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Confindustria, crescita economica troppo debole

Confindustria, crescita economica troppo debole

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Confindustria. L’ Italia accelera, il I trim. supera le attese

La Confindustria esprime una forte preoccupazione sulla ripresa economica. L’incertezza politica vissuta quotidianamente influenza negativamente quel percorso virtuoso di una robusta crescita del PIL.

La stabilità politica è un deciso rafforzamento per l’economia perché favorisce la credibilità a livello internazionale con la quale assicurare ottimi scambi economici.

Il debito pubblico italiano deve diminuire nei prossimi mesi altrimenti c’è il rischio di un’esposizione troppo critica del Paese. Per accelerare questo trend è necessaria una crescita economica costante. La critica di Confindustria è determinata: serve la stabilità politica.

Se leggiamo la congiuntura flash pubblicata proprio dalla Confindustria osserviamo il PIL italiano con un aumento decisamente poco dinamico nel primo trimestre 2017, dopo il +0,2% nel quarto 2016 e il +0,3% nel terzo. Il Centro studi degli industriali vuole sottolineare proprio il ritmo eccessivamente lento il quale resta inesorabilmente inferiore a quello registrato nell’Eurozona.

Le previsioni invernali della Commissione europea fotografano la posizione critica italiana rispetto al resto dei Paesi europei, seppure in un clima di leggero miglioramento delle stime per il futuro.

Il grave ritardo dell’Italia si confronta con quello che Confindustria continua a definire uno “scenario mondiale molto favorevole: si è fatta ancora più elevata la dinamica dell’attività produttiva e degli scambi internazionali”.

Il quadro fortemente instabile della politica italiana diventa ancora più preoccupante nel panorama europeo quando si svolgeranno le prossime elezioni politiche in Francia, ponendo l’Europa di fronte a un bivio decisivo: dall’esito delle urne – scrive il Centro studi – “può concretizzarsi una combinazione che configuri per la moneta unica europea una decisa svolta, in un senso o nell’altro; campagne in corso e risultati si influenzano reciprocamente”.

È bene ricordare che tutta la zona della divisa comune riesce a incassare un ritmo di crescita davvero “sorprendente” (vicino al +2% annuo) e consolida le sue posizioni economiche con il ritrovato traino della coppia Germania-Francia. L’Italia “sfrutta bene il più robusto traino esterno ma resta sempre il fanalino di coda con una crescita inadeguata.

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