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La televisione corre su Internet: boom delle Smart TV, +210% in cinque anni

Si è passati da 5 milioni di Smart Tv a 18 milioni, una crescita del 210%. In Italia la copertura broadband ha raggiunto il 90%. Sono i dati emersi dalla relazione annuale di Auditel in Parlamento

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Fonte: Firstonline.it (Caricato da Tiziana Origgi)

La Tv italiana è sempre più “smart”.

Negli ultimi 5 anni, complice il passaggio al nuovo digitale terrestre, si è registrato un vero boom delle cosiddette Smart TV. Si è passati da 5 milioni di apparecchi a 18 milioni, una crescita del 210%. Merito anche della copertura broadband, che interessa il 90% delle famiglie e raggiunge oltre 90 milioni di schermi (su un totale di circa 120 milioni di schermi complessivi).
Sono alcuni dati emersi dalla relazione annuale di Auditel dal titolo “Globalizzazione, mercato, sistemi di misurazione: il ruolo dei JIC nel nuovo contesto mediatico”. Auditel è la società che raccoglie e pubblica i dati sull’ascolto televisivo italiano. Il presidente Andrea Imperiali ha presentato la relazione annuale sul settore in Parlamento.

Tv: palcoscenico di un mercato globalizzato

La TV è diventata centrale nel processo di trasformazione della società italiana in chiave digitale. “Un cambiamento rilevante – spiega Imperiali – che sta incidendo profondamente sulla fruizione e sui comportamenti di visione dei contenuti televisivi”. La fruizione dei media, infatti, e non solo nel nostro Paese, è sempre più polarizzata a livello generazionale: oggi il 70% dei giovani tra i 18 e 24 anni guarda attraverso i device digitali mentre quasi l’80% del tempo speso degli over 45 viene allocato sulla TV tradizionale.

  • il settore TV (con le sue tradizionali articolazioni news, broadcast e sport);
  • lo streaming (suddiviso in SVOD – Subscription Video On Demand – AVOD – Advertising Video On Demand – e FAST – Free Ad-Supported Television)
  • il digital (composto da social media e advertising);
  • i videogames (sempre più convergenti);
  • l’hardware (con i produttori di CTV e Smart TV);
  • il cinema (ovvero gli studios tradizionali).

La Tv in streaming complice l’innalzamento dei tassi di interesse, il ritorno dell’inflazione, la crisi dei consumi e l’esplosione della concorrenza ha subito un calo negli ultimi anni. “D’improvviso lo scenario competitivo è cambiato, facendosi ad un tempo più complicato e, se possibile, ancora più agguerrito” spiega il presidente di Auditel. La corsa agli abbonamenti si è ridotta e le quotazioni stellari degli OTT, trascinate dalla crisi di Wall Street, hanno subito una forte contrazione. Le aziende di streaming cercato tramite varie strategie di evitare la fuga di abbonati. Nonostante ciò comunque la Tv in streaming continua la sua scalata ad egemonizzare il mercato.

Un mercato, quindi, afferma Imperiali “già saldamente presidiato da veri e propri oligopolisti digitali globali, può registrare un ulteriore, preoccupante, consolidamento delle posizioni dominanti“.

La nuova misurazione Total Audience

In uno scenario così competitivo i sistemi di rilevazione delle audience devono esercitare un ruolo fondamentale. Cambiando la televisione, è cambiato perciò anche il modo di misurare i dati televisivi. Dall’anno scorso Auditel ha introdotto il sistema Total Audience, pensato e realizzato al servizio del mercato proprio per rispondere in maniera puntuale al mutato contesto tecnologico e alle mutate abitudini di consumo. Total Audience, rileva e misura i consumi cross piattaforma e cross device, “restituendo ogni giorno al mercato un quadro fedele e accurato di modalità di fruizione sempre più personalizzate e sempre più frammentate” ha spiegato Imperiali.

 

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