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La vergogna dell’ Irlanda

La vergogna dell’ Irlanda

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La Chiesa cattolica nella storia ha sempre commessi soprusi nei confronti delle persone.

In Irlanda negli anni ’50 erano vietato avere figli fuori dal matrimonio, perché veniva considerato peccato.

Mary Collins ex membro della Commissione Pontificia per la protezione dei minori ha ammesso, che le ragazze, che partorivano fuori dal matrimonio rappresentavano la denigrazione e la condanna della Chiesa Cattolica.

La Chiesa ha permesso queste atrocità e non si è guardata indietro nel trattare in quel modo, quelle ragazze, che non avevano nessuna colpa.

In Irlanda, infatti ritenendo per la Chiesa un peccato atroce, decine di migliaia di bambini vennero spediti e addottati da famiglie negli Stati Uniti, facendo in questo modo guadagnare ingenti quantità di denaro ai mediatori di questi traffici.

Le madri non dovevano rivendicare nessun diritto nei confronti dei bambini, accettando di non cercarli mai più, perché questo serviva per il loro benessere.

Questa storia è emersa grazie, alla testimonianza di una di quelle ragazze di nome Philomena, anni dopo, anche grazie al ritrovamento di numerosi corpicini di bambini seppelliti in fosse comuni, scoperti vicino ai conventi religiosi.

Philomena, quando rimase incinta era poco più che una ragazzina, che venne rinchiusa in un convento per poter espiare la sua colpa di essere rimasta incinta prima del matrimonio. Per tre darà alla luce Anthony e  si occuperà di lui, tra quelle mura fino a quando, le suore lo danno in adozione, dietro un importante compenso alla facoltosa famiglia americana, perché questo, secondo la Chiesa rappresentava il peccato.

Il figlio tentò di cercare la sua vera madre, ma gli archivi del convento vennero bruciati. Quando scoprì la sua identità il figlio era già morto di AIDS.

La sua storia è stata raccontata in un libro scritto da un noto giornalista Martin Sixsmith. 

La Chiesa è colpevole di ciò che ha fatto, perché non si toglie un figlio a una madre, giustificando la morale cattolica espletata per anni da suore di diversi ordini religiosi.

A cura di Monica e Tiziana Origgi

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