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Il desiderio di morire a discapito della vita

Il desiderio di morire a discapito della vita

Il tabù della violenza
Il dolore è la prigione dell’ oscurità
Sonreìr a la vida

Lo specchio ci fa vedere quello che vogliamo vedere, ma non ci fa guardare quello che non riusciamo a vedere senza i nostri occhi, perché ci concentriamo solo su quello gli altri vogliono indurci a pensare, senza vedere con noi stessi quello che siamo in grado di essere.
E per questo che a volte usiamo l’autodistruzione per farci del male perché così speriamo in questo modo, di  stare meglio anche, soltanto per un attimo, provare l’ ebrezza, come se il dolore fosse improvvisamente sparito, perché facendoci del male non sentiamo più nulla e quelle sofferenze, che continuano ad arrovellare nel nostro cervello e il desiderio della morte ci sembra l’ unica soluzione possibile per cancellare tutto quell’ odio che proviamo verso noi stessi e che ci ha distrutto la vita.

Sembra l’unica via d’ uscita più facile perché, per un istante non pensiamo in modo lucido perché tutte quelle cicatrici se strofinate fanno male e non riescono a guarire, perché continuano ancora a sanguinare, più ci facciamo e più siamo felici e ci sentiamo per un istante un pochino meglio con noi stessi, perché l’ autodistruzione sembra la via facile, ma per chi non capisce la situazione non riesce a comprendere il perché di tali gesti e per questo per le altre persone noi sembriamo dei pazzi, perché quel dolore non riesce a sparire e finisce per danneggiarci, fino a un punto in cui, non riusciamo più ad accettare nulla, perché siamo stati talmente male, che le sofferenze si intrappolano dentro di noi e non riusciamo a liberarci di esse, come se ci sentissimo chiusi in una prigione dalla quale, non riusciamo più ad uscire.

Dunque, il desiderio di morire diventa sempre pi forte, perché quella voce dentro la nostra testa continuerà a dirci che non valiamo nulla e ci sembra di non avere alcuno scopo nella vita, può trattarsi di qualcosa di temporaneo ma può anche, distruggere la nostra vita per sempre.

A cura di Monica e Tiziana Origgi

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