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La carta, l’ultimo baluardo di fisicità per le banche

Non più uno strumento di pagamento, ma una leva di marketing che consente tanto all’Istituto quanto al suo cliente di comunicare chi sia: attento all’ambiente che usa plastiche raccolte negli ocean

La carta, l’ultimo baluardo di fisicità per le banche

Fonte: Huffpost.it Negli ultimi anni abbiamo visto molti business spostarsi dal mondo fisico a quello digitale. Molti prodotti sono diventati dei s

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Fonte: Huffpost.it
Negli ultimi anni abbiamo visto molti business spostarsi dal mondo fisico a quello digitale. Molti prodotti sono diventati dei servizi.
Penso alle Telco, se nei primi anni duemila avessi chiesto a qualcuno “che cellulare hai?” mi avrebbero risposto “TIM” o “Omnitel” (oggi Vodafone, ndr). Questo perché a quei tempi erano gli operatori che distribuivano i telefoni cellulari anche con il proprio brand. Oggi chi sia il nostro operatore ci importa un po’ meno, l’importante che ci garantisca a un buon prezzo, ottima copertura di rete, minuti e connessione dati illimitati. Con l’uscita dell’iPhone 15 addirittura ci si aspettava, poi non è avvenuto, una doppia eSIM e nessuno spazio per una SIM fisica. Insomma, sembra esserci meno coinvolgimento emotivo nella scelta del proprio operatore mobile a vantaggio della polarizzazione tra fan di Apple o di Google che oggi sembrano tifoserie degne di quelle dell’Inter o del Milan.
Cosa sta avvenendo nelle banche? La progressiva chiusura delle filiali, la scomparsa delle vetrine e delle insegne che brillavano spesso nei palazzi più belli delle nostre città (frutto di un processo di “valorizzazione” del patrimonio immobiliare a vantaggio di risultati reddituali nel breve termine), ci sta portando a disaffezionarsi dal legame con la propria banca. Anche il gestore, un tempo amico e confidente, oggi sempre più spesso è sostituito da un call center. Sicuramente la competizione è passata su di un altro piano. Le Banche sono diventate delle “Tech Company”. ING dichiara di avere come punto di riferimento per il suo nuovo modello organizzativo quello di Google, Netflix o Spotify. La User Experience è diventata un’ossessione: un cliente di una banca dovrebbe avere lo stesso livello di servizio nella fruizione di servizi bancari di quello che avrebbe con Booking per acquistare viaggi o con Uber per servizi di mobilità.
Siamo lontani dai tempi in cui gli impiegati di banca sfoggiavano, fieri, la spilletta del proprio Istituto nell’occhiello della giacca. Cosa resta allora? Come dimostriamo la nostra appartenenza a un club? La carta fisica, che sia di debito, credito o prepagata, probabilmente resta l’ultimo baluardo di fisicità di un prodotto ormai diventato servizio. Se le carte virtuali ormai sono un “must-to-have” nell’offerta di qualunque banca tradizionale o fintech, la carta fisica inizia a cambiare il suo ruolo di mero strumento di pagamento. Se è vero che il processo in cui pagare con la carta “virtualizzata” nel proprio smartphone non sembra essere qualcosa da cui si possa più tornare indietro, c’è un’eccezione. Ci sono banche che hanno iniziato a puntare sulla carta come un oggetto da sfoggiare. Materiali prestigiosi, metallo, addirittura placcate in platino (pacchetto Ultra di Revolut). Ogni carta comunica quale sia il pacchetto di servizi ad essa associato: coperture assicurative, accessi alle lounge aeroportuali e servizi di concierge dedicati 24 ore su 24. La formula è valida tanto per le banche tradizionali come Intesa Sanpaolo (con la sua Carta Exclusive) quanto per le challenger come Revolut che offrono molteplici carte tra fisiche, virtuali e digitali e permettono anche di personalizzare la carta con emoji, frasi o disegni.
Ho chiesto a Ignacio Zunzunegui, Head of Growth Southern Europe di Revolut, quale sia per loro il ruolo della Carta e mi ha risposto così: “Con Revolut il concetto di carta ha subito un’evoluzione significativa. Non solo offriamo materiali e colori diversi e un livello di personalizzazione probabilmente unico, ma negli anni abbiamo insegnato al cliente a gestire la sua carta in modo nuovo: innanzitutto ogni conto puó avere più carte in modo da poterle differenziare in base all’uso, inoltre offriamo le carte virtuali usa e getta per uno shopping online ancora più sicuro, la possibilità di bloccarle e sbloccarle con un tocco dal telefono, di riceverne di nuove ovunque nel mondo in caso di emergenza e molto altro. La carta diventa quindi un oggetto più bello ma anche più vicino alle necessità di oggi”.
Sembra di essere tornati ai tempi in cui si collezionavano le schede telefoniche come monete o francobolli. Tutti sono a caccia della più rara, della più esclusiva o quella che ci identifica maggiormente.

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