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Mercato assicurativo: investirà un miliardo nell’ insurtech

Mercato assicurativo: investirà un miliardo nell’ insurtech

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Presto al via la terza edizione dell’Insurtech Summit, “Raise the Bar” dal 21 al 23 settembre. L’evento si terrà per due giorni in modalità full digital, per concludersi con un evento in presenza.

Nell’attesa, Simone Ranucci Brandimarte, Presidente e co-fondatore IIA e Yolo Group ha presentato lo stato dell’arte del mercato assicurativo, mettendo in luce come nell’ultimo anno la rivoluzione digitale abbia portato il mercato assicurativo ad aumentare la propria penetrazione sul mercato, raddoppiando i volumi dell’offerta a livello europeo.

Rosee previsioni

Secondo i dati rilasciati dall’IIA, insieme all’Osservatorio Fintech&Insurtech del Politecnico di Milano, il settore è quindi destinato a crescere: dal 2020 al 2030 questa industry farà un salto da 5 a 10 miliardi di miliardi a livello europeo, con un CAGR medio annuo del 34% e l’80% (contro il 23%) di prodotti venduti digitalmente.

Le previsioni per il mercato italiano

La buona notizia è anche per il mercato italiano. Secondo le previsioni, il CAGR medio annuo con cui crescerà il settore insurance in Italia è del 32%. D’altronde partiamo da una situazione di sotto assicurazione e sotto digitalizzazione ormai conosciuta.

L’80% di questa crescita, inoltre, sarà assorbita dai grandi player già esistenti, mentre il 20% rimanente sarà legato ai nuovi attori che si affacceranno al mercato. Un’opportunità, quindi, sia per le realtà consolidate sia per chi si sta sviluppando, grazie alla creazione di nuovi segmenti di offerta e ulteriori modalità di distribuzione.

Investimenti: pochi nell’insurtech

Quanto investe l’Italia nell’insurtech? Poco, 510 milioni di euro. Anche se in questo semestre l’Italia ha recuperato terreno, superando la Spagna, complessivamente siamo tra i Paesi che investono di meno. Certo, la corsa agli investimenti in insurtech è, a livello globale, rallentata rispetto al 2021, per via di un contesto di mercato complesso.

 

«Quello che osserviamo in questa prima parte del 2022 è un generale rallentamento della crescita degli investimenti nel mercato insurtech, in linea con il periodo di incertezza macroeconomica che stiamo vivendo – osserva Filippo Maria Renga, Direttore dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano. Secondo i nostri dati, il 62% delle compagnie italiane dichiara che il volume degli investimenti in società insurtech è rimasto invariato. Tuttavia non abbiamo registrato una contrazione di questi ultimi, come invece è accaduto in altri settori che sono stati ancora più penalizzati dalla crisi ucraina. Sebbene quindi siamo sicuramente sotto le prospettive di crescita, l’outlook dichiarato sulla fine del 2022 resta ancora positivo».

 

«L’attuale contesto macro-economico induce le compagnie a ponderare con cura l’esposizione al rischio – dichiara Stefano Bison, Group Head of Business Development & Innovation di Generali. Di conseguenza, investitori e partner delle InsurTech stanno aumentando la loro attenzione ai fondamentali: da volumi e top line, a sostenibilità e bottom line. Come sempre, tuttavia, anche questa crisi potrebbe presentare delle opportunità, soprattutto per quanto riguarda la scelta e la valorizzazione delle iniziative più promettenti, anche in un mercato dell’InsurTech come quello italiano che è tutt’ora affetto da nanismo, se confrontato con quelli degli altri principali paesi europei. Asset e competenze interessanti avranno maggiori possibilità di emergere. In sintesi, vedo un bicchiere mezzo pieno, e una correzione benvenuta per riportare il focus sui fondamentali»

Italia ad alto potenziale

Tuttavia, l’Italia attrae l’insurtech. Sempre nuovi player internazionali, startup comprese, guardano con interesse alle potenzialità di mercato del nostro Paese, appunto sotto digitalizzato e sotto assicurato. Insomma, gli investitori internazionali credono nell’Italia più di quelli nazionali.

«La bassa penetrazione assicurativa unita al basso livello di digitalizzazione del nostro Paese, l’hanno reso un mercato molto attrattivo, soprattutto per i player stranieri: entro la fine del triennio 2020-2022 il nostro paese vedrà l’ingresso di oltre 50 soggetti in ambito assicurativo con piani di investimento importanti – annuncia Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA. Il mercato assicurativo digitale nostrano continua ad avere grande potenziale di crescita, ed è per questo che noi continuiamo a ritenere un traguardo fattibile la cifra di un miliardo di euro in investimenti in insurtech entro il 2023. Appare tuttavia chiaro che le compagnie assicurative siano chiamate a orientare i propri sforzi nella cooperazione con l’universo insurtech al fine di evolvere la filiera e arginare il rischio di rimanere schiacciati da player stranieri. L’80% dei progetti Insurtech sul mercato hanno obiettivi di breve periodo (1-2 anni) e non ancora di lungo respiro (4-5 anni); purtroppo questa visione a breve termine, concentrata su risultati immediati, va a scapito di una lungimiranza che potrebbe far decollare il mercato».

