Sociale, nuovi paradigmi della raccolta fondi

Pubblicato il 27 Settembre, 2019 alle 9:19 da in Finanziamenti
Sociale, nuovi paradigmi della raccolta fondi

La raccolta fondi è uno strumento finanziario per reperire denaro da destinare alla realizzazione di progetti sociali. Cambia lo scenario economico del XXI secolo, cambia la modalità della raccolta fondi, strumento frequentemente adottato da Onlus, ONG, associazioni culturali. Le potenzialità del digitale introducono la raccolta fondi nelle imprese per realizzare progetti adeguati con l’ausilio della partecipazione corale delle persone sensibili a particolari iniziative da realizzare per la società. È un nuovo approccio delle imprese perché possono contare su diversi canali per il reperimento delle risorse finanziarie. Questa innovazione è ben presente anche nel settore immobiliare, a causa della difficoltà di avere prestiti dalle banche per realizzare realtà immobiliari.

«La raccolta fondi per il sociale – commenta Stefano Rossi, Country manager LITA.co Italia – sta affrontando una fase di radicale trasformazione sotto molteplici aspetti: anzitutto si innovano i canali di raccolta per stare al passo con le recenti tecnologie a cui siamo sempre più familiari; in secondo luogo queste stesse tecnologie abilitano una maggiore trasparenza nell’uso responsabile delle somme; infine il contesto normativo di riferimento ha intrapreso con la riforma del terzo settore la strada del cambiamento per adeguarsi alle esigenze odierne. La più recente ed innovativa possibilità di raccolta fondi per i progetti di imprenditorialità sociale è rappresentata dall’accesso all’Equity Crowdfunding. Attraverso questo canale tutte le PMI – compresi quindi tutti i progetti ad impatto sociale o ambientale strutturati sotto forma di società di capitali – possono finanziarsi cedendo una quota del proprio capitale ad investitori on-line che diventano a tutti gli effetti azionisti/soci dell’azienda di cui condividono valori e obiettivi beneficiando di un incentivo fiscale. La differenza è anche in termini di coinvolgimento: mentre le donazioni tradizionali consistono per lo più nel semplice trasferimento di denaro dai sostenitori all’ente, nel crowdfunding chi dona o investe nel progetto sociale ha la possibilità di monitorarne l’evoluzione e di partecipare attivamente alla vita del progetto. Le nuove modalità di raccolta fondi, come il crowdfunding di tipo equity, vogliono sostituire il concetto di donazione con quello di vero e proprio investimento a lungo termine. I sostenitori del progetto possono investire anche piccole cifre di denaro, che verranno impiegate per progetti con obiettivi predefiniti, con una sostenibilità economica e sociale dell’impresa sociale. In questo modo i sostenitori diventano parte attiva dell’impresa e del suo successo, ne diventano co-proprietari (anche per piccolissime percentuali) e possono seguirne l’evoluzione d’impresa. L’investimento in progetti a impatto sociale si chiama impact investing: si tratta di una peculiare tipologia di investimenti, evoluzione della tradizionale filantropia, che fino a qualche anno fa era appannaggio solo dei grandi investitori. Da qualche anno a questa parte l’impact investing è stato democratizzato grazie alle piattaforme digitali come LITA.co. LITA.co è primo gruppo europeo di impact investing dedicato alle persone fisiche: fondato da Eva Sadoun e Julien Benayoun nel 2014 proprio per rendere accessibili a tutti i cittadini gli investimenti in progetti a impatto sociale e ambientale. Dalla sua creazione, LITA.co ha raccolto più di 20 milioni di euro per più di 50 progetti finanziati, dalle energie rinnovabili alla mobilità per persone disabili, fino ad arrivare a progetti di sostenibilità realizzati su uno specifico territorio di riferimento. Attivi in Italia da pochi mesi, siamo orgogliosi di essere stati i primi (speriamo a breve non più gli unici) in Italia ad aver completato il finanziamento per un’impresa sociale attraverso la piattaforma https://it.lita.co. Il progetto Music Innovation Hub (link) ha riscosso un tale successo, raggiungendo l’obiettivo massimo di 300.000 euro in soli 10 giorni, che a breve si riaprirà una nuova raccolta per permettere a tutti coloro che sono rimasti esclusi di riuscire ad essere coinvolti nel progetto».

f.f.

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