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Sondaggi clandestini: dalle corse di cavalli alle vendite di auto, le previsioni su “gare” e “mercati”

Sondaggi clandestini: dalle corse di cavalli alle vendite di auto, le previsioni su “gare” e “mercati”

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In base alla legge, nelle due settimane che precedono le elezioni non si possono rendere noti i sondaggi elettorali. Lo scopo è quello di impedire che gli elettori vengano influenzati dai dati e garantire la buona riuscita delle votazioni. Ad imporre la regola è l’articolo 8 della legge n. 28 del 22 febbraio del 2000 che disciplina la comunicazione durante l’intero anno e in tutte le campagne elettorali e referendarie.

Ma gli italiani, nonostante crisi e problemi, rimangono un popolo dotato d’ingegno, capace sempre e in ogni situazione di trovare degli espedienti grazie ai quali aggirare le norme, specie grazie a uno strumento (internet) sul quale controllare il flusso di notizie è complicato (sia nel bene che nel male)

Era già successo nel corso delle passate elezioni, ma negli ultimi tempi il fenomeno è diventato davvero dirompente. In questi giorni infatti, consultando vari siti presenti sul web è possibile trovare dei dati, inerenti alla tornata elettorale del 5 giugno, che nei fatti corrispondono in tutto e per tutto a veri e propri sondaggi, in teoria invece sono tutt’altro: scommesse, competizioni, risultati di vendita, ecc. La fantasia non ha fine e spesso viene ispirata anche dagli stessi candidati e dai comitati elettorali ad essi collegati che di certo non disdegnano la possibilità di conoscere, a pochi giorni dalle elezioni, il giudizio dei cittadini.

Dunque, navigando per i siti dell’italico stivale potrebbe capitare ad ognuno di noi di imbattersi in siti che analizzano il “sentiment” dei cittadini, proprio come si fa con i mercati, o effettuano delle stime sulla vendita di auto immaginarie o propongono delle scommesse su corse di cavalli che non si svolgeranno mai.

Il problema maggiore di questi sondaggi clandestini è semplice: sono, se possibili, ancora meno affidabili dei sondaggi veri e propri, poiché non si conosce l’istituto che lo ha commissionato, quante persone sono state intervistate, con quali modalità (di persona, via telefono, su internet), per cui potrebbero essere semplicemente inventati.

In base alla legge, nelle due settimane che precedono le elezioni non si possono rendere noti i sondaggi elettorali. Lo scopo è quello di impedire che gli elettori vengano influenzati dai dati e garantire la buona riuscita delle votazioni. Ad imporre la regola è l’articolo 8 della legge n. 28 del 22 febbraio del 2000 che disciplina la comunicazione durante l’intero anno e in tutte le campagne elettorali e referendarie.

Ma gli italiani, nonostante crisi e problemi, rimangono un popolo dotato d’ingegno, capace sempre e in ogni situazione di trovare degli espedienti grazie ai quali aggirare le norme, specie grazie a uno strumento (internet) sul quale controllare il flusso di notizie è complicato (sia nel bene che nel male)

Era già successo nel corso delle passate elezioni, ma negli ultimi tempi il fenomeno è diventato davvero dirompente. In questi giorni infatti, consultando vari siti presenti sul web è possibile trovare dei dati, inerenti alla tornata elettorale del 5 giugno, che nei fatti corrispondono in tutto e per tutto a veri e propri sondaggi, in teoria invece sono tutt’altro: scommesse, competizioni, risultati di vendita, ecc. La fantasia non ha fine e spesso viene ispirata anche dagli stessi candidati e dai comitati elettorali ad essi collegati che di certo non disdegnano la possibilità di conoscere, a pochi giorni dalle elezioni, il giudizio dei cittadini.

Dunque, navigando per i siti dell’italico stivale potrebbe capitare ad ognuno di noi di imbattersi in siti che analizzano il “sentiment” dei cittadini, proprio come si fa con i mercati, o effettuano delle stime sulla vendita di auto immaginarie o propongono delle scommesse su corse di cavalli che non si svolgeranno mai.

Il problema maggiore di questi sondaggi clandestini è semplice: sono, se possibili, ancora meno affidabili dei sondaggi veri e propri, poiché non si conosce l’istituto che lo ha commissionato, quante persone sono state intervistate, con quali modalità (di persona, via telefono, su internet), per cui potrebbero essere semplicemente inventati.

Fonte: ibtimes.com

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