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Intelligenza artificiale: a Torino si prevede il rischio di aritmie

Intelligenza artificiale: a Torino si prevede il rischio di aritmie

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Prevedere chi incapperà in aritmie dopo un intervento di ablazione della fibrillazione atriale. Il tutto grazie a un’applicazione innovativa, che sfrutta l’intelligenza artificiale. 

La novità, importante anche in termini numerici dal momento che la fibrillazione atriale colpisce circa l’1-2% della popolazione nei Paesi occidentali, è già realtà a Torino, presso la Cardiologia universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute diretta da Gaetano Maria De Ferrari.

A descrivere questa applicazione – che consente di limitare l’intervento chirurgico ai pazienti che ne beneficeranno – è uno studio appena pubblicato su Europace. La fibrillazione atriale è la più comune aritmia cardiaca, la cui frequenza continua ad aumentare; colpisce una persona ogni 20 a 60 anni ed una ogni 10 dopo i 70 anni. Oltre ai farmaci, si può ricorrere ad un intervento di ablazione per curare l’aritmia.

L’ablazione transcatetere viene eseguita attraverso l’inguine del paziente (passando dalle vene femorali), e permette di applicare energia (radiofrequenza) per bruciare la porzione di cuore (atrio sinistro) dalla quale la aritmia si genera. Non sempre però l’ablazione ‘disinnesca’ l’aritmia, in particolare in pazienti con cuore ‘affaticato’ o aritmie di lunga data.

Prevedere la probabilità di successo dell’intervento consentirebbe di eseguire la procedura nei pazienti con ottima probabilità di successo evitando l’intervento in quelli in cui la previsione di successo sia bassa, ricordano dalle Molinette.

Purtroppo non esistono al momento metodi affidabili per prevedere il successo dell’ablazione. Per questo i cardiologi dell’ospedale Molinette hanno pensato di rivolgersi all’intelligenza artificiale, che in campo sanitario sta dimostrando di poter efficacemente aiutare il medico nella scelta della strategia migliore per il paziente.

Il sistema per predire le recidive di aritmia dopo un intervento di ablazione è stato sviluppato utilizzando il più grosso registro multicentrico europeo di ablazioni della Società Europea di Cardiologia.

Inserendo le caratteristiche specifiche del singolo paziente, il calcolatore (AFA-Recur) – che, grazie al supporto del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino risulta liberamente accessibile online –  è in grado di prevedere la probabilità di avere ancora aritmie dopo la procedura.

“Siamo estremamente soddisfatti di questo importante risultato. Ringraziamo la Società Europea di Cardiologia e tutti i colleghi dei Centri aritmologici europei coinvolti, con i quali abbiamo collaborato in questi lunghi mesi di lavoro”, spiega Matteo Anselmino, aritmologo dell’ospedale Molinette e professore associato presso il Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Torino, nonché coordinatore dello studio.

“L’intelligenza artificiale e il machine learning hanno il potenziale di rivoluzionare la normale pratica clinica, affiancando il medico a vari livelli dell’iter diagnostico e terapeutico. Ci auguriamo che questo strumento possa permettere ai cardiologi, che ogni giorno trattano numerosi pazienti affetti da fibrillazione atriale, di poter ulteriormente adattare le proprie strategie terapeutiche alle specifiche peculiarità di ogni singolo paziente” conclude Andrea Saglietto, progettista del sistema e studente del Dottorato nazionale in Intelligenza Artificiale (Area Salute e Scienza della Vita).

Fonte: Fortuneita.com

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