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Citi: ecco chi tra le banche italiane avrà la migliore redditività al 2024 se fusa

Citi ha simulato più fusioni tra le banche italiane. Con un merger Unicredit-Mps-Banco Bpm il beneficio fiscale sulle Dta è atteso pari all'1,1%, il Cet1 ratio al 13,8%, il Rote al 2024 al 7,3% con una creazione di valore a livello di utile per azione per l'acquirente del 17%. Bper-Mps? Cet1 ratio all'11,4% e Rote al 2024 all'8,1% con una creazione di valore del 18%. Buy Intesa, Mediobanca e Fineco

Citi: ecco chi tra le banche italiane avrà la migliore redditività al 2024 se fusa

I risultati del primo trimestre 2021 delle banche italiane hanno mostrato ricavi migliori (fee/trading) e accantonamenti inferiori rispetto alle aspet

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I risultati del primo trimestre 2021 delle banche italiane hanno mostrato ricavi migliori (fee/trading) e accantonamenti inferiori rispetto alle aspettative, secondo un’analisi di Citi. Anche il capitale è stato migliore rispetto alle aspettative, in gran parte guidato dal trend degli asset ponderati per il rischio (Rwa).

Al contempo, ha proseguito Citi, la qualità del credito è ancora resiliente e sono arrivati commenti costruttivi sulla scadenza delle moratorie, “ma rimane una certa incertezza sullo sviluppo macroeconomico”, ha avvertito la banca d’affari. Il mercato è incentrato sul trend del margine di interesse (net interest income) e delle commissioni, sul potenziale del rendimento del capitale e sulle operazioni di fusione e acquisizione nel comparto, nonché sulla strategia dei nuovi management ( Unicredit e Bper Banca). Il mercato, peraltro, ha reagito meglio ai risultati di Unicredit, ha osservato Citi.

In media, ha precisato la banca d’affari, il margine di interesse è diminuito del 4% su base trimestrale, influenzato dall’effetto calendario, dal calo dello spread sui prestiti garantiti dallo Stato (meno Banco Bpm) e dalle cessioni di Npl. Le banche italiane hanno anche indicato un aumento nell’adozione delle operazioni Tltro, con una ripresa del margine di interesse nei prossimi trimestri. Le commissioni sono state migliori del previsto per la maggior parte delle banche, soprattutto per Mediobanca, Unicredit e Banco Bpm, in parte guidate dalla ripresa dei flussi di asset under management, e si prevede che continueranno a sostenere i ricavi quest’anno.

Citi ha pure notato che non ci sono ancora segni di deterioramento della qualità del credito che rimane resiliente, “ma questa rimane la principale incertezza sulla redditività per il 2021 e il 2022. Il costo del rischio è stato in media pari a 44 punti base, in gran parte migliore rispetto alle aspettative, con diverse banche che hanno abbassato la loro previsione sul costo del rischio per quest’anno. I crediti deteriorati totali lordi sono aumentati del 2% su base trimestrale, principalmente a causa dell’effetto una tantum della nuova definizione di default, con il rapporto dei crediti deteriorati al 5,2%, sostanzialmente stabile trimestre su trimestre ex M&A, e una copertura stabile al 53% circa. Inoltre, le banche non hanno indicato alcun aumento dei flussi di crediti deteriorati organici, le moratorie non mostrano ancora un forte deterioramento e una diminuzione, ma rimangono le principali incertezze”, ha spiegato Citi.

Quanto al contesto politico italiano è favorevole: l’aumento del lancio dei vaccini e la ripresa macroeconomica sono di supporto e si è ancora nelle prime fasi iniziali per vedere aumentare gli Npl, data l’estensione delle misure di sostegno da parte del governo. Tanto che Moody’s, ha ricordato Citi, ha recentemente migliorato l’outlook sulle banche italiane a stabile, riflettendo un miglior contesto capitale/debito sovrano/macro.

