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Poli europei di innovazione: ecco in anteprima la lista degli EDIH promossi

Poli europei di innovazione: ecco in anteprima la lista degli EDIH promossi

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Sono stati selezionati i progetti italiani che andranno a costituire la nascitura rete degli EDIH – European Digital Innovation Hub, le realtà a cui la Commissione Europea ha deciso di affidare “il compito di assicurare la transizione digitale dell’industria, con particolare riferimento alle PMI, e della pubblica amministrazione attraverso l’adozione delle tecnologie digitali avanzate, Intelligenza Artificiale, Calcolo ad Alte Prestazioni, Sicurezza Informatica”, come riportato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

La procedura di selezione era stata avviata nell’agosto 2020 a livello nazionale; 41 progetti avevano poi avuto accesso alla call ristretta promossa direttamente dalla Commissione Europea.

Si conclude così il primo percorso di selezione, con l’individuazione sia dei progetti che saranno finanziati al 50% dall’Europa, tramite le risorse del Digital Europe Programme, e al 50% dall’Italia, sia degli altri progetti di comprovata qualità, che per ragioni di graduatoria non risultano vincitori, ma che ricevono comunque il “seal of excellence” e saranno finanziati al 50% dall’Italia (il restante 50% dovranno procurarselo sul mercato).

Si tratta – dicevamo – della prima call a cui dovrebbe far seguito una seconda a fine anno.

Specifichiamo che le informazioni contenute in questo articolo fanno riferimento a documenti non ancora di pubblico dominio ma di cui abbiamo potuto prendere visione. Fino all’ufficialità quindi questa lista va presa con le dovute cautele, essendosi comunque sollevato un polverone con diverse proteste che potrebbero anche incidere sulle decisioni finali.

Nella visione della Commissione Europea gli European Digital Innovation Hub funzioneranno come “sportelli unici che aiuteranno le aziende a rispondere in modo dinamico alle sfide digitali e a diventare più competitive”.

Lo faranno fornendo accesso a competenze tecniche e innovazioni sperimentali, nonché la possibilità di “testare prima di investire” (test before invest). Gli EDIH dovranno così aiutare le aziende a migliorare i processi, i prodotti o i servizi aziendali/di produzione utilizzando le tecnologie digitali.

Tra le altre attività che svolgeranno, ci saranno servizi di consulenza finanziaria, formazione e sviluppo delle competenze necessari per la trasformazione digitale. Dovranno inoltre aiutare le imprese ad affrontare le questioni ambientali, in particolare per quanto riguarda il consumo di energia e le basse emissioni di carbonio.

Gli European Digital Innovation Hub saranno anche una sorta di “agenzia” attraverso la quale l’UE potrà assegnare ulteriori risorse a supporto della digitalizzazione delle PMI.

In sintesi quindi forniranno

  • servizi di testing e sperimentazione, assessment digitale e brokeraggio tecnologico
  • individuazione di finanziamenti pubblici e privati
  • servizi di formazione del personale

I criteri di valutazione

Prima di presentarvi i progetti, ricordiamo che agli EDIH era richiesto di avere preferibilmente una chiara connotazione territoriale oppure attestarsi su livello nazionale con competenze in uno di questi tre ambiti: intelligenza artificiale, cyber security e calcolo ad alte prestazioni (HPC).

La valutazione da parte della commissione è stata fatta secondo tre criteri: pertinenza (relevance), implementazione e impatto. Occorreva inoltre l’esistenza di almeno una proposta per paese incentrata sull’intelligenza artificiale (AI) nonché la più ampia possibile copertura geografica, tecnologica e settoriale delle proposte all’interno di ciascun Paese.

I 13 EDIH selezionati

Secondo documenti che abbiamo potuto visionare (la comunicazione ufficiale non è ancora stata fatta), sono 13 i progetti che hanno passato il vaglio della selezione europea. A questi soggetti la Commissione affiderà il contratto di sovvenzione per i primi 36 mesi con la possibilità, a seguito di una valutazione della Commissione stessa, di estenderne la durata di ulteriori 48 mesi.

Ve li presentiamo brevemente.

  • DIHcube – è l’EDIH promosso dall’Ance e incentrato quindi sul settore dell’edilizia, con valenza nazionale.
  • Cetma DihSme – è l’EDIH nazionale coordinato da Cetma con focus sull’ingegneria dei materiali e indirizzato al Centro Sud (Puglia e Basilicata)
  • ER2digit è l’EDIH dell’Emilia Romagna capitanato dalla Regione
  • MicroCyber è l’EDIH capeggiato dall’Ente Nazionale per il Microcredito, con focus sul Mezzogiorno (Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata, Sardegna, Puglia, Molise)
  • HSL (Heritage SmartLab) è il progetto capitanato da Basilicata Creativa (industrie culturali e creative)
  • Dante è l’EDIH promosso dal Cluster Tecnologico Nazionale “Smart Living Technologies” SMILE
  • EDIH4Marche è l’iniziativa capitanata dal DIH Marche di Confindustria e gran parte delle associazioni territoriali rivolte alle imprese
  • Chedih – Circular Health European Digital Innovation Hub è il progetto focalizzato sui settori Salute e Agroalimentare promosso dall’Università di Torino e dedicato a Piemonte e Valle d’Aosta
  • i-NEST è un progetto nazionale in ambito telecomunicazioni promosso dal CNIT
  • Toscana X.0 è l’EDIH territoriale toscano capitanato da GATE4.0 Distretto Regionale Toscano al cui interno ci sono, tra gli altri, il DIH di Confindustria
  • P.R.I.D.E. – Polo Regionale per l’Innovazione Digitale Evoluta è l’EDIH campano il cui promotore è il Campania Digital Innovation Hub (ma c’è anche il competence center Meditech)
  • Artes 5.0 è un progetto nazionale capitanato dal Competence Center Artes 4.0 con focus su Industria e PA
  • Expand è il progetto sulla manifattura capitanato dal Competence Center CIM 4.0 e riferito ai territori di Piemonte e Valle d’Aosta

