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Favara (FS): “In Italia serve un nuovo modello di logistica dal primo all’ultimo miglio”

Il manager delle Ferrovie dello Stato avverte: “L’obiettivo non è ‘spartirsi l’attuale’ ma allargare il perimetro complessivo di fatturato e valore aggiunto del settore”

Favara (FS): “In Italia serve un nuovo modello di logistica dal primo all’ultimo miglio”

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“Una fase storica simile all’attuale di sviluppo infrastrutturale per le ferrovie risale a quello che portò l’alta velocità, ma in quel caso si trattava di migliorare singoli segmenti, mentre oggi gli investimenti del PNRR abilitano lo sviluppo di tutti i territori e in particolare al Sud”.

Di questo è convinto Fabrizio Favara, Chief Strategy Officer di Ferrovie dello Stato, intervenuto alla seconda giornata del 6° Forum Internazionale di Conftrasporto-Confcommercio di Rima. Ne dà notizia Fs News che ha riportato alcuni passaggi significativi dell’intervento di Favara, alla luce degli ingenti investimenti contenuti nella Missione 3 del PNRR, pari a 24 miliardi di euro, da destinare al miglioramento dell’infrastruttura ferroviaria nazionale.

Favara ha premesso che il settore del trasporto deve ridurre complessivamente le sue emissioni di circa il 60%, l’autotrasporto merci su strada oggi, pur rappresentando il 5% dei veicoli complessivi circolanti, emette da solo il 25% del totale emissioni del settore del trasporto su gomma. Per ridurre le emissioni, la soluzione intermodale diventa strategica, come indicato dal PNRR.

“Più nello specifico, nel campo della logistica e del trasporto merci – ha continuato il manager FS – nel giro di un paio d’anni nell’ambito dei corridoi TEN-T, che rappresentano la parte infrastrutturale più rilevante in termini di traffico ferroviario, avremo il 64% delle linee adeguate a sagoma P/C80, avremo circa il 40% delle linee con modulo a 750 mt e l’80% dei chilometri sulla linea al massimo peso assiale consentito”.

Un esempio di infrastruttura che cambierà radicalmente nel giro di qualche anno – si legge ancora su Fs News – è rappresentato dagli investimenti per la dorsale adriatica per ridurre i tempi di percorrenza e aumentare la capacità di trasporto delle merci, nella logica della creazione di un secondo corridoio strategico, accanto a quello Tirrenico. Linea che al momento vede il passaggio di circa 60 treni merci giorno e che vedrà in futuro triplicare i movimenti.

Per garantire e massimizzare l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria in un servizio intermodale occorre anche rendere disponibili soluzioni tecnologiche e digitali che sappiano abilitare la cooperazione tra operatori del settore industriale, tra gestori degli hub intermodali, porti e terminal perché si faccia un salto verso gli obiettivi europei che prevedono la triplicazione della quota modale ferroviaria delle merci sulle percorrenze superiori ai 300 km entro il 2030.

“Dopo gli anni della profonda ristrutturazione industriale che ci ha però garantito oggi di poter guardare al futuro, per fare il salto verso gli obiettivi  che ci impone l’Europa – ha concluso  Favara – c’è bisogno di inaugurare una stagione di nuova cooperazione che coinvolga tutti per un nuovo modello di logistica dal primo all’ultimo miglio, dal punto di carico delle merci fino alla loro destinazione finale, chiaramente nell’ottica imprescindibile di garantire una gestione a valore per tutti gli attori della filiera. L’obiettivo non è “spartirsi l’attuale” ma sfruttare lo sviluppo infrastrutturale per allargare il perimetro complessivo di fatturato e valore aggiunto del settore della logistica nazionale, e in questo modo garantire al sistema Italia di diventare la porta di accesso dell’Europa e ai singoli operatori di costruirsi un percorso di creazione di valore sostenibile nel medio e lungo periodo”.

Nel suo intervento il presidente Conftrasporto Paolo Uggé ha detto che “occorre promuovere con determinazione l’intermodalità, soluzione già pronta per l’efficienza energetica e la sostenibilità dei trasporti e della logistica – potenziando i nodi logistici (porti, interporti, terminal, raccordi ferroviari privati) e rendendo strutturali gli incentivi al trasporto combinato marittimo e ferroviario e lo sconto traccia per l’accesso alla rete”.

L’investimento su porti e interporti, la dorsale adriatica, il rinnovo delle flotte di TPL, i centri intermodali, insieme al Cismi Centro per l’innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità, previsto nel decreto legge Infrastrutture e trasporti sono pezzi di un puzzle – ha spiegato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini – che si vanno, forse, componendo. Il 2022 sarà un anno cruciale”.

Fonte: Shipmag

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