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La petizione popolare web anti-Brexit supera 3 milioni di firme

La petizione popolare web anti-Brexit supera 3 milioni di firme

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Ha sfondato la soglia dei 3 milioni di firme la petizione per chiedere un nuovo referendum sulla Brexit in Inghilterra e continua a raccogliere adesioni, diventando un grosso problema per il premier (dimissionario) David Cameron. La quota 3 milioni è stata raggiunta in mattinata, in una evidente corsa alla sottoscrizione scattata con la vittoria del Leave alla consultazione del 23 giugno.

Poco dopo l’annuncio dell’esito della consultazione popolare del 23 giugno, un cittadino britannico, William Oliver Healey, ha lanciato la richiesta sul sito web istituzionale che raccoglie le petizioni indirizzate a parlamento e governo. La petizione chiede di applicare una regola secondo cui se un referendum ha avuto un’affluenza inferiore al 75% e un risultato sotto il 60% di voti di approvazione, è possibile convocare una nuova consultazione sullo stesso quesito. La richiesta può essere firmata per sei mesi, ma le sottoscrizioni aumentano a tale ritmo che basterà molto meno per porre un concreto problema al governo. Sulla pagina web https://petition.parliament.uk/petitions/131215 si può visualizzare la mappa del ‘recount’, della richiesta di nuovo voto: l’epicentro è chiaramente Londra, e la cartina delle firme anti-Brexit si allarga, disegnando una sorta di grande ellissi, verso Ovest, Nord e anche Sud. Con il passare delle ore, compaiono nuove concentrazioni di firme lontano dalla capitale. Con interessanti zone dove ha vinto nettamente il Leave, come in Cornovaglia. Basta aggiornare la visualizzazione della pagina web per vedere il conteggio aumentare senza sosta. Servono solo 100mila firme per imporre un dibattito parlamentare, ma le dimensioni della richiesta pongono innanzitutto un interrogativo: per la Brexit hanno votato 17,4 millioni di elettori. Cosa accade se altrettanti chiedono la ripetizione del voto? Chiede la stampa britannica

Intanto anche molti “expat”, i residenti all’estero, invocano un nuovo referendum, sostenendo di essersi registrati per votare, ma di non aver ricevuto mai il materiale postale per farlo. Si tratta di centinaia, non milioni, ma sono un’altra voce che si leva per tornare alle urne, ipotizzando un risultato completamente diverso dalla Brexit. 

fonte askanews

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