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UBS- Credit Suisse: completata l’ acquisizione

UBS- Credit Suisse: completata l’ acquisizione

Fonte: it.euronews.com Molto più di un gigante bancario. UBS ha completato l'operazione di acquisizione di Credit Suisse, siglando la più gr

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Fonte: it.euronews.com

Molto più di un gigante bancario.

UBS ha completato l’operazione di acquisizione di Credit Suissesiglando la più grande fusione nel settore bancario dalla crisi finanziaria del 2008.

UBS ha annunciato la chiusura dell’operazione con una lettera aperta, lunedì 12 giugno, a giornali locali e internazionali.

Salvataggio e garanzie

Il piano di salvataggio di Credit Suisse, messo in atto dalle autorità svizzere, era stato presentato il 19 marzo scorso: UBS ha accettato di rilevare l’ex banca rivale per 3 miliardi di franchi svizzeri, dopo aver ottenuto garanzie finanziarie dalla Confederazione Elvetica e dalla Banca Nazionale svizzera, con le quali – nei giorni scorsi – ha sottoscritto un accordo di garanzia di oltre 9 miliardi di franchi, contro potenziali perdite sugli asset del Credit Suisse.

L’acquisizione di Credit Suisse pone fine ai 167 anni di indipendenza della banca elvetica.

Su invito del governo di Berna, UBS è intervenuta a metà dello scorso marzo per salvare Credit Suisse, travolto da una crisi di fiducia che stava trasformandosi in una fuga di clienti.

“Un nuovo storico capitolo”

“Oggi tagliamo un importante traguardo. È l’inizio di un nuovo capitolo per UBS e per l’industria finanziaria globale”.

Lo scrivono il presidente di UBS, Colm Kelleher, e l’Amministratore Delegato, Sergio Ermotti, nella lettera aperta ai quotidiani nella quale annunciano il “closing” dell’operazione.

“Abbiamo annunciato – aggiungono – la chiusura legale dell’acquisizione di Credit Suisse. Ci riteniamo privilegiati di poter scrivere una nuova pagina nella storia. Uniremo le competenze, le dimensioni e la leadership nella gestione patrimoniale di UBS e Credit Suisse per creare un istituto finanziario integrato ancora più forte. Una realtà che andrà a beneficio della nostra clientela in tutto il mondo. Siamo consapevoli che dovremo affrontare delle sfide. Ma sappiamo anche che si presenteranno grandi opportunità. Per i nostri clienti. Per i nostri collaboratori. Per i nostri azionisti. Per la nostra comunità”.

A sinistra nella foto, Colm Kelleher, chairman di UBS

“Ecco il nostro impegno: rimarremo concentrati su ciò che conta davvero: la sicurezza del patrimonio delle nostre clienti e dei nostri clienti, supportandoli nel raggiungimento dei loro obiettivi”, si legge nelle lettera di UBS pubblicata sui quotidiani e firmata da Colm Kelleher e Sergio Ermotti. 

Sergio Ermotti, CEO di UBS.

“Lavoreremo insieme – prosegue la lettera – unendo i nostri punti di forza e le nostre competenze. Prenderemo decisioni basate sui fatti, tenendo ben presente il quadro generale. Preserveremo la solida cultura di UBS, il nostro approccio conservativo al rischio e la nostra qualità del servizio, senza scendere a compromessi. Molti contano sul nostro impegno affinché questa acquisizione sia un successo. E non abbiamo dubbi che ci riusciremo. Alle nostre clienti e ai nostri clienti di Ubs e di Credit Suisse: grazie per la fiducia che riponete in noi e per averci concesso il privilegio di poter lavorare per voi.

Questo è l’inizio di un nuovo, storico capitolo. Non vediamo l’ora di mostrarvi tutto ciò che la nostra azienda integrata sarà in grado di realizzare”.

Mesi “caldi” da un punto di vista sindacale

Capitolo lavoro: tutti i dipendenti – a rischio migliaia di posti di lavoro – devono anche essere disposti a imparare e ad ascoltare gli altri, mettono in guardia Kelleher ed Ermotti.
“Non dobbiamo aggrapparci a vecchie rivalità o essere distratti dall’integrazione e dalle pressioni esterne”.
E non importa più chi proviene da UBS o da Credit Suisse: “Da oggi siamo un’azienda unita, tutti sotto lo stesso tetto”.
Ma, sotto lo stesso tetto, si attendono mesi complicati, anche da un punto di vista sindacale.
Appena si saranno spenti i riflettori…

Sergio Ermotti, CEO di UBS.

Il PIL doppio della Svizzera

La nuova “entità bancaria” avrà un valore di mercato di 1,54 trilioni di euro, la dimensione del PIL della Spagna e, praticamente, il doppio del PIL svizzero.

Gli investitori hanno reagito positivamente alla notizia del “closing”, che si è riflessa nell’apprezzamento di circa l’1,1% delle azioni UBS, mentre l’indice della Borsa di Zurigo su cui è quotata è salito solo dello 0,47%.

Allo stesso tempo, le azioni Credit Suisse sono aumentate dell’1% e sono state scambiate a 0,82 centesimi di franco svizzero (0,84 euro).

Un anno fa, le azioni della banca erano scambiate a 6,3 franchi svizzeri, tre anni fa a 9,7 franchi e cinque anni fa a 15,7 franchi, nonostante già allora la sua immagine subisse un notevole deterioramento a causa della sua cattiva gestione e degli scandali in cui Credit Suisse era coinvolta.

La giornata di negoziazione odierna è l’ultima alla Borsa di Zurigo per  Credit Suisse, che uscirà anche dalla Borsa di New York, dove era scambiato attraverso le cosiddette “American Depositary Shares” (azioni di deposito).

“Banche parenti separate”: resteranno i due nomi

Sarà il vicepresidente di UBS, Lukas Gähwiler, a presiedere la nuova Credit Suisse.
È quanto annuncia UBS, ricordando che in base agli accordi il gruppo gestirà due “banche parenti separate“, che continueranno a chiamarsi UBS e Credit Suisse.

Ciascuna avrà un proprio circuito, mentre il consiglio di amministrazione del gruppo avrà la responsabilità complessiva dell’intero “conglomerato”.

In futuro il gruppo annuncerà i propri risultati consolidati secondo gli standard contabili Ifrs e in dollari.

Gähwiler sarà affiancato in Credit Suisse dai vice Jeremy Anderson e Christian Gellerstad. Completano l’organigramma Michelle Bereaux, Mirko Bianchi, solo fino al prossimo 30 giugno, Clare Brady, Mark Hughes, Amanda Norton e Stefan Seiler.

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