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Ecco la commessa di Fincantieri e Leonardo in ballo per la Colombia

Colombia interessata all’acquisto di jet da addestramento da Leonardo e corvette e sommergibili da Fincantieri. Nomi, dettagli, indiscrezioni e dubbi

Ecco la commessa di Fincantieri e Leonardo in ballo per la Colombia

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Da inizio settimana circolano sulla stampa resoconti secondo cui da settembre Bogotà stava trattando con Roma l’acquisto di prodotti da Fincantieri e da Leonardo. “A un certo punto in questa negoziazione sarebbe entrato, nel ruolo di intermediario, l’ex premier Massimo D’Alema” riferiva ieri Huffington Post Italia rilanciando indiscrezioni del quotidiano La Verità.

La notizia “nelle ultime ore è rimbalzata pubblicamente: prima su un sitoSassate, che si occupa di Difesa. E poi sul quotidiano La Verità, che ieri ha pubblicato in esclusiva anche l’audio dell’incontro tra D’Alema e gli emissari del governo colombiano. La trattativa era cominciata circa sei mesi fa e ha avuto un’accelerazione tra gennaio e febbraio”, riporta oggi Repubblica.

Ma è “saltata soltanto all’ultimo momento” rimarca Repubblica. “Il tentativo della cordata dalemiana inizia nel settembre scorso e finisce poche settimane fa”, sottolinea La Stampa. Mentre per il Fatto Quotidiano le trattative fra Colombia e società italiane non sono saltate.

Nello specifico, La Verità parla di “vendita al ministero della Difesa colombiano di 4 corvette Fcx30 e due sommergibili classe Trachinus prodotti da Fincantieri e di alcuni aerei M346 di Leonardo”.

Ecco tutti i dettagli sui prodotti di Fincantieri e Leonardo menzionati nella possibile vendita alla Colombia.

LE SMENTITE DI LEONARDO E FINCANTIERI

“Dopo lo scoop è stata una corsa a smentire più o meno ufficialmente. Per esempio, da Fincantieri ci hanno fatto sapere di non aver dato nessun incarico di brokeraggio, né firmato alcun accordo con la Colombia. Stesso discorso da Leonardo”, scrive il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.

Tutti i media citati individuano come oggetto della possibile commessa alcuni aerei M346 di Leonardo, due sommergibili e quattro corvette di Fincantieri. Esaminiamoli nel dettaglio.

LA PARTECIPAZIONE DI LEONARDO A EXPODEFENSA A BOGOTÀ

Proprio a Bogotà lo scorso novembre Leonardo ha partecipato a Expodefensa, tra i principali saloni dedicati alla difesa e alla sicurezza dell’America Latina.

In particolare, nello stand di Leonardo era presente proprio l’M-346 Fighter Attack (FA) — come riferisce la nota del gruppo — progettato per svolgere un’ampia gamma di missioni a costi inferiori rispetto ai caccia di prima linea.

Inoltre il gruppo capeggiato da Alessandro Profumo faceva sapere che a Bogotà ci sarebbero stati anche il velivolo multi-missione C-27J Spartan già scelto nell’area dalle Forze Aeree di Messico e Perù, l’ATR-72MP (Maritime Patrol), SEonSE (Smart Eyes on the SEas), la piattaforma geospaziale per la sicurezza marittima, realizzata da e-Geos e l’elicottero Aw139.

LE CARATTERISTICHE DELL’M-346

Tornando all’M-346, come si legge sul sito di Leonardo, si tratta del più avanzato velivolo a getto per l’addestramento dei piloti militari. Progettato per offrire “un’ampia capacità di formazione e garantire un’affidabilità a lungo termine”. Fulcro di un sistema d’addestramento “complesso e integrato, è già in servizio con le forze aeree di Italia, Repubblica di Singapore, Israele e Polonia”.

