giorni comunque, un po’ a sorpresa, qualche piccolo passo indietro è arrivato dal ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita Falih. Il ministro, intervistato durante una visita alla Saudi Aramco, ha detto che il taglio della produzione non è indispensabile e serve solo per velocizzare il processo di riequilibrio del mercato, che comunque è destinato – secondo il ministro arabo – a essere raggiunto in maniera automatica.

Ad ogni modo, anche se si dovesse raggiungere l’accordo, l’entità del taglio dovrebbe essere molto basso: il livello di produzione passerebbe dagli attuali 33,6 milioni di barili al giorno ai 32 o 33 milioni di barili al giorno. Il cartello punta a riportare i prezzi del petrolio quanto meno tra i 55 e 60 dollari al barile, mentre qualora l’intesa non si dovesse trovare i prezzi rischiano di portarsi sui 40 dollari.

Il ribasso dei prezzi petroliferi ha colpito duramente tutte quelle economie che dipendono eccessivamente dall’oro nero. Tra questi paesi figurano ovviamente l’Arabia Saudita, l’Iraq, l’Algeria, il Venezuela, tutti paesi che stanno attraversando crisi economiche di diversa entità. Anche paesi non-OPEC come la Russia, anch’essa fortemente dipendente dalle entrate energetiche, hanno subito un grave colpo inflitto dai bassi prezzi del petrolio.

In generale pare quindi che prevalga la visione condivisa per riportare al rialzo i prezzi del petrolio, in modo da far respirare le economie di quei paesi che ne sono fortemente dipendenti. A complicare la situazione gli intrecci geopolitici che impediscono ad alcuni paesi di tenersi per mano (pensiamo a Russia e Arabia Saudita) e il recente ritorno sul mercato petrolifero dell’Iran.

Ad ogni modo, pare improbabile un ritorno del petrolio sui massimi del 2014, sia per gli eccessi di offerta che permangono sul mercato sia perché l’industria energetica si sta spostando verso un mondo meno legato al settore petrolifero. Tanto che la stessa Arabia Saudita ha promosso nel 2016 un piano, chiamato Vision 2030, che dovrebbe portare il paese a diversificare la propria economia ed essere quindi meno dipendente dalle entrate petrolifere. Ed è qualcosa che dovranno cercare di fare tutti i paesi che hanno contato fino ad oggi quasi ed esclusivamente sui ricavi dell’oro nero per riempire le casse.

it.ibtimes.com

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