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Esercitazioni tra Usa e Corea del Nord

Hanno preso il via le esercitazioni militari congiunte di Usa e Corea del Sud, in chiave difensiva contro Pyongyang. Le operazioni dell’Ulchi freedom shiled non sono state viste di buon occhio dal regime di Kim Jong-un che non intende fare passi indietro sulla nuclearizzazione, così come richiesto dal presidente sudcoreano in un recente piano che ha incontrato l’appoggio degli Stati Uniti. Nel frattempo per la Corea del Nord, anche i confini con la Cina diventano area di tensioni crescenti

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Gli Usa scendono in campo insieme alla Corea del Sud per una nuova esercitazione militare di vasta scala, la più grande dal 2018. Hanno preso il via le operazioni di addestramento “Ulchi Freedom Shield” che simulano un attacco contro il regime della Corea del Nord, in cui saranno coinvolti per 11 giorni caccia, carri armati e migliaia di soldati. Tali esercitazioni si tengono dopo la promessa del presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol, che ha assunto l’incarico a maggio, di voler “normalizzare” le esercitazioni combinate e aumentare la deterrenza contro la Corea del Nord e suoi test missilistici. Gli Usa infatti hanno dichiarato formalmente di appoggiare il piano proposto pochi giorni fa da Yoon che mira a intensificare la cooperazione economica con il regime di Kim Jong-un, in cambio di progressi nella sua denuclearizzazione. Nel frattempo, nella complicata situazione di tensione che attraversa l’Indo-Pacifico, la Corea del Nord rafforza i propri confini in chiave anti-cinese per timore delle defezioni, dopo aver dichiarato finito l’emergenza Covid nel Paese.

Ulchi Freedom Shield

“Ulchi freedom shield” proseguirà fino al 1 settembre, ed è stata preceduta da un’esercitazione preliminare congiunta della durata di quattro giorni. Le esercitazioni annuali che vedono Washington al fianco di Seul, quest’anno, per la prima volta dal 2018, comporteranno anche manovre sul campo e simulazioni a fuoco vivo, proprio in risposta alle tensioni crescenti con la Corea del Nord. “L’obiettivo di questa esercitazione congiunta è di ricostruire l’alleanza Corea del Sud-Usa e consolidare la postura difensiva combinata normalizzando (…) le esercitazioni combinate e le manovre sul campo”, spiega una nota diffusa dal ministero della Difesa sudcoreano. A oggi gli Stati Uniti stazionano sul territorio della Corea del Sud un contingente di circa 28.500 militari per proteggerla dal suo vicino dotato di armi nucleari. I due Paesi hanno condotto per lungo tempo esercitazioni militari congiunte, in un’ottica difensiva, che però non sono mai state viste di buon occhio da Pyongyang, che guarda ad esse come a una preparazione di una possibile invasione.

Usa appoggiano il piano economico coreano

L’appoggio degli Usa alla Corea del Sud non si esprime solo sul campo militare ma anche in quello economico e politico. Il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price, ha elogiato “l’audace piano” recentemente presentato dal presidente Yoon, che vuole offrire alla Corea del Nord la possibilità di intensificare la cooperazione economica bilaterale, in cambio della rinuncia al suo arsenale atomico. L’offerta di dialogo rientra appieno nell’approccio statunitense alla questione nordcoreana, come confermato da Price: “È un piano interamente in linea con il nostro approccio al programma di armi nucleari della Corea del Nord, al suo programma di missili balistici, e inquadra il potenziale per progressi pratici e incrementali verso la completa denuclearizzazione della Penisola Coreana”.  “Siamo stati chiari in merito al nostro sostegno al piano coraggioso e ambizioso proposto dall’amministrazione sudcoreana”, ha aggiunto poi il portavoce. Il piano ha però, come era prevedibile, incontrato l’opposizione da parte di Pyongyang.

L’opposizione di Pyongyang

In un messaggio inviato attraverso un comunicato, la vicedirettrice del dipartimento del Comitato centrale del Partito del lavoro della Corea del Nord (nonché sorella di Kim), Kim Yo-jong, aveva aspramente criticato l’offerta sudcoreana, descrivendo il piano come “il punto più ripugnante” del discorso di Yoon. Un piano a detta sua “davvero assurdo”, “impraticabile” e che ignora “l’atteggiamento dell’altra parte”. La dirigente ha inoltre sostenuto che il piano non rappresenti nulla di nuovo, ma anzi ricalchi quello proposto dall’ex presidente della Corea del Sud, Lee Myung-bak, dieci anni fa. E ha proseguito nel definire “un prerequisito sbagliato” quello della denuclearizzazione da parte del Nord. “Nessuno baratta il suo destino con una torta di mais (…) Pensando che il piano per barattare la ‘cooperazione economica’ con il nostro onore, le armi nucleari, è il grande sogno, speranza e piano di Yoon; ci siamo resi conto che è davvero semplice e anche infantile”, ha scritto Kim Yo-jong. “L’amaro disprezzo è la sola cosa che mostreremo a coloro che fanno un sogno irrealizzabile per riuscire a farci abbandonare le nostre armi nucleari”, ha continuato al sorella di Kim. Il piano poi, nella prospettiva nordcoreana, è assurdo che provenga da un’economia che ritiene viziata. “Quei criminali che violano gravemente le nostre condizioni di sicurezza continuando a infiltrare rifiuti sporchi nel nostro territorio parlano di ‘approvvigionamento alimentare’ e ‘assistenza medica’ agli abitanti del Nord”, ha spiegato la dirigente.  Aggiungendo che Yoon non sia altro che “un furfante che oggi parla di ‘piano audace’ e domani organizza esercitazioni di guerra contro il Nord”.

Corea del Nord rafforza i confini

Nel frattempo, la Corea del Nord deve scontrarsi con il rischio di defezione e aumento delle attività di contrabbando lungo il confine con la Cina, in seguito all’allentamento delle misure di prevenzione pandemica che per mesi hanno portato a una sostanziale chiusura del confine. Anche in questo frangente, per Kim Yo-jong, lo scoppio della pandemia di Covid nel Paese è colpa della Corea del Sud. Ha imputato infatti ai “sudici oggetti”, palloni aerostatici e materiale di contro-propaganda provenienti da Seul, la responsabilità dei contagi e ha poi sollecitato misure di rappresaglia contro il Paese vicino. Secondo quanto riferito dal portale nordcoreano Daily NK, le autorità della Corea del Nord intendono ricorrere ai reparti d’assalto, una forza speciale del Paese, per intensificare la sorveglianza lungo il confine con il Dragone. Secondo la testata, sarà la 25esima brigata della Pattuglia di confine la forza incaricata a identificare le aree che necessitino di presidi più consistenti.

Fonte: Formiche.net

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