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Etiopia. La nuova frontiera dell’espansione italiana nell’agribusiness

Etiopia. La nuova frontiera dell’espansione italiana nell’agribusiness

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Fonte: BuoneNotizie.it

L’Ufficio per la promozione tecnologica e degli investimenti affiancata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (ITPO UNIDO) ha annunciato un’iniziativa imprenditoriale rivolta al mercato italiano in terra etiope, che si terrà ad Addis Ababa dal 26 al 29 settembre 2023, dedicata alle piccole e medie aziende italiane operanti nel settore dell’agroindustria.

L’iniziativa è parte del progetto “Fostering International Partnerships between companies and/or institutions operating in the Energy and Environment sectors” (FIPEE), finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, supportato appunto da ITPO UNIDO Italia.

Un nuovo mercato in espansione nel corno d’Africa

Come da intervista su La Mescolanza, Riccardo Zucconi, responsabile dell’Istituto per il Commercio Estero in Etiopia, conferma che attualmente sono circa 150 le imprese italiane che operano nella zona subsahariana, ma si prevede che il numero si moltiplichi nei prossimi anni. Il forte sviluppo economico del continente, la posizione strategica nel Corno d’Africa e la costante crescita della classe media africana sono le ragioni dell’interesse concreto delle imprese italiane nel territorio locale.

Motore economico dell’Etiopia è l’agroindustria. Basti pensare che l’attività impiega l’80% della popolazione locale, rappresenta il 39% del PIL nazionale e il 90% delle esportazioni del Paese. Inoltre, il settore crea sempre più opportunità di investimenti e collaborazioni d’affari ed ecco che l’Italia può giocare un ruolo chiave soprattutto riguardo soluzioni innovative legate all’agricoltura di precisione, l’agri-voltaico e l’efficientamento idrico.

In quest’ottica le attività portate avanti dall’Itpo Unido Italia hanno lo scopo di attrarre investimenti stranieri e di sviluppare capacità tecniche e manageriali necessarie al processo di sostenibilità. Tra le azioni principali si sottolinea lo sviluppo dell’imprenditoria locale e il trasferimento di know-how o esperienza, per rafforzare le capacità delle istituzioni coinvolte nella promozione dei sistemi produttivi ed economici africani.

Ad esempio, le intense attività promozionali congiunte tra Itpo Italia e i delegati di Paesi come Camerun, Senegal e Mozambico hanno consentito alle Istituzioni italiane di familiarizzare ed introdursi all’accogliente ambiente d’investimento africano e di orientare le proprie aziende verso nuove opportunità di business.

Crisi politiche: il mercato italiano spinge sempre più verso l’Africa

Con la pandemia di Covid-19 e il conflitto russo-ucraino molte imprese italiane, dopo aver puntato sul lontano Oriente, si sono dirette verso l’Africa subsahariana. In effetti, il territorio continua a svilupparsi sia sul piano economico che sociale: 54 Stati, 1,3 miliardi persone (di cui il 50% under 20) e un Pil che negli ultimi 15 anni è raddoppiato.

Dal settore della logistica al digitale passando per energia e agroalimentare, molteplici i progetti supportati da Cdp, Sace, Simest, l’Agenzia ICE e Confindustria. Il prossimo futuro si focalizza sullo sviluppo di rapporti bilaterali dove le aziende italiane possono raccogliere interessanti opportunità nel continente africano.

Il successo del mercato italiano in Costa d’Avorio

Sergio Tommasini intervistato dall’AGI (Agenzia Giornalistica Italia), consigliere di Confindustria Assafrica e Mediterraneo e amministratore delegato di Airone Seafood, spiega come la propria azienda, attiva nel settore delle conserve di tonno, riesca ad operare in zona franca in Costa d’Avorio e i diversi vantaggi legati principalmente ad una decontribuzione del 50% dei costi di elettricità, acqua e carburante.

Non solo, i vantaggi garantiti dal governo ivoriano portano alle imprese estere che investono sul suo territorio avanzate politiche di welfare aziendale come prestiti per la scolarizzazione dei figli dei dipendenti o ad esempio cantine sociali per permettere agli operai locali di accedere ad un’alimentazione sana o addirittura al sostegno economico per il trasporto da casa al luogo di lavoro.

La crescente volontà della politica italiana di vedere le proprie aziende al fianco del continente africano, come partner economico e sociale, sta man mano prendendo forma portando sempre più curiosità da parte delle imprese nostrane. Il mercato africano è oramai da anni sotto i riflettori di tutto il mondo e la concorrenza proveniente dalle diverse potenze mondiali come Cina, Stati Uniti, Turchia, Israele e Brasile sembra aumentare.

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