I settori coperti dai 13 progetti vincitori sono

Gli ambiti tecnologici coperti risultano essere i seguenti

 

Gli EDIH che hanno ricevuto il Seal of Excellence

Questi invece i 17 progetti che hanno ricevuto il Seal of Excellence, cioè che sono stati considerati di qualità, ma che non saranno finanziati dalla UE. Riceveranno, come anticipato, un contributo dal Governo nazionale.

  • AI Magister è un progetto nazionale che ha come capofila la società di consulenza Profima
  • Edih L, il progetto della Lombardia con all’interno il Competence Center MADE
  • HD-Motion, progetto nazionale focalizzato sui Trasporti
  • UDD, la proposta dell’Umbria
  • Birex ++, la proposta nazionale sulla manifattura sostenibile con capofila il Competence Center Bi-Rex
  • Edih4DT, l’Edih per il settore pubblico del Sud Italia
  • DMH, la proposta per l’Italia costiera e il settore marittimo
  • DIS-HUB, il progetto dell’Alto Adige
  • AI-Pact, progetto nazionale dedicato al settore pubblico.
  • SharD-Hub, la proposta sarda
  • Innova, progetto nazionale per la PA
  • Pics2, progetto pugliese per diversi settori (Steel, Shipbuilding, Petrochemistry, Aerospace, Agrifood, Logistics) con focus sulla cyber security
  • EDIHAMo, proposta di Abruzzo e Molise
  • ROME Digital Hub, Edih laziale
  • Dips, la proposta di Trento sulla Sanità
  • Ap-Edih, un’altra proposta per la Puglia
  • Damas, progetto nazionale per Automotive e Aerospace.

Gli 11 che avranno una seconda chance

I progetti che non sono rientrati nei primi 30 e che non hanno il Seal of Excellence potranno concorrere a un secondo bando che sarà lanciato a settembre.

  • Si tratta di
  • Nest (Lazio, Umbria, Abruzzo)
  • Amave (Liguria)
  • Cure (Lazio)
  • Neural (Veneto)
  • InnovAction (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Campania, Sardegna)
  • LAiCy InnCal (Calabria)
  • CATCH atMIND (Lombardia)
  • PAI (Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Valle d’Aosta)
  • IP4FVG EDIH (Friuli Venezia Giulia)
  • Podio (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia)
  • ITH (Nazionale)

Le reazioni

rumors relativi ai progetti selezionati hanno suscitato, negli scorsi giorni, non poche polemiche tra gli addetti ai lavori. La “mappa” dei progetti selezionati taglia fuori alcuni territori ricchi di imprese potenziali destinatarie dei servizi degli EDIH, Lombardia e Triveneto in testa.

Inoltre viene rilevato come i progetti nazionali selezionati non abbiano un focus sulla manifattura, che pure è uno dei settori considerati tra i principali beneficiari delle iniziative degli EDIH insieme a agrifood, cultural heritage, turismo e Pubblica Amministrazione.

La selezione fatta effettivamente sembra premiare o i progetti a forte connotazione territoriale (Emilia Romagna, Toscana, Marche, Campania, Piemonte e Valle d’Aosta, Basilicata) oppure progetti nazionali con focus su ambiti extra manifatturiero. Forse nella convinzione che il presidio sulla digitalizzazione delle aziende manifatturiere sia adeguatamente offerto dalla rete degli 8 Competence Center già esistenti.

Le proteste del Veneto

L’esclusione della proposta veneta Neural, guidata dal Competence Center Smact con le quattro università regionali, Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, Unioncamere, i parchi tecnologici regionali T2i e Galileo, InfoCamere, Intesa Sanpaolo ed Eit Manufacturing, e di quella friulana IP4FVG hanno causato una veemente protesta in forma di lettera inviata al Ministero dello Sviluppo Economico e firmata dal professor Fabrizio Dughiero, presidente del comitato di gestione di Smact, e dai rappresentanti di Confindustria, Confartigianato, Confcommercio e Unioncamere.

“Abbiamo lavorato alacremente con questi partner e con il network esteso per redigere una proposta al servizio delle PMI del territorio”, scrivono. Con la graduatoria preliminare “le PMI venete resteranno senza supporto”.

Infatti – spiegano – le cordate vincitrici “si possono caratterizzare o come a impatto esclusivo in altre regioni o con dichiarato impatto nazionale ma viziate da almeno una delle seguenti mancanze: non hanno presenza fisica qualificata sul territorio veneto potendo vantare tipicamente una rete esclusivamente commerciale e non già le richieste professionalità operative di accompagnamento all’innovazione; non hanno infrastrutture di “test before invest” sul territorio veneto, elemento questo essenziale per concretizzare l’interesse delle PMI locali che certo non possono permettersi grandi investimenti logistici; non rispondono ai settori prevalenti dell’imprenditoria veneta che ricordiamo essere manifatturiero, agroalimentare, tessile e turismo, oltre a commercio e terziario ad elevato valore aggiunto”.

Fonte: Innovationpost.it

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