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Consoli. A Pasqua 2014 riunione ad Arezzo con i vertici di Veneto Banca

Consoli. A Pasqua 2014 riunione ad Arezzo con i vertici di Veneto Banca

L'ex ad di Veneto Banca Vincenzo Consoli, in audizione alla Commissione sulle banche, ha spiegato come il presidente di Veneto Banca Flavio Trinca con

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L’ex ad di Veneto Banca Vincenzo Consoli, in audizione alla Commissione sulle banche, ha spiegato come il presidente di Veneto Banca Flavio Trinca conoscesse l’allora presidente di Etruria Giuseppe Fornasari “perchè avevano militato nello stesso partito (la Dc) e mi disse andiamo ad Arezzo a cercare di capire, può darsi che ci sia anche il ministro Boschi, non ne siamo certi”. “Una volta ad Arezzo, il presidente ci portò a casa di Pier Luigi Boschi (vicepresidente dell’istituto) e ad un certo punto arrivò anche il ministro Boschi la quale ci salutò, stette con noi un quarto d’ora nel quale non proferì parole dopo di che si alzò e se ne andò”. “Credo che fosse la Pasqua del 2014”. La riunione avvenne “perchè sapemmo che Etruria aveva ricevuto da Bankitalia una lettera simile alla nostra” nella quale chiedeva l’aggregazione con un partner di “elevato standing” e indicandolo poi in Popolare di Vicenza.

La lettera a Veneto Banca arrivò nel dicembre 2013 dopo la quale, il 18-19 dicembre 2013 i vertici di Veneto Banca si recarono in Banca d’Italia a Roma “per incontrare il capo della vigilanza Barbagallo e il vice De Polis” perchè “volevamo capire se erano possibili aggiustamenti e la posizione esatta della vigilanza”. Consoli ha raccontato che Bankitalia “ribadì fermamente l’ invito a rispettare senza indugio le indicazioni della lettera sulla ricerca di un partner per avviare entro aprile il processo di integrazione, fermo restando che gli attuali esponenti non avrebbero potuto ricoprire incarichi nella nuova entità” sollecitando “un rapido contatto con la Popolare di Vicenza”. Consoli ha detto che il presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin, incontrando i vertici di Veneto Banca nel dicembre 2013, disse che l’operazione di fusione fra i due istituti “era fortemente caldeggiata dal governatore Visco con il quale aveva avuto una lunga telefonata”.

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