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Global minimum tax in Europa dal 2024. Ma resta aperto il fronte “digital”

Pubblicata in Gazzetta Ue la direttiva che stabilisce un’aliquota fiscale minima del 15% per le multinazionali. Gli Stati membri dovranno recepire le norme entro la fine del 2023. Ma ancora non è chiusa la partita della tassazione delle big tech: si attendono le norme Ocse

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L’Europa accelera sulla minimum tax anche se ancora non chiude la partita digital. È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale europea la direttiva sulla Global minimum tax, che garantisce un’aliquota d’imposta effettiva minima per i grandi gruppi multinazionali.

Gli Stati membri dovranno dare attuazione alle nuove norme entro il 31 dicembre 2023.

Cosa prevede la direttiva

La direttiva prevede norme sulle modalità di calcolo dell’aliquota fiscale minima effettiva del 15% affinché questa sia applicata con correttezza e coerenza in tutta l’Ue.

La direttiva si applicherà ai gruppi di imprese multinazionali e ai gruppi nazionali su larga scala nell’Ue con ricavi finanziari complessivi superiori a 750 milioni di euro l’anno. Si applicheranno a qualsiasi grande gruppo, nazionale o internazionale, che abbia la società madre o una controllata in uno Stato membro Ue.

Se il Paese in cui ha sede la società controllata non impone l’aliquota minima effettiva, è previsto che lo Stato membro della società madre applichi un’imposta complementare. La direttiva garantisce inoltre un’imposizione effettiva nei casi in cui la società madre sia situata al di fuori dell’Unione europea e in un Paese segnato da una tassazione limitata che non applica norme equivalenti.

La partita digital tax

Formalmente la digital tax resta fuori dalla minimum tax dato che la tassa sulle big tech fa parte, di fatto, del primo pilastro della tassa Ocse sul quale però non si è trovata la quadra tra Usa e Ue.

La disputa è ad oggi congelata in attesa del varo delle regole Ocse per il primo pilastro, quello che dovrebbe riguardare le big tech, e i Paesi come l’Italia che hanno una loro digital tax, dovranno vedere se c’è da integrare. Ma se a livello Ocse non si troverà la quadra la Ue ha già annunciato che farà da sé.

Fonte: Corriere Comunicazione

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