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Smart city: è sfida per sostenibilità e digitale

Smart city: è sfida per sostenibilità e digitale

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Come immaginavamo da bambini che sarebbero state le città del futuro? Un futuro che non era poi così lontano nel tempo ma che sembrava lontanissimo per l’aspetto e le possibilità che ci avrebbe dato.

Le smart city sono uno dei più affascinanti sviluppi tecnologici che saranno tra i principali temi delle agende politiche negli anni a venire. Già ora ci sono delle realtà importanti in questo senso ma la piena integrazione dei sistemi e la loro fruizione diffusa da parte di tutti gli utenti non è ancora pienamente realizzata e sarà questa una delle principali sfide che ci attendono.

Il concetto di smart city fa rima con sostenibilità. Una sostenibilità economica, energetica, ambientale; da questo contesto emerge fortemente il tentativo di economizzare e sfruttare al meglio le risorse disponibili per riuscire ad ottenerne una resa ancora più soddisfacente, il tutto a diretto vantaggio anche dei cittadini che vedono migliorare e aumentare la gamma di possibilità innovative a loro disposizione e quindi diventano parte integrante del cambiamento e del tessuto sociale stesso.

Ogni città segue un percorso di modernizzazione, innovazione e crescita e per ogni strategia ci sono delle apposite tecnologie da impiegare. Il 66% delle città degli Stati Uniti, ad esempio, ha già lanciato almeno un progetto smart, mentre il 25% di queste si sta preparando ad investire in questi nuovi servizi e prodotti.

L’unico comun denominatore, però, tra i diversi piani smart annunciati in giro per il mondo è la connettività. La realizzazione di quello che volgarmente si può definire “urban cloud” è di fatto la nuova geografia digitale delle nostre città che si realizza a partire dal flusso continuo di dati e informazioni generato dall’interconnessione dei device attivi, sia personali, sia automatici. È il cloud as a service, che già vale come mercato mondiale qualcosa come 260 miliardi di dollari.

Attualmente, sono attivi oltre 9 miliardi circa di dispositivi intelligenti e interconnessi a seguito di progetti smart city realizzati in giro per il mondo, secondo dati Gartner.

Entro il 2030, secondo l’IHS Market Smart Cities Database, le spedizioni di apparecchiature per progetti smart city raggiungeranno i 2 miliardi di unità. Progetti che lo studio ha  già calcolato in aumento tra il 2016 ed il 2017 del 64%.

Per quanto concerne la casa intelligente o smart home, infine, in un nuovo Report di Zion Market Research si stima che questo mercato tecnologico potrebbe raggiungere il valore di 53 miliardi di dollari nel 2022. Così facendo, viene a crearsi un unico ecosistema integrato di comunicazione tra città, abitazioni e singoli individui che possono comunicare tra di loro all’interno dello stesso sistema creato così ad hoc.

Certo, il sistema non è privo di lacune o potenziali problemi. Uno fra tutti, soprattutto per quanto riguarda l’Italia, è dovuto dal sistema dell’infrastruttura che riguarda la rete di internet. Quotidianamente osserviamo vari tipi di disservizi o problemi legati alla connettività abitativa. Il fatto è che l’infrastruttura è estremamente difforme per capacità e diffusione. In alcune aree, la rete è all’avanguardia ma in altre, all’interno anche dello stesso territorio, la situazione è ben più problematica.

In Italia, abbiamo fame di infrastrutture. Sempre più forte si palesa la necessità anche di strutture di base, strade, porti, ponti, ferrovie, messa in sicurezza del territorio; una necessità che ci riscopre fragili e insicuri, bisognosi di nuove certezze e strutture in grado di proiettarci verso il futuro.

Questa può essere quindi l’opportunità di puntare ad una “ricostruzione intelligente” di tutte quelle strutture di cui abbiamo bisogno per la realizzazione di quelle smart city che diano poi vita alle smart communities integrate di cui tutti noi dovremmo fare parte. Perchè la realizzazione di smart city è soprattutto un’opera di urbanizzazione e socializzazione che rientra in un progetto più grande e dal più ampio respiro volto ad armonizzare queste due fondamentali componenti in modo che nessuno si senta più straniero in casa propria ma che anzi sia perfettamente integrato con il tessuto urbano della propria città, realizzato appositamente affinchè possa essere a suo supporto.

Fonte: Nicola Porro

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