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Assarmatori Annual Report, Messina: “Abbiamo bisogno di un’identità mediterranea”

Assarmatori Annual Report, Messina: “Abbiamo bisogno di un’identità mediterranea”

Tre gli obiettivi:   vera politica di sostegno al modal shift marittimo;   contributo al rinnovo delle navi necessaria ai fini della decarbonizzazione

Mediterraneo: crocevia di civiltà
UNA EUROPA MEDITERRANEA
Cosa succede al Forum Eastmed senza più il gasdotto?

Tre gli obiettivi:   vera politica di sostegno al modal shift marittimo;   contributo al rinnovo delle navi necessaria ai fini della decarbonizzazione e   sostegno all’armatore.

Il 2 Luglio 2024
Ha preso il via al Parco dei Principi Grand Hotel l’Assarmatori Annual Meeting 2024 che ha come filo rosso l’Identità Mediterranea per l’Europa

Ad aprire la mattinata il Presidente Stefano Messina che ha parlato di coesione, di “blocco mediterraneo nel senso più nobile del termine” di “necessità diversa dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo rispetto a quelli del nord Europa”. E anche di Commissione europea: “È appena avviata la nuova legislatura del Parlamento Europeo e la nuova commissione, nuovi rappresentanti dovranno guidare il continente. Stiamo leggendo diverse tesi. Auguro buon lavoro e un senso di responsabilità a chi ci rappresenterà perché abbiamo bisogno di una identità mediterranea. Non è uno slogan è ciò che ci impegneremo a fare sul quale vi chiediamo di essere misurati, criticati e aiutati nell’esercizio del nostro lavoro”.

Stefano Messina ha parlato dell’azienda che ha 100 anni di storia sulle spalle: “Abbiamo sviluppato il nostro lavoro ulteriormente con uffici di Bruxelles, Genova e Roma; siamo nelle commissioni consultive di quasi tutti i porti italiani. Desideriamo essere utili alle direzioni e il merito va alle compagnie di navigazione e alle imprese.

Il cluster marittimo portuale nonostante le diversità è molto unito e solido. Le conflttualità sono quasi residuali. C’è un lavoro di grande sintesi che ci permette di essere autorevoli nel presentare le nostre istanze”.

Ha poi proseguito: “L’anno scorso si sottolineava il rischio di una parziale deglobalizzazione e le cose si sono complicate, basti pensare alla guerra in Ucraina e ora quella in Medio Oriente. C’è una nuova geopolitica rispetto alla quale il mondo marittimo si sta adattando perché è flessibile. Ma, comunque, speriamo che la ragione, un’autorevole politica internazionale prevalga sulle tensioni e le guerre”.

Per quanto riguarda l’Italia: “Abbiamo avuto la pandemia in Italia, poi la guerra russo-ucraino e sono state mantenute inalterate le forniture energetiche. Un dato certificato è che nel 2023 l’importazione di gas via condotta si è ridotta. Mentre l’importo allo stato liquido è aumentato del 16 per cento. Un trend che si sta consolidando. Per quanto riguarda i temi per noi centrali sono: transizione energetica, lavoro marittimo, semplificazione, rapporto con le istituzioni. E la necessità di proteggere la nostra specificità.

Inizio dalla semplificazione.

Noi armatori non scegliamo una bandiera per questioni di comodo. E non è neanche un fattore di costi. Niente di più sbagliato. Quello che trovano gli armatori che cambiano la bandiera è semplificazione e digitalizzazione a parità di sicurezza e certificazione. Un qualcosa che poi diventa risparmio di tempi e costi.

Il disegno di legge al vaglio del Senato contiene numerosi elementi. Il consiglio dei ministri ha approvato una bozza di disegno di legge per analoghe misure. Il Cipom sta lavorando ad una legge simile sulla blue economy. Sottolineo anche il lavoro del Ministero della Salute impegnato nell’ammodernare la legge che disciplina il servizio sanitario a bordo delle navi e che risale alla fine del 1800. C’è ancora molto da fare ma ciò che percepiamo è questa compattezza e convergenza e motivazione sul lavoro e che il contributo arrivi dagli imprenditori. Il Paese è retto dalle imprese, dalle PMI che stanno tenendo botte. Sono gli imprenditori, non solo gli armatori.

A questo proposito è centrale il tema del lavoro. Noi nei prossimi giorni firmeremo il rinnovo del contratto collettivo nazionale perché riconosciamo l’importanza dei lavoratori. I sindacati non sono una controparte con la quale confliggere, ma con la quale dialogare”.

Rapporto con le istituzioni

“La nostra industria deve essere capace, attenta, consapevole. Noi vogliamo autorità forti e autorevoli. Premetto che non voglio trasmettere un senso di presunzione, noi pensiamo che possiamo dare un contributo e il regime di colloquio e trasparenza reciproca non può far altro che bene al settore. Perché in merito alle problematiche ambientali e transizione energetica crediamo sia indispensabile un ulteriore sviluppo di rapporto”.

Transizione energetica

“La politica ambientale dell’Europa è stata decisa. Due anni fa eravamo un po’ sconvolti oggi agli stati membri è affidato il compito di implementare. Non ci sono spazi per contrapporsi. Ci aspettiamo che le scelte siano destinate agli obiettivi decisi dall’Unione.

Bisogna quindi fare delle scelte perché vengano individuati i carburanti alternativi. Quindi chiediamo l’istituzione di un tavolo affinché si possano definire i bisogni delle compagnie.

Abbiamo l’esperienza sull’internazionale e poi abbiamo la specificità del nostro Paese.

Abbiamo ancora qualche mese: siamo dunque in tempo per un appuntamento molto importante, puntiamo sui biocarburanti e sul GNL. La sfida è partita sia sull’approvvigionamento sia nella costruzione della filiera in grado di rispondere alla domanda crescete di propellente green.

Dobbiamo impostare, difendere un impianto regolatorio nazionale che preveda il GNL come carburante sul quale puntiamo prevalentemente.

Attendiamo il sostegno economico sia come previsto dal regime ETS e FUE EO in vigore da gennaio 2025.

Ma a tal proposito i proventi molto ingenti generati nel trasporto marittimo in Italia da ETS e FUEL EO non siano dispersi in altri settori. O che non siano spesi.

La legislazione ha introdotto tasse di scopo. È questa la definizione. Imposte ai passeggeri e alla merce che hanno obiettivo di sostenere questo processo che non può essere avviato senza un sostegno da parte dello Stato”.

Tre dunque gli obiettivi:

“Vera politica di sostegno al modal shift marittimo con fondi degni; contributo al rinnovo delle navi e dell’impiantistica a terra necessaria ai fini della decarbonizzazione e sostegno all’armatore che usa carburante alternativo”.

FONTE:    https://www.economiadelmare.org/

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