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Cybersecurity: Meloni e Baldoni si affidano a Microsoft

Microsoft ha annunciato una nuova collaborazione con Acn, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale diretta da Roberto Baldoni, che promuove la realizzazione di azioni comuni volte a garantire la sicurezza e la resilienza cibernetica per lo sviluppo digitale del paese. Fatti e approfondimenti

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L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) si affida al colosso tecnologico statunitense Microsoft.

Ieri Microsoft ha annunciato una nuova collaborazione con l’Acn, l’autorità nazionale che promuove la realizzazione di azioni comuni volte a garantire la sicurezza e la resilienza cibernetica necessarie allo sviluppo digitale dell’Italia.

In occasione della visita nel nostro Paese del Presidente di Microsoft, Brad Smith, in un incontro con Roberto Baldoni, Direttore Generale Acn, i due hanno delineato gli obiettivi per garantire la sicurezza di organizzazioni pubbliche e private e promuovere la diffusione di competenze in ambito sicurezza informatica. Proprio l’Acn si occuperà dal prossimo 19 gennaio di qualificare i dati e infrastrutture dei service provider cloud delle Pa.

Dunque Microsoft ha svelato l’ingresso di Acn nel Microsoft Government Security Program, un’iniziativa che mette risorse e competenze del gigante tecnologico a disposizione di oltre 90 autorità e agenzie che operano in ambito sicurezza in 45 Paesi nel mondo, per accrescere la loro consapevolezza sulle minacce e vulnerabilità e sul valore di strumenti in grado di proteggere organizzazioni e cittadini.

L’autorità nazionale per la sicurezza informatica farà affidamento quindi sul gigante tech americano fondato da Bill Gates per lo sviluppo digitale anche se proprio il suo direttore, Roberto Baldoni, da sempre mette in guardia sull’importanza per il Paese dell’indipendenza tecnologica. “Più si è autonomi dal punto di vista tecnologico e più si possono attuare politiche di sovranità delle informazioni. Purtroppo l’Europa è indietro rispetto a Stati Uniti e Cina e questo crea una situazione di alto rischio tecnologico” dichiarava proprio un anno fa Baldoni, nel corso di una lectio magistralis tenuta alla Scuola Imt Alti Studi di Lucca.

Tutti i dettagli sulle nuove sinergie fra Italia e Microsoft (il cui presidente oggi ha incontrato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni).

L’AGENZIA CYBER ITALIANA ENTRA NEL MICROSOFT GOVERNMENT SECURITY PROGRAM

Oltre all’ingresso di Acn nel Microsoft Government Security Program, la partnership rientra in una più ampia serie di collaborazione tra Microsoft e Acn con il duplice obiettivo di promuovere l’accesso a tecnologie e strumenti avanzati per garantire la sicurezza di organizzazioni pubbliche e private del nostro Paese e promuovere la diffusione di competenze in ambito di sicurezza informatica, spiega una nota del colosso di Redmond.

L’OBIETTIVO DELLA COLLABORAZIONE

Ancora, Microsoft spiega che l’obiettivo è creare anche con Acn un quadro di collaborazione che consenta di agire in maniera preventiva e mitigare i rischi legati all’aumento della criminalità informatica.

Inoltre, le due realtà si sono confrontate sull’opportunità di sviluppare un programma di formazione, volto a diffondere competenze in ambito cybersecurity con un focus particolare su PA, PMI e scuole per far fronte alla carenza di figure professionali esperte di sicurezza.

L’IMPORTANZA DI FILIERE TECH RESILIENTI

Dunque, l’autorità nazionale per la cybersecurity sceglie di fare squadra con il colosso tecnologico americano per la sicurezza informatica di organizzazioni pubbliche e private del nostro Paese.

Eppure proprio il direttore dell’Acn, Roberto Baldoni, spiega nell’intervento “Managing the cyber risk in a multipolar world” apparso su Internation Journal of critical infrastructure protection ripreso da Repubblica, che “i dati generati in comunicazioni governative o i dati visivi inerenti ambiti altamente sensibili per la sicurezza dello Stato, questi dati cosiddetti “strategici” dovrebbero essere trattati in un ambiente digitale costituito, nel caso ideale, da server e sistemi di archiviazione realizzati con tecnologie domestiche, dislocati nel territorio nazionale e soggetti a norme nazionali”.

Dopodiché, Baldoni aggiunge che “Se i dati sono sensibili ma non tali da mettere a repentaglio la sicurezza nazionale, il trattamento di questi dati “critici” dovrebbe avvenire almeno attraverso l’utilizzo di tecnologie fornite da filiere resilienti di Paesi trusted”. Paesi come gli Stati Uniti quindi, nostro principale alleato. Quindi da questo punto di vista risulta coerente la scelta di fare squadra con il colosso Microsoft, ma che ne sarà dell’indipendenza tecnologica del nostro Paese?

L’ITALIA RINUNCIA ALL’INDIPENDENZA TECNOLOGICA?

Di recente sempre Baldoni ha lamentato: “Anziché sviluppare tecnologia europea, abbiamo accentuato le dipendenze dall’estero. Ecco, anche sulle tecnologie digitali è necessario un’inversione di rotta”. E in un’intervista a Startmag ha spiegato che “l’Italia e l’Europa negli ultimi vent’anni hanno aumentato la loro dipendenza tecnologica dall’estero in modo drammatico, si pensi ad esempio ai chip e al cloud dove non esistono competitor europei. La creazione di tecnologie nazionali ed europee passerà per un lungo e doloroso cammino che dovrà sempre di più vedere l’affermarsi di una politica industriale tecnologica europea in un contesto globale e non di politiche industriali nazionali dei singoli Stati membri in perenne competizione”.

Pertanto “la conseguenza che gli attori industriali degli stati membri rimangono di relativa piccola dimensione venendo poi inevitabilmente fagocitati da attori extra-europei di scala mostruosa” evidenziava il direttore dell’Acn a Startmag.

Fonte: Startmag.it

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