Mario Draghi sorprende i mercati finanziari

Pubblicato il 13 Settembre, 2019 alle 8:53 da in Europa e economia
Mario Draghi sorprende i mercati finanziari

La decisione di Mario Draghi, presidente uscente della Bce, di riproporre il Quantitative easing sorprende i mercati finanziari che reagiscono favorevolmente. A dir la verità gli operatori del settore attendevano una simile decisione anche se non c’era nessuna certezza di un simile provvedimento. Scendiamo nel dettaglio per comprendere il ruolo della Bce nei prossimi mesi. Come è accaduto in passato l’Istituto bancario europeo riprenderà ad acquistare titoli di Stato e obbligazioni corporate per 20 miliardi al mese, a partire dal 1° novembre 2019, senza tralasciare un taglio ai tassi di deposito che scendono a – 0,50% dall’attuale – 0,40. Restano invariati: il tasso chiave a zero, il tasso di rifinanziamento marginale allo 0,25%.

Possiamo definirla una straordinaria eredità che Mario Draghi lascia a Christine Lagarde, da novembre nuova presidente della Bce. A beneficiare sono soprattutto le banche, ormai in sofferenza a causa dello spread troppo elevato registrato ormai da circa 12 mesi. La decisione adottata da Mario Draghi vuole combattere l’inflazione perché continua ad essere al di sotto dell’obiettivo del 2%; il futuro scenario economico prevede una debolezza dell’economia dell’Eurozona più protratta nel tempo, con rischi al ribasso e un’inflazione ancora debole. La Bce propone un nuovo maxi-prestito a lungo termine alle banche dell’Eurozona, allungando la scadenza da due a tre anni e prevedendo tassi più bassi per le banche che prestano ai di sopra di un certo livello. I nuovi maxi-prestiti sono stati modificati rispetto alle precedenti operazioni «per mantenere condizioni favorevoli del credito bancario, assicurare una trasmissione agevole della politica monetaria, dare ulteriore sostegno alla posizione accomodante della politica monetaria». Il tasso applicato alle banche che ricevono i maxi-prestiti è quello medio delle aste principali di riferimento e ancora più basso per le banche che prestano denaro al di sopra di una certa soglia, potendo arrivare fino a – 0,50% che è il nuovo tasso sui depositi.

È del tutto evidente che i mercati finanziari non possono sempre attendere l’aiuto della Bce per risolvere i problemi dell’economia, anche se la situazione non sembra essere migliorata mentre il futuro non è certamente sereno. Quello che dovrebbero inseguire sia le banche sia le imprese è il momento favorevole dovuto al ruolo fondamentale della Bce per rilanciare il proprio business, cercare di risolvere i personali problemi finanziari.

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