Si tratta di un velivolo bimotore e biposto, con comandi di volo e avionica completamente digitali, equipaggiato con un sistema di controllo di volo Fly-By-Wire con ridondanza quadrupla, un’ interfaccia uomo-macchina con display per la presentazione dati “a testa alta” (HUD – Head-up Display) e multifunzione (MFD), comandi di tipo HOTAS (Hands on Throttle And Stick) e funzionalità per la sicurezza volo come il PARS (Pilot Activated Attitude Recovery System).

“Grazie alle sue caratteristiche, tra cui l’integrazione del radar multi-modo di controllo del tiro di Leonardo Grifo M346, l’M-346FA è infatti in grado, mantenendo inalterate le sue caratteristiche di trainer avanzato, di essere utilizzato anche come velivolo tattico multiruolo, rappresentando di fatto un’opzione ideale per le esigenze di molte Forze Armate della regione” sottolineava Leonardo in occasione di Expodefensa.

I (POTENZIALI) CLIENTI DEL JET

Come riferiva a gennaio DefenseNews, “dell’M346 Leonardo ne ha già venduti 12 a Singapore, 16 alla Polonia e 30 a Israele. L’accordo con il Qatar porta il numero delle vendite a 82. Anche la Grecia acquisterà dieci jet come parte di un accordo con Israele per creare una propria scuola di volo. Leonardo ha anche venduto sei versioni di caccia leggeri del jet a un cliente sconosciuto, ritenuto essere il Turkmenistan. Anche la Nigeria ha espresso interesse, mentre Leonardo vede la Columbia come potenziale cliente”. Inoltre, anche l’Egitto è pronto ad acquistare 24 velivoli M-346 di Leonardo secondo quanto riportato a dicembre da Africa Intelligence.

LE CORVETTE FCX30 DI FINCANTIERI (PROPOSTE ALLA GRECIA)

Ritornando alla commessa colombiana, oltre i velivoli di Leonardo si parla di sommergibili e corvette prodotto dal colosso della cantieristica di Trieste capeggiato da Giuseppe Bono.

Ovvero si menzionano “quattro corvette Fcx30 di Fincantieri e due sommergibili classe Trachinus prodotti da Fincantieri”.

Come riportato dal quotidiano ellenico Ptisiastima a febbraio, nell’attuale proposta di Fincantieri per la futura fregata della Marina greca c’è il progetto FCX 30, ovvero una versione delle famose corvette classe Doha del Qatar.

E I SOMMERGIBILI TRACHINUS?

Infine, quali sono i sommergibili “trachinus” di Fincantieri? Non esistono.

Un analista esperto del comparto e che chiede l’anonimato dice a Start Magazine: “Non risulta alcun sottomarino Trachinus (Tracina) prodotto da Fincantieri. I sottomarini prodotti sono U212A in partnership con la Germania e gli U212 NFS di cui l’Italia ha la proprietà intellettuale che le permette in futuro di poterli vendere sul mercato. In catalogo Fincantieri ha ancora il progetto S1000 frutto della cooperazione con i Russi per un battello da esportazione di cui non è mai stato venduto un esemplare (ed al momento viste le sanzioni dubito che potrebbe essere resuscitato per questioni di diritti e royalties)”.

Quindi oltre alla vicenda intrigata della vendita, resta il dubbio anche sui mezzi militari prodotti da Fincantieri interessati.

LA VERSIONE DI D’ALEMA

«Io — ha detto D’Alema a Repubblica — ho cercato di dare una mano a imprese italiane per prendere una commessa importante. Ero stato contattato da personalità colombiane che si erano dette disposte a sostenere questa ipotesi. Evidentemente a qualcuno dava fastidio ed è intervenuto per impedirlo». D’Alema non ha compiti politici o istituzionali dal 2013. E lavora da tempo come consulente, con società internazionali. «Sia il governo sia l’ambasciata colombiana erano stati chiaramente avvertiti di tutto. Trovo incredibile — conclude — come sia facile reclutare in Italia qualcuno disponibile a danneggiare il nostro paese»

Fonte: Startmag.it

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