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L’India diventerà una superpotenza mondiale? Ruolo, alleanze e prospettive di Delhi

L'India è un Paese enorme e con un esercito molto numeroso, eppure non è considerata a tutti gli effetti una superpotenza. Inoltre, mantiene una posizione ambigua nei confronti della Russia. Vediamo che ruolo ha l'India.

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Con quasi 1,4 miliardi di abitanti, l’India sta per diventare il Paese più popoloso del mondo e si trova in una posizione strategica, essendo una penisola calata in mezzo all’Oceano Indiano a cavallo tra Estremo Oriente, Medio Oriente e Occidente. Ma che interessi ha l’India come nazione? Chi sono i suoi avversari e i suoi alleati? E davvero può diventare nel tempo una superpotenza mondiale?

L’importanza strategica dell’India

L’India è un Paese centrale negli equilibri internazionali per fattori geografici, demografici e geopolitici. Estendendosi nell’Oceano Indiano, infatti, l’India svolge un ruolo centrale nel garantire la stabilità delle rotte commerciali che passano dall’Oriente al Corno d’Africa e poi, attraverso gli stretti africani di Bab el-Mandeb e Suez, raggiungono il Mediterraneo e l’Europa.

Da un punto di vista demografico, l’India, con quasi 1,4 miliardi di abitanti, è il secondo Paese più popoloso del mondo (ma sta per sorpassare la Cina) e, soprattutto, la sua popolazione è estremamente giovane. Ciò le permette, tra le altre cose, di avere un esercito molto grande (circa 3 milioni e 800 mila uomini). Inoltre, la grandezza della popolazione indiana costituisce un enorme mercato.

Da un punto di vista strettamente geopolitico, invece, l’importanza dell’India è emersa subito dopo l’indipendenza dall’Inghilterra (1947). Durante la Guerra Fredda, infatti, rimase un Paese “non allineato” (cioè non schierato né con gli USA né con l’URSS) solo per poco tempo. Dopo di che si schierò più o meno apertamente con l’URSS, favorendo i sovietici nell’accesso all’Oceano Indiano, unico mare che potevano tranquillamente solcare per raggiungere l’Africa visto che il Mediterraneo era presidiato dalla NATO. Questa vicinanza con l’URSS, come vedremo, è alla base anche dell’attuale ambiguità indiana nei confronti della Russia. Oggi l’importanza geopolitica dell’India è in crescita, a causa dello sviluppo della Cina.

La rivalità territoriale con la Cina

L’India, insieme a Australia, Giappone e USA, fa parte del QUAD, ovvero di quell’alleanza a guida americana che serve per “contenere” l’avanzata geopolitica della Cina. Gli indiani, da questo punto di vista, hanno il complesso ruolo di arginare i cinesi lungo le cime himalayane, uno spazio conteso tra i due Paesi in cui è molto difficile capire con precisione quali siano i confini.

Il principale punto di attrito con Pechino è rappresentato dal fatto che entrambe le nazioni vorrebbero includere la catena himalayana all’interno del loro territorio, in modo da sfruttarla come elemento di difesa. Da una parte e dall’altra delle montagne dell’Himalaya, infatti, sia in Cina che in India vi sono pianure e altopiani facilmente attaccabili e difficilmente difendibili.

La vicinanza con il Tibet rende la situazione ancora più tesa: la terra del Dalai Lama, infatti, è una della zone più instabili della Cina, in cui il potere del Partito Comunista Cinese è più debole. La Cina teme che, in caso di guerra con il QUAD – potenzialmente scatenata da una nuova crisi a Taiwan – l’India possa approfittare dell’instabilità del Tibet per attaccare e spingersi oltre le cime dell’Himalaya. Non a caso, infatti, di recente si sono registrati scontri al confine tra Cina e India proprio in quelle zone.

Il rapporto tra India e Russia

Le relazioni tra India e Russia al momento sono ambigui: da un lato, in funzione anti-cinese, l’India deve integrarsi con gli alleati occidentali all’interno del QUAD; dall’altro, quando si è trattato di votare all’ONU la condanna dell’invasione russa dell’Ucraina, l’India si è astenuta.

L’ambiguità dell’India dipende anzitutto da fattori storici e da un sentimento di gratitudine verso i russi. L’industria indiana, infatti, è stata letteralmente costruita dai russi e, di conseguenza, è dipendente dai materiali russi per la manutenzione ed è, sotto altri aspetti, integrata nelle catene del valore russe. Da un punto di vista militare, nei primi anni 2000, gli americani hanno inoltre permesso all’India – dato il generale clima di distensione con la Russia post-Guerra Fredda – di acquistare armi dalla Russia, in particolare aerei da guerra.

Nonostante questa vicinanza, India e Russia sono divise per quanto riguarda i rapporti con uno dei peggiori nemici dell’India: il Pakistan. La Russia, infatti, dal 2016 compie esercitazioni militari con il Pakistan, il quale ha concesso a Mosca l’uso del porto di Gwadar nel Mar d’Arabia, strategicamente decisivo per i russi, in quanto consente un accesso al Mediterraneo (sempre via Suez e Bab el-Mandeb) alternativo agli Stretti del Bosforo e dei Dardanelli nel Mar Nero (controllati dalla Turchia).

L’India può diventare una grande potenza?

L’India, dunque, ha tanti alleati e tanti avversari e la sua posizione rimane ambigua anche se, in questa fase, sembra si stia decidendo sempre di più a schierarsi con l’Occidente. In generale, però, il Paese può diventare una grande potenza su scala mondiale? I fattori materiali sembrano dire di sì: il sub-continente indiano è enorme e difeso dalle vette himalayane, la popolazione è giovane e in crescita, la posizione che occupa nell’oceano Indiano è strategica e, soprattutto, Delhi svolge un ruolo decisivo nel contenimento della Cina.

Tuttavia, l’India ha al suo interno dei problemi che rendono difficile la sua evoluzione a superpotenza. In primo luogo, la popolazione non è affatto omogenea. Gli effetti della divisione in caste dei cittadini si fanno ancora sentire, e la differenza tra abitanti dei centri urbani più floridi (Delhi, Mumbai) e l’entroterra è tangibile. Insomma, è molto difficile mobilitare l’intera popolazione indiana, anche a causa delle profonde differenze etniche e religiose che vi sono nel Paese e che causano periodicamente furiosi scontri interni.

Fonte: Geopop.it

 

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