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POLI: AL VIA LA TERZA EDIZIONE DELLE GIORNATE DELLA CULTURA

POLI: AL VIA LA TERZA EDIZIONE DELLE GIORNATE DELLA CULTURA

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Con la Giornate della cultura 2022, in programma dal 10 al 16 ottobre, si conclude un ciclo di riflessioni sul tema della tradizione inaugurato con i festeggiamenti tradizionalissimi di Sant’Eustachio ed esaltati da quelli recenti in onore della Madonna del Rosario.

Secondo Jorge Luis Borges “(…) fra il tradizionale e il nuovo, o tra ordine e avventura, non esiste una reale opposizione, e quello che chiamiamo tradizione oggi è una tessitura di secoli di avventura”. Concetto molto suggestivo, ma che cosa intendeva dire il geniale scrittore argentino?

Intanto, come è stato già detto, alla base di tutto c’è l’idea che una società non funziona senza tradizioni. “Non è un caso – ha ribadito il sindaco  Federico Mariani in un suo recente intervento, proprio in occasione dei festeggiamenti di Sant’Eustachio – se una società nella quale le tradizioni sono indebolite diventa preda delle mode, della tendenza al superfluo, al gusto del momento”.

Borges intendeva sottolineare che occorre impegnarsi a recuperare (in modo sempre nuovo e attuale) le radici e la storia e ri-tornare alle cose semplici, quelle autentiche fatte di qualità, ma così care, perché in loro si conserva la nostra origine.

Ecco spiegato il motivo perché  in queste giornate, fra le molte e originali iniziative (per il programma completo si rimanda alla locandina), nei locali del Centro Anziani “L’incontro”, per esempio, sarà dato ampio spazio al laboratorio sulla nostra ciambellina al vino.

Non solo. In occasione dei 100 anni dalla nascita di Pasolini, in collaborazione con il Consorzio I Castelli della Sapienza, sarà presentata una mostra sul grande scrittore, scomparso tragicamente nel 1975 a Ostia, e ne approfondiremo la figura di uomo e di intellettuale grazie al libro della scrittrice Lucia Visca (già giornalista per “Paese Sera” e per “L’Espresso”) “Pasolini 1922-2022: un mistero italiano”. L’evento non cade a caso. Forse non tutti sanno che Pasolini si è occupato molto delle tradizioni popolari, questo perché  la tradizione, intesa nel significato etimologico di “trasmissione”, “consegna”, fa parte del suo modus operandi, del suo mondo poetico e culturale.

Infine, avendo sempre bene in mente che il nostro compito, e quello di chi verrà dopo di noi, sarà quello di tramandare notizie, memorie, consuetudini da una generazione all’altra attraverso l’esempio o informazioni, testimonianze, orali e scritte, a conclusione delle giornate sarà presentato l’happening “Alla poeta, il borgo in versi”, con letture di poesie in dialetto scritte da personaggi recenti e del passato perché, come scriveva Pier Paolo Pasolini, “solo nella tradizione è il mio amore.”

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