Investimenti Insurtech in Italia

Le Compagnie italiane comunque si muovono. Complessivamente gli investimenti per innovare crescono: tra investimenti compiuti all’interno delle Compagnie, condotti in collaborazione con realtà tecnologiche e investimenti diretti in startup siamo arrivati a 200 milioni di euro nel primo semestre del 2022 (+10% sul primo semestre 2021). Nel secondo semestre del 2022, secondo i dati dell’IIA, si dovrebbero raggiungere i 300 milioni. Di questo passo, la stima è di 1 miliardo di investimenti nel 2023.

Il cliente, digitale ma poco informato

Nel 2022 sono state sottoscritte 3.5 milioni di polizze digitali, con 1.2 milioni di individui unici.

Inoltre, i consumatori sono disposti a stipulare nuove assicurazioni in modalità digitale ma c’è un problema di scarsa educazione del consumatore che, a volte, non conosce altri prodotti al di fuori dell’RC Auto. Le Compagnie si ritrovano quindi davanti a un cliente digitale, che vuole fare acquisti online, ma che ha bisogno di essere educato alla prevenzione.

Assicurazioni: c’è il budget per l’innovazione?

Per stare al passo, servono infine budget e competenze. I CEO ne sono consapevoli, ormai vedono l’insurtech come una priorità (85), ma alcuni pensano che il focus sull’innovazione sia già adeguato (35%). Solo il 10% delle Compagnie ha un budget dedicato alle sperimentazioni e appena il 5% dei ricavi viene destinato agli investimenti in tecnologia.

«L’innovazione del mercato assicurativo si muove lungo una direttrice precisa, guidata dalla tecnologia e dai dati. La valorizzazione dei dati, anche grazie all’arricchimento dei propri data base con informazioni esterne, insieme con l’accelerazione tecnologica abilitata da advanced analytics e piattaforme digitali sono asset chiave per una conoscenza aumentata dei clienti, del loro profilo di rischio e per proporre con successo nuovi prodotti e servizi – commenta Giuseppe Dosi, Insurance Practice Leader di CRIF. Dati e tecnologie rappresentano infatti l’unico percorso disponibile per le compagnie di assicurazione per ridurre il gap rispetto ad altri settori e mercati e produrre vera innovazione. Un ulteriore salto di qualità dell’Insurtech si compirà quando si riuscirà a mettere al centro dell’innovazione la distribuzione dei prodotti, con modelli B2C veramente disruptive. Per questo scenario mancano però alcuni ingredienti essenziali e dovremo aspettare ancora. Capitalizzando patrimonio informativo, competenze analitiche, investimenti tecnologici e una costante propensione all’innovazione, CRIF da oltre 30 anni è al fianco dei player assicurativi in molteplici percorsi di innovazione in Italia e in numerosi Paesi nel mondo, supportandoli in maniera unica nella sofisticazione tecnica, nella digitalizzazione della gestione dei sinistri così come nella valorizzazione delle dimensioni ESG».

Il gap

Le competenze digitali sono l’altro nodo da sciogliere per le Compagnie. L’82% dei collaboratori nel mercato assicurativo si aspetta nuovi programmi di formazione in ambito tecnologico e digitale, anche perché è ormai diffusa (80%) la consapevolezza di doversi dotare di conoscenze tecniche. Tuttavia, solo il 71% riconosce la reale presenza di un gap a livello di conoscenze, mentre la preoccupazione di restare indietro cresce (nel 53%).

Perché è importante innovare

«Vediamo un grande spazio di innovazione nel mondo insurtech, così come avvenuto negli ultimi anni nel mondo dei pagamenti digitali – afferma Gianfilippo Lena, CEO di Telepass Assicura. Attraverso soluzioni data-driven è possibile offrire servizi assicurativi sempre più personalizzati, disegnati sulle esigenze dei nostri clienti che già hanno la possibilità di utilizzare oltre 30 servizi di mobilità offerti dal gruppo Telepass. Lo sviluppo dei prodotti assicurativi deve sfruttare sempre più la maggiore predisposizione al digitale. Noi seguiamo le logiche di semplicità, velocità e trasparenza, che da sempre caratterizzano Telepass, che ci hanno consentito di raggiungere oltre 2 milioni i clienti con l’offerta di servizi ad abbonamento come assistenza stradale, infortuni in mobilitò e collision in autostrada, micropolizze viaggi e sci, la polizza parametrica sul rimborso ritardi in autostrada e le polizze RC auto con pagamento mensile».

Fonte: Aziendabanca.it

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