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Emergenti: l’ impatto di banche centrali e demografia

Emergenti: l’ impatto di banche centrali e demografia

Nei paesi emergenti sono in atto enormi trasformazioni dal punto di vista demografico che possono generare opportunità di investimento in queste aree.

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Nei paesi emergenti sono in atto enormi trasformazioni dal punto di vista demografico che possono generare opportunità di investimento in queste aree. Tuttavia, gli effetti economici delle variabili demografiche sono tutt’altro che predefiniti e molto dipende dal mercato che si prende in esame. Parola di Robert Gilhooly, senior emerging markets research economist di abrdn.

Il pianeta è destinato al sovraffollamento e i mercati emergenti saranno i principali responsabili di questa crescita. Dalla ricerca realizzata da abrdn emerge che, la qualità dei lavoratori è più importante della quantità. È probabile che gli effetti negativi dell’invecchiamento della popolazione siano mitigati da una maggiore partecipazione al lavoro delle fasce più anziane. Inoltre, le variabili demografiche sono fattori importanti nella valutazione della crescita dei mercati emergenti, ma non ne determinano il “destino”.

Nel 2050, Cina e India domineranno sempre di più il panorama delle economie emergenti, mentre Indonesia e Nigeria segneranno le crescite più rilevanti, posizionandosi tra i cinque maggiori mercati emergenti.

Secondo l’economista di abrdn, la composizione della crescita dei mercati emergenti è ancora più mutevole di quanto dicano i media, con l’ascesa del ceto medio che, secondo le previsioni, dovrebbe diventare una forza dominante in grado di determinare i trend globali.

Per quanto riguarda le implicazioni sugli investimenti, secondo Gilhoolyle variabili demografiche sono elementi importanti delle prospettive economiche a lungo termine dei mercati emergenti, dal momento che trainano gli utili aziendali e i mercati azionari. Le implicazioni dei cambiamenti demografici, tuttavia, vanno oltre la crescita economica”.

L’invecchiamento della popolazione – aggiunge – può essere associato a un rallentamento della crescita, ma è anche responsabile della diminuzione dei risparmi. Questi fattori si muovono in senso contrario rispetto ai tassi d’interesse. Ciò rende l’impatto sui tassi d’interesse reali di equilibrio sottostanti in un certo qual modo ambiguo”.

Considerando che i tassi d’interesse sul debito determinano anche i prezzi di un insieme di altri asset, i tassi più bassi potrebbero supportare in maniera più ampia i prezzi degli asset.

“L’integrazione delle economie emergenti nei sistemi di scambio e finanziari globali continua a plasmare il panorama degli investimenti – conferma – Gli investitori non devono temere che le variabili demografiche facciano innalzare l’inflazione. Persistenti pressioni inflazionistiche sono probabili solo se la politica non interviene.

Per questo motivo, è più utile che gli investitori focalizzino l’attenzione sulla forza delle istituzioni, come le banche centrali, piuttosto che calcolare chi subisca il maggiore invecchiamento”, conclude l’esperto di abrdn.

Fonte: Advisor.it

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