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I pagamenti a rate sono la via per superare la crisi dei consumi?

Tra pandemia, guerra e inflazione, le spese si contraggono. Rateizzare gli acquisti sembra la via per frenare la crisi e sempre più servizi si lanciano in questo settore

I pagamenti a rate sono la via per superare la crisi dei consumi?

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La pandemia ha fatto decollare gli acquisti online e l’attuale situazione geopolitica, con la guerra in Ucraina e il malfunzionamento delle grandi catene di approvvigionamento e logistica, oltre all’inflazione, stanno consolidando il mercato della monetica. Con un nuovo protagonista, almeno per il mercato italiano, cioè il Bnpl. Sigla inglese che sta per buy now pay later, cioè “acquista adesso, paga dopo”, un modello di pagamento non regolamentato che permette di pagare a rate senza interessi.

L’ecommerce in Italia – dice Maria Teresa Minotti, country director per l’Italia di PayPal – è cresciuto molto a partire dal 2020. Un’accelerazione che ha visto i pagamenti digitali crescere del 21% anche se in Europa purtroppo siamo ancora il fanalino di coda per via dell’uso eccessivo del contante, che pesa per l’80% circa del totale dei pagamenti”.

Il tema vero però è la novità del Bnpl, il metodo di pagamento rateale che coinvolge soprattutto il mondo dell’ecommerce, entrato in gioco dopo l’inizio della pandemia e che fa da moltiplicatore della spesa. In Europa vale circa 75 miliardi di euro, e secondo le stime si avvicinerà ai 250 entro il 2025. Più del 25% dei consumatori europei ha fatto acquisti su siti di ecommerce che consente di rateizzare la spesa.

L’acquisto a rate

Dibattute le cifre riguardo l’impatto che questo può avere sui consumatori. Aumenta la propensione agli acquisti? È una abitudine da Millennial? Secondo una ricerca condotta da Soisy, piattaforma di prestiti tra privati, la rateizzazione dei pagamenti digitali da tre rate in su “non è una scorciatoia finanziaria da Generazione Z”, figlia cioè di una dinamica di acquisto impulsiva, ma “rappresenta una scelta consapevole, adottata da un target maturo e coscienzioso”. Sono consumatori tra i 25 e i 55 anni, con una presenza più significativa tra i 41 e i 55 anni, soprattutto dipendenti a tempo indeterminato. Abitano soprattutto in Lombardia e nel Lazio, acquistano in settori come arredamento, design, elettrodomestici, elettronica e sport. Lo scontrino medio è di 800 euro e il pagamento preferito viene diluito in dodici rate.

Afterpay, che in Italia su chiama Clearpay, è una delle prime aziende ad aver proposto in Italia, assieme a Francia e Spagna, i pagamenti Bnpl già nel 2021. In una ricerca condotta con Human Highway sullo shopping online Clearpay mostra che, mentre il prezzo è una variabile rilevante per 7 italiani su dieci in ogni categoria di prodotto, l’uso del Bnpl è forte ma la sua penetrazione è ancora relativa. Il 62,3% degli intervistati non lo conosce, mentre dichiara di averlo usato solo il 7.3% e d’abitudine solo il 2,5%.

PayPal, che è entrata nel mercato italiano da quattro mesi, sta lavorando per rendere il più chiara e trasparente possibile l’opzione. “Lavoriamo molto – dice Minotti – con i nostri partner, che giustamente offrono il maggior numero possibile di scelte per i loro clienti, per fare in modo che sia il meno complicato possibile”PayPal ha 9 milioni e mezzo di utenti attivi in Italia (su un totale di 28 milioni di compratori) e offre sia le soluzioni business (lato venditore) che quelle consumer (i portafogli degli acquirenti).

Per i merchant – dice Minotti – non cambia niente: l’opzione delle tre rate si attiva automaticamente e non ha costi aggiuntivi. Inoltre, è disponibile trasversalmente per chi ha negozi di e-commerce in Paesi dove il servizio è attivo”. Con l’aumento di prezzi e la possibile contrazione dei consumi causate dalle incertezze di questa fase storica (pandemia, guerra, blocco della catena di approvvigionamenti) secondo Minotti il Bnpl è in realtà una opportunità importante: “Permette maggiore flessibilità finanziaria negli acquisti ma anche per le bollette e le tasse. Sostiene e supporta la crescita dell’ecommerce in un momento non troppo roseo per la propensione agli acquisti”.

Fonte: Wired.it

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