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Panetta: “Le banche devono innovare”

Panetta: “Le banche devono innovare”

Il vice direttore generale della Banca d’Italia Fabio Panetta, in un’intervista a La Stampa, afferma che le banche devono innovare o rischiano di vede

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Il vice direttore generale della Banca d’Italia Fabio Panetta, in un’intervista a La Stampa, afferma che le banche devono innovare o rischiano di vedersi sottratta un’ampia fetta del mercato dai giganti del web che già oggi offrono servizi finanziari.

“Le banche devono migliorare il ricorso all’innovazione rispetto al passato” dice “La scommessa è sostituire, non affiancare, i canali tradizionali con servizi a distanza, sapendo che lo sportello non sparirà, perché non vedo molti clienti acquistare un mutuo online”.

Secondo Panetta in questo modo “andrà a finire che gli istituti di credito più innovativi e avanzati compreranno le società del Fintech” altrimenti “le Fintech compreranno loro”.

Infatti “le maggiori “Big tech” – come Apple, Google, Amazon, Alibaba – già ora offrono servizi finanziari. Alcune di esse hanno un valore di Borsa di circa mille miliardi. Con un aumento di capitale (per loro) limitato potrebbero acquisire l’intero sistema bancario italiano”.

Sull’ipotesi di concedere la licenza bancaria ad Amazon, Panetta afferma che questa “ha una reputazione, è una potenza finanziaria, offre garanzie di tenuta, ha competenze tecniche e l’ipotesi che faccia riciclaggio mi pare per lo meno remota. Con tutti i requisiti sarebbe un atto dovuto. E, comunque, perché no?”.

Per quanto riguarda il bitcoin il Vice direttore generale di Bankitalia sottolinea che è “un contratto che ci si scambia nella convinzione che possa valere di più in futuro. E’ un contratto altamente speculativo. La sua volatilità lo rende simile a una scommessa”.

“Occorre innanzi tutto lavorare sull’informazione, illustrarne le caratteristiche e i rischi” prosegue “forse “se lo conosci, lo eviti”. Gli scambi sono globali, avvengono al di fuori dei mercati, un’azione legislativa nazionale finirebbe per essere inefficace. E comunque la diffusione è ancora relativamente bassa”.

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