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La fame di affetto

La fame di affetto

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Ci  sono alcune ferite o cicatrici, che difficilmente si rimarginano, perché sono perdite talmente importanti, che stravolgono la nostra vita e la nostra esistenza.

Può essere un lutto o un abbandono, che provoca in noi un senso di vuoto interiore che non riusciamo a colmare in nessun modo e più pensiamo alla perdita, che abbiamo subito e più sentiamo l’esigenza di provare qualcosa, per poter colmare quell’ oscurità che rimane impressa e che non riusciamo a cancellare in nessun modo, perché è talmente grande la ferita da condurci verso qualcosa che ci possa solo allievare anche, solo per un istante quel vuoto che sentiamo dentro di noi.

Spesso per poter colmare quell’ assenza di affetto cerchiamo di aggrapparci ad atre persone, che possono essere il nostro sostegno morale ed emotivo e che possano trascinarci fuori dalla buca dove, siamo caduti e dalla quale, non riusciamo a tirarci fuori, anche con tutti gli sforzi possibili, perché in fondo quello che vogliamo e poter credere di poter ricominciare e fidarci di qualcuno che possa calmare la nostra sofferenza.

Ma l’ aggrapparsi è solo un modo per colmare la nostra fame di affetto che, purtroppo qualcuno ci ha tolto e che non ci restituirà mai più, perché resterà talmente grande da non poterla sostituire con nessuno, perché il dolore continuerà a restare dentro di noi, anche se dovessero passare anni.

La fame di affetto diventerà sempre più grande che non riusciremo più a controllarla, perché quel vuoto anche se comato resterà sempre dentro di noi.

A cura di Monica e Tiziana Origgi

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