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Salone del Mobile 2024: vicino al sold out

Intervista a Maria Porro, presidente del Salone Internazionale del Mobile alla vigilia del tour promozionale di tre mesi all’estero. Non mancano le novità: le aziende degli elettrodomestici da incasso integrate nei padiglioni Eurocucina, già in overbooking

Salone del Mobile 2024: vicino al sold out

Fonte: Firstonline.info Dal 16 al 21 aprile 2024, Fiera Milano Rho. Segnatevi queste date perché la sessantaduesima edizione del Salone Internazion

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Fonte: Firstonline.info

Dal 16 al 21 aprile 2024, Fiera Milano Rho. Segnatevi queste date perché la sessantaduesima edizione del Salone Internazionale del Mobile con Eurocucina, Salone del bagno e dei complementi d’arredo, sarà un’edizione particolarmente “unica”, dopo quella dell’anno scorso completamente rinnovata nella sua piattaforma espositiva. Abbiamo chiesto a Maria Porro, presidente del Salone del Mobile di qualche informazione sull’evento, in attesa della presentazione ufficiale di tutto il ricco programma. Da mesi, infatti, gli operatori che ruotano intorno al mondo del design, dell’arredamento e delle attrezzature degli spazi residenziali, di lavoro, di svago, intorno all’arredo outdoor e indoor, della cucina e del bagno e dei complementi d’arredo sono impegnati a prepararsi per l’evento. L’intero mondo del progetto e del costruito “vale”, a livello globale, decine e decine di miliardi di euro. Nel 2022, il mercato globale dei mobili è stato infatti valutato a 677,09 miliardi di dollari e si prevede che crescerà a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 5,9% dal 2023 al 2030.

Non è un’esagerazione: una buona fetta di questo mercato è fortemente influenzato da ciò che si vedrà a Milano. Da quello che il Salone decreterà come tendenze dell’abitare per tutti gli spazi e non soltanto quelli domestici, dipenderanno le strategie di progettisti, costruttori, operatori del real estate e rivenditori di tutto il mondo. Anche perché come un rullo compressore, il Coronavirus e il Salone hanno fatto chiudere o ridimensionare non poche fiere del settore di tutti continenti. Va inoltre notato che il grande successo del Salone ha fortemente decretato negli ultimi anni il successo delle altre fiere italiane collegate al mondo del progetto, dal Cersaie e dal Saie di Bologna, a Host di Milano, dal Sicam (l’indotto del legno e del mobile) di Pordenone a Progetto Fuoco di Verona, che sono diventate riferimenti internazionali dei loro settori.
Quest’anno gli organizzatori hanno potenziato la piattaforma editoriale del Salone che ha registrato ogni semestre oltre 1 milione di utenti, 450mila interazioni; è ancora presto per conoscere quali eventi e quali contenuti avranno gli eventi culturali e promozionali ma già girano voci che l’intera superficie, tutta al piano terra, della Fiera di Rho stia per essere saturata. La presidente Maria Porro aveva intensamente lavorato insieme all’équipe della Fiera attraverso 2.300 interviste e tavoli tematici per mettere a punto, per l’edizione del 2023, il “nuovo” Salone: unico livello espositivo, contenuti culturali interdisciplinari, distribuzione ad anello per Euroluce e altro ancora.
Un compito decisamente difficile ma che ha avuto un esito molto positivo riassumibile in alcuni dati: 307.418 le presenze, con un +15% rispetto al 2022, 65% di buyer e operatori di settore provenienti dall’estero. La Cina è tornata a essere il primo Paese dopo l’Italia, seguita da Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna con Brasile e India a pari merito. Oltre 5.400 i giornalisti accreditati, il 47% dei quali provenienti dall’estero. Alla prossima edizione, al posto di Euroluce ci sarà l’altra biennale del Salone, Euroluce, che non potendo essere riorganizzata secondo la distribuzione ad anello, si svilupperà secondo un nuovo display.

Quanto pesano sul Salone del Mobile la guerra Russia-Ucraina, il conflitto in Medio Oriente e il rallentamento dell’economia e del commercio internazionali?

“Certo il rallentamento c’è, soprattutto per quanto riguarda le nostre esportazioni in Usa e in Cina, e in Cina in particolare ha influito la crisi immobiliare dei due giganti del mercato che ha fatto registrare una flessione della domanda di mobili. Ci sono problemi anche per gli Emirati arabi e per l’Egitto che stavano ripartendo…Ma il Salone proprio in un periodo come questo riafferma il suo ruolo di punto di riferimento mondiale. Abbiamo riconfermato la formula varata l’anno scorso, un piano espositivo unico, eventi culturali e qualità. Siamo davvero vicini al sold out che è ormai stato raggiunto da Eurocucina che è overbooking”.

Una conferma della formula che, lo avevamo sottolineato, ha incontrato molte critiche. Cosa è successo?

“Che si è rivelato un vantaggio per i produttori italiani. A differenza del periodo del Covid che aveva generato una diffusa incertezza che aveva frenato le previsioni e gli investimenti, il Salone è invece sentito come un porto sicuro per avere una visione del mercato e per preparare i budget aziendali. Direi che più che parlare di rallentamenti, c’è una certa incertezza nel mondo, mentre Milano rappresenta un punto di partenza sicuro, accessibile, con quella atmosfera di euforia che rappresenta la base migliore per gli affari. Stiamo partendo per un grande tour di ben tre mesi di promozione insieme a Federlegno e all’ICE, in tutta Europa, in Usa e in Cina. Si comincia il 7 novembre a Shanghai con una installazione straordinaria e poi a Miami. Due grandi eventi per raccontare il Salone e il made in Italy questa volta non alla stampa soltanto ma anche ai progettisti, agli operatori”.

La formula molto particolare della biennale Euroluce che vedeva insieme eventi diffusi, stand, installazioni spettacolari verrà applicata anche per altri settori? Come saranno Eurocucina e FTK?

“Vedrete una grande novità. Finalmente le aziende del settore degli elettrodomestici built-in saranno integrate nei padiglioni di Eurocucina con un’operazione di osmosi che metterà insieme mobili e apparecchi come accade nella realtà. Anche dai padiglioni dell’arredo bagno arriverà un nuovo messaggio: racconteremo l’impegno in sostenibilità della filiera sia rispetto a quanto la progettazione del prodotto (ad esempio rubinetto) possa fare per contribuire ad abbattere il consumo idrico così come l’importanza di innovare i processi produttivi per ridurne l’impatto ambientale (es. processo cromature)”.

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