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Le finestre fotovoltaiche scelgono il nuovo solare multigiunzione

Il progetto di ricerca Citysolar, coordinato dal CNR italiano, realizzerà nuove celle solari organiche-perovskite semitrasparenti per l’integrazione edilizia

Le finestre fotovoltaiche scelgono il nuovo solare multigiunzione

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Finestre fotovoltaiche, si testa la combinazione semiconduttori organici e perovskite

Si rafforza la ricerca europea in tema di finestre fotovoltaiche. Il programma Horizon 2020 ha assegnato 3,7 milioni di euro a Citysolar, nuovo progetto dedicato alle applicazioni integrate di fotovoltaico. L’iniziativa, partita ufficialmente lo scorso 1 dicembre 2020, riunirà sotto il coordinamento del Consiglio nazionale Ricerche (CNR), otto partner – tra cui l’Università di Tor Vegata di Roma ed ENI. Il gruppo lavorerà fino al 30 novembre 2023 su un preciso obiettivo: realizzare una cella solare semitrasparente che assorba esclusivamente infrarossi ed ultravioletti. Lasciando passare, in altre parole, la luce visibile.

Il fotovoltaico trasparente ha anni di studi, soluzioni e prototipi alle spalle. Tuttavia la tecnologia è ancora alla ricerca di quel salto evolutivo che le permetta di raggiungere il mercato di massa. La strategia scelta dal consorzio di Citysolar per ottenere questo balzo in avanti si basa sul combinare due differenti materiali solari in una configurazione tandem.

“Stiamo sviluppando nuovi concetti innovativi nell’ambito della gestione della luce e dell’integrazione dei moduli solari che sono specificamente mirati a nuove e promettenti tecnologie fotovoltaiche […] a film sottile, e con ciò andiamo significativamente oltre lo stato dell’arte in termini di efficienza per il fotovoltaico trasparente. Si tratta di un nuovo concetto rivoluzionario”, spiega il professor Aldo di Carlo del Cnr-Ism e coordinatore del progetto.

Per le loro future finestre fotovoltaiche, i partner realizzeranno celle solari multigiunzione ottimizzate per assorbire diverse lunghezze d’onda. Nel dettaglio, combineranno le nuove unità in perovskite ad alta banda proibita con celle organiche a bassa banda proibita, prive di fullerene. L’obiettivo è creare un’unica cella solare semitrasparente che assorba la luce infrarossa e ultravioletta, ma non la luce visibile. E che permetta di raggiungere un’efficienza di conversione superiore al 15%. Il progetto durerà tre anni e dimostrerà il concept a livello di modulo su un’area maggiore di 100 centimetri quadrati.

Fonte: www.rinnovabili.it

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