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Cinque proposte per una sanità digitale vicina alle persone

Promuovere una salute sostenibile significa innovare (rendere nuovo) il sistema che si prende cura delle persone. Senza lasciare nessuno indietro

Cinque proposte per una sanità digitale vicina alle persone

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Fonte: Wired.it

La popolazione italiana ed europea sta invecchiando sempre più, con un conseguente incremento delle multicronicità e dello stato di fragilità. È aumentato il rischio di ricevere una diagnosi di tumore nel corso dell’intera vita di un individuo (rischio stimato: 1 su 2 per gli uomini e 1 su 3 nelle donne). Nuove e globali epidemie sfidano il mondo interconnesso. Mentre è ridotto il numero delle risorse e dei medici. Per rispondere a tali complesse sfide, abbiamo bisogno di un grande cambiamento che muova lungo tre principi fondamentali:

  • La salute – passare da un “sistema di cura” (prevalentemente incentrato sull’assistenza a pazienti già ammalati) a un “sistema della salute” (orientato al mantenimento dello stato di salute dei cittadini).
  • La persona – passare dalla cura delle patologie al prenderci cura della persona, nella sua interezza e nei suoi diversi bisogni, attraverso la definizione di un programma di cura individuale integrato. Ora i pazienti sono seguiti da una molteplicità di professionisti che sviluppano, in autonomia e in condizioni di asimmetria informativa, piani di cura di patologia non sempre fra loro allineati e caratterizzati da sovrapposizioni e ridondanze, dove sono gli stessi pazienti a fare da “integratori” tra i diversi professionisti.
  • L’equità – il processo sanitario deve essere strutturato intorno al principio di equità: l’accesso ai servizi deve essere organizzato, compatibilmente con le caratteristiche degli stessi, secondo il principio di prossimità e, con riferimento alle persone più fragili, predisposto anche al domicilio del paziente.

Come attuare questo cambiamento?

Il “filo conduttore” è senza dubbio la digitalizzazione del Sistema Sanitario. Case e Ospedali della Comunità, in parte già presenti sul nostro territorio, contribuiscono in modo importante nel favorire lo sviluppo di un modello di sanità più prossimo ai luoghi di vita dei cittadini ma, nella sostanza, il loro ruolo rischia di essere significativamente ridimensionato se non inseriti in un contesto di Rete di servizi capaci di legare, in un continuum senza interruzioni, il domicilio del paziente fino all’ospedale di alta o altissima complessità.

E una Rete, per essere davvero tale, deve essere composta da nodi che siano in grado di comunicare tra loro, scambiando dati, immagini e informazioni; parti di un sistema che, agendo in modo sinergico, sia in grado di generare quel valore aggiunto che non può essere assicurato dall’agire isolato del singolo nodo. Ma questo è possibile solo se dati, immagini e informazioni sono digitalizzati.

Una digitalizzazione non fine a se stessa, ma inserita in un contesto che definisca le caratteristiche del servizio e dei processi clinico-assistenziali, con l’obiettivo ultimo di assicurare la cura e la salute dei cittadini. Volendo cogliere il senso del primo principio cardine del processo di cambiamento, ossia passare da un “sistema di cura” a un “sistema della salute”, risulta evidente che il processo di digitalizzazione non si esaurisce in ciò che accade nelle strutture sanitarie ma, inevitabilmente, si estende ad altri ambiti di intervento del settore pubblico e, in ultima analisi, alla vita del cittadino.

Nel processo di digitalizzazione, un tassello chiave di tutta l’infrastruttura di sistema risiede nelle aziende sanitarie, depositarie della gran parte delle informazioni sanitarie relative agli assistiti. Ma si tratta di infrastrutture digitali parziali o incomplete, sviluppatesi su un modello a “stratificazioni successive”, caratterizzate da una molteplicità di applicativi (ogni azienda sanitaria attiva quotidianamente tra i 250 e i 300 applicativi diversi, non sempre in grado di colloquiare tra loro), dove il tema dell’interoperabilità tra sistemi, così come la possibilità di comunicare tra “nodi” della stessa rete (aziendale o interaziendale che sia) non è mai stata oggetto di specifica attenzione. Il processo di cambiamento, pertanto, rappresenta un’occasione fondamentale per promuovere l’armonizzazione dei sistemi e degli applicativi sanitari, e rendere possibile la transizione digitale in sanità a livello regionale e nazionale.

Le cinque proposte d’intervento

  1. Sviluppare un nuovo modello di servizio capace di attuare programmi di salute individuali e integrati. Un modello di presa in carico complessiva, digitale e personalizzata, che faccia sintesi delle singole patologie, con un approccio multidisciplinare e interprofessionale. Un modello di servizio che si prenda cura della persona, portatrice di n bisogni, e non della singola patologia, con il singolo specialista. Le persone più fragili devono poter accedere a servizi sanitari meno frammentati e più connessi.
  2. Creare una Community di Esperti in Sanità Digitale, con competenze tecnologiche, sanitarie, strategiche e di processo, che funga da promotore della cultura e delle competenze digitali nel governo clinico della trasformazione digitale in Sanità.
  3. dati sanitari sono un bene comune, di cui il sistema sanitario ha la responsabilità di raccolta, cura e governo in nome e per conto della collettività. Sviluppare una competenza distribuita per la raccolta capillare e costante dei dati, istituendo la figura del Data Steward.
  4. Avere un approccio alla progettazione dei sistemi di telemedicina e di medicina digitale che sia autenticamente incentrato sull’essere umano (human-centered design; etica by design; privacy by design) e sul prendersi cura. Modellizzare un percorso di progettazione che tenga conto dei tre principali beneficiari: a) l’utilizzatore dello strumento: il medico; b) il destinatario dei benefici qualitativi: il paziente; c) il destinatario dei benefici di efficientamento: le amministrazioni sanitarie.
  5. Istituire un Osservatorio per raccogliere, monitorare, modellizzare e condividere le buone pratiche di telemedicina e intelligenza artificiale (IA) realizzate nelle diverse aziende sanitarie, e quelle condotte in campo internazionale.

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