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Siglato il nuovo contratto di Sicurezza e Difesa

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Dopo nove anni di blocco dei contratti, nella notte è stato sottoscritto al Ministero della Funzione pubblica l’accordo negoziale riguardante le Forze armate, di sicurezza e di polizia. L’accordo è stato siglato alla presenza dei ministri competenti: Minniti per gli Interni, Madia per la Funzione pubblica, Pinotti per la Difesa, Orlando per la Giustizia; il sottosegretario Baretta per l’Economia e il sottosegretario Rughetti che ha la delega dal Governo alla trattativa.

Il  ministro della Funzione pubblica Marianna Madia, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha detto: “Erano 9 anni che non si faceva un contratto, credo sia un risultato molto importante. Si tratta di aumenti a regime, non una tantum: si va da 125 euro circa al mese per le forze armate e 132 per la polizia. A questo si aggiungono gli arretrati che arriveranno non appena i tempi tecnici lo permetteranno: circa 556 euro per la polizia e 517 per le forze armate”. Dopo quelli per il comparto sicurezza e difesa “stiamo andando avanti con gli altri 3 contratti che mancano. Ci sono le condizioni per rinnovare il contratto a tutti i dipendenti pubblici, che sono tre milioni e trecentomila”.

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti ha detto che il rinnovo del contratto per militari e forze di polizia è “il più imponente sforzo di carattere strutturale fatto per il comparto da quando esiste. E’ doveroso e giusto che l’Italia sia vicino a chi in questi anni ha garantito la sicurezza delle nostre vite con sacrificio e dedizione. Bisogna dimostrarlo con atti concreti che sono giunti”.

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha detto che il rinnovo del contratto per il comparto sicurezza e difesa è “un risultato molto importante. Il Governo ha scelto di avere particolare attenzione per gli operatori della sicurezza cui abbiamo chiesto molto, penso alle missioni internazionali, ma anche a quelli impegnati in Patria in anni che hanno visto crescere il rischio terrorismo”. “Abbiamo chiesto impegni eccezionali e abbiamo avuto risposte eccezionali. Ci sembrava importante quindi lavorare per dare un riconoscimento economico al personale in divisa”.

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