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Europa: non solo blackout ma anche scarsità alimentari

Europa: non solo blackout ma anche scarsità alimentari

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Energia…non ci resta che piangere

In questo periodo in cui i problemi non mancano si inizia a parlare anche di scarsità dei concimi e di raddoppio dei prezzi di quelli disponibili. Il nitrato di ammonio, uno dei fertilizzanti azotati più utilizzati in Europa e nel mondo, è prodotto con ammoniaca derivata dal gas naturale. Recentemente, il costo del gas in Europa è aumentato così velocemente da avere un effetto devastante sugli utili di numerose aziende europee, con conseguente blocco della produzione.

Alcune aziende hanno sospeso la produzione di fertilizzanti. Al tempo stesso la Russia, grande produttore di queste sostanze, impone quote fisse d’esportazione, mentre la Cina, che è il maggior produttore di fosforo, valuta il blocco dell’export fino a giugno 2022. Oltre alle conseguenze già in essere, è concreto il rischio che gli effetti negativi di questa situazione si estendano presto anche alla resa delle colture, comprese quelle dei piccoli agricoltori e, di conseguenza, ai consumatori finali.

Al momento è lecito il pessimismo riguardo alla possibilità che vengano intraprese politiche di vero sostegno, dal momento che l’Unione Europea è riuscita a cadere in una crisi energetica che rischia di essere più grave del previsto. Si è provato ad intervenire contro la scarsità di gas in occasione dell’ultimo Consiglio Europeo dei Capi di Stato e di Governo, che aveva come argomento l’emergenza dei prezzi energetici.

Altri, come la Germania e i Paesi Bassi, si sono schierati a difesa dell’attuale sistema dei prezzi di libero mercato, che è proprio quello, assieme all’aumento dei costi delle quote di emissione di CO2, che ha fatto schizzare i prezzi del gas. Vi sono poi altri Stati, come la Francia e Paesi dell’est, che puntano sul nucleare per il medio-lungo termine, perché lo considerano una fonte energetica ecosostenibile.

Ogni analista sa che non è detto che si verifichi lo scenario peggiore, ma che bisogna esserne consapevoli. L’Unione Europea, come sua pessima abitudine, continua a tergiversare di fronte ai rischi, che siano finanziari, energetici o geopolitici. Continuano a prevalere gli interessi di parte, piccoli o grandi. Alla fine, se proprio le cose dovessero andare davvero male, un accordo si troverà, ma all’europea, cioè poco, tardi, e male.

Tuttavia ancora una volta chi dovrebbe risolvere i problemi, ovvero la Ue, non riesce a farlo, perché chi ne fa parte guarda soprattutto in casa propria e scarica sugli altri le colpe dei suoi errori.

Fonte: Wallstreetitalia.com

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