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“Il tutto è più della somma delle parti” di Alessandro Cerboni e Pierluigi Sabatini

“Il tutto è più della somma delle parti” di Alessandro Cerboni  e Pierluigi Sabatini

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I temi di compliance sono sempre più all’attenzione delle imprese e dei vertici aziendali, la cronaca ci mostra sempre continue violazioni di norme che possono far chiudere un’impresa molti parla quindi di compliance e i testi in materia che consentano di comprenderla sono ancora pochi. Il libro che portiamo all’attenzione è nato come strumento per introdurre nuove metodiche ed elementi disciplinari alla dottrina della compliance, ma proprio per le implicazione ha una valenza molto pi ampio dato che le discipline introdotte per la compliance finiscono per avere un ruolo chiave nella governance e nella gestione degli aggregati sociali.
Se la Compliance è definita in senso ampio come il rispetto di requisiti normativi e legali, le implicazioni e il suo ambito di applicazione è di portata vasta e trasversale a tutti gli aspetti che caratterizzano il funzionamento di una organizzazione, un’impresa ma anche un qualsiasi aggregato sociale di qualsiasi dimensione.
Per sua trasversalità può comprendere tutti gli aspetti delle attività, non solo gli aspetti quali gli affari legali, le risorse umane, i processi aziendali, la contabilità, ila fiscalità e l’ambiente, la finanza ma anche la strategia, la governance e i sistemi d’intelligence strategica a supporto allo strategic foresight.
Testi che trattano di compliance in Italia ci sono ma si limitano a descrivere ad alcuni ambiti normativi ma sono sostanzialmente delle spiegazioni più o meno ampliate di temi di alcune leggi, più spesso del D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità delle persone giuridiche, argomento ampio ma che è solo una parte del sistema della compliance, oltre a pochi altri ambiti normativi di carattere generale.
Solitamente sono scritti da legali o esperti legali che discettano degli articoli della legge o danno indicazioni semplicistiche delle modalità di valutazione dei processi operativi con criteri scontati e semplicistici di valutazione del “rischio di compliance”. Per il resto trattano una sorta di narrazione e parafrasi del testo giuridico.
Testi certamente non errati nei loro contenuti ma che non danno alcuna indicazione di cosa sia realmente la compliance, forniscono solo una indicazione e particolaristica e riduzionistica dell’argomento oltretutto molto ansiolitica ma poco pratica e sempre riferita alla persona singola.
Nel testo di Cerboni invece si analizza cosa sia un aggregato di persone quali sono una organizzazione, un’impresa o una qualsiasi persona giuridica o collettiva e si analizza come questa sia di fatto un sistema complesso dinamico dove le persone sono gli agenti che interagiscono tra loro all’interno e con l’esterno. Essendo esseri umani sono dotati di razionalità limitata come ormai gli studi di neurologia comportamentale ha ampiamente dimostrato. Qualsiasi sistema normativo, tanto per le norme mandatorie (leggi nazionali, internazionali, e altro) o volontarie (norme e prassi come le SO, le UNI, BSD, altre di settore etc.) cui deve sottostare una persona giuridica o questo sistema complesso dinamico devono essere soddisfatte come ente collettivo complessivo e non è tanto il comportamento dei singoli che si devono esaminare come aggregato. Come tutti i sistemi complessi dinamici il comportamento è qualcosa che auto emerge dall’insieme delle interazioni dei suoi componenti o agenti. Ecco perché i testi che son stati scritti sino a oggi sono imprecisi dato che si rivolgono al singolo individuo e lo considerano come un essere dotato di razionalità assoluta enucleandolo dell’insieme delle interazioni fra i vari componenti il sistema.
a cura di Alessandro Cerboni

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