E in ogni caso le banche italiane hanno dimostrato di avere un capitale solido con un Cet1 fully loaded migliore rispetto alle aspettative, in media a circa il 14,1%, con un aumento organico trimestre su trimestre per la maggior parte degli istituti di credito (ex Bper Banca per M&A e Banco Bpm per la regolamentazione). Unicredit e Mediobanca hanno il livello di capitale più alto: 6,9% e 6,7%, rispettivamente. I venti contrari normativi arriveranno nei trimestri successivi: Unicredit meno di 140bp, intesa Sanpaolo circa 30bp, Banco Bpm circa 20-25bp. Le banche hanno ribadito le precedenti indicazioni di rendimento del capitale e sono concentrate sull’M&A.

In effetti il mercato è in attesa di potenziali sviluppi in campo M&A, visto anche l’arrivo di nuovi management. In quest’ottica Citi ha aggiornato la sua simulazione M&A: Unicredit fusa con Banco Bpm può ottenere un beneficio fiscale sulle Dta dello 0,7%, raggiungere un Cet1 ratio del 14,2%, un buffer MDA del 5,2%, un Rote (è un indicatore che misura la redditività operativa di una banca) al 2024 del 6,9% e una creazione di valore a livello di utile per azione per l’acquirente dell’11%, scontando sinergie basate sulla media storica (sinergie di costo al 25% circa dei costi target e sinergie a livello di ricavi al 5% circa dei ricavi target).

In caso, invece, di fusione Unicredit- Mps il beneficio fiscale sulle Dta è atteso pari allo 0,5%, il Cet1 ratio al 13,5%, il buffer MDA al 4,5%, il Rote al 2024 al 6,8% con una creazione di valore a livello di utile per azione per l’acquirente sempre dell’11%. Mentre con una fusione Unicredit- Mps- Banco Bpm il beneficio fiscale sulle Dta è atteso pari all’1,1%, il Cet1 ratio al 13,8%, il buffer MDA al 4,8%, il Rote al 2024 al 7,3% con una creazione di valore a livello di utile per azione per l’acquirente del 17%.

Con un merger Unicredit- Mediobanca il beneficio fiscale sulle Dta è atteso pari allo 0,2%, il Cet1 ratio al 14,2%, il buffer MDA al 5,2%, il Rote al 2024 al 6,5% con una creazione di valore a livello di utile per azione per l’acquirente del -14%. Quanto a un’eventuale integrazione Unicredit- Bper, il beneficio fiscale sulle Dta è atteso pari allo 0,5%, il Cet1 ratio al 14,2%, il buffer MDA al 5,2%, il Rote al 2024 al 7% con una creazione di valore a livello di utile per azione per l’acquirente del 10%.

Non si può tralasciare una potenziale fusione Banco Bpm, in questo caso il beneficio fiscale sulle Dta è atteso pari allo 0,8%, il Cet1 ratio al 13,2%, il buffer MDA al 4,8%, il Rote al 2024 al 7,1% con una creazione di valore a livello di utile per azione per l’acquirente del 37%. Infine, nel caso di integrazione tra Bper e Mps, il beneficio fiscale sulle Dta è atteso pari all’1,8%, il Cet1 ratio all’11,4%, il buffer MDA al 3,2%, il Rote al 2024 all’8,1% con una creazione di valore a livello di utile per azione per l’acquirente del 18%.

A livello di investimenti, le prime scelte di Citi nel settore bancario italiano sono Intesa Sanpaolo (rating buy e target price a 2,80 euro) e Mediobanca (rating buy e target price a 11 euro) vista la loro maggior redditività, il modello di business differenziato e il capitale solido. La banca d’affari consiglia anche l’acquisto di FinecoBank (target price a 16 euro) per la sua strategia di trasformazione e Banca Mediolanum (target price a 8,6 euro). “Abbiamo un catalyst watch positivo su Unicredit (rating neutral e target price a 10,70 euro, ndr), dato l’elevato eccesso di capitale e le nuove iniziative del management, in attesa di un nuovo piano e di chiarezza sull’M&A. Per le tre banche a media capitalizzazione, l’M&A è l’obiettivo principale”, ha concluso Citi.

Fonte: www.milanofinanza.it

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