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La missione Cheops dell’Esa risolve un mistero e scopre un sistema di 6 esopianeti

Scoperto un raro sistema con sei esopianeti: la configurazione delle orbite dimostra che il sistema è rimasto inalterato dalla formazione avventuta un miliardo di anni fa.

La missione Cheops dell’Esa risolve un mistero e scopre un sistema di 6 esopianeti

Fonte: Focus.it Il satellite Cheops (CHaracterising ExOPlanet Satellite) dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha svolto un ruolo fondament

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Fonte: Focus.it

Il satellite Cheops (CHaracterising ExOPlanet Satellite) dell‘Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha svolto un ruolo fondamentale nel risolvere l’enigma di un complesso sistema esoplanetario che ha confuso gli studiosi per lungo tempo.

HD110067, una stella distante circa 100 anni luce nella costellazione settentrionale della Chioma di Berenice, è stata oggetto di studio. Nel 2020, il Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA ha rilevato fluttuazioni nella luminosità della stella, suggerendo la presenza di pianeti in transito davanti alla sua superficie.

L’illustrazione spiega la scoperta effettuata grazie alla missione Cheops dell’ESA. Una rara famiglia di sei esopianeti orbita attorno alla stella HD 110067, si tratta di pianeti tutti più piccoli di Nettuno che danzano in una precisa risonanza: quando il primo compie tre orbite, il secondo ne effettua esattamente due nello stesso lasso di tempo, un fenomeno noto come risonanza 3:2. I sei pianeti formano una catena di risonanze a coppie

All’inizio furono scoperti soltanto due esopianeti…

Un’analisi iniziale ha individuato due pianeti possibili, uno con un periodo orbitale di 5,642 giorni e l’altro con un periodo non ancora definito.

Successivamente, TESS ha ripetuto le osservazioni, presentando ipotesi su altri pianeti. Rafael Luque dell’Università di Chicago e il suo team hanno deciso di esplorare i periodi orbitali dei pianeti attraverso Cheops.

Le scoperte sono state straordinarie: la conferma di un terzo pianeta nel sistema ha rivelato una risonanza orbitale tra i tre pianeti. L’ultimo pianeta impiega 20,519 giorni per orbitare, in un rapporto quasi 1,5 volte rispetto al pianeta precedente con 13,673 giorni, che a sua volta è quasi 1,5 volte il periodo del pianeta più interno, pari a 9,114 giorni.

I risultati di Cheops ora saranno lo spunto per il telescopio James Webb e altri

Prevedendo altre risonanze orbitali, il team ha individuato i restanti tre pianeti, portando il totale a sei corpi celesti in orbita attorno alla stella. Questi risultati aprono nuove frontiere nella comprensione dei sistemi planetari, promettendo ulteriori rivelazioni sulla loro formazione e sulla loro evoluzione. Cheops, con la sua raffinata tecnologia, ha rivelato un sistema eccezionale, aprendo le porte a ulteriori ricerche che sveleranno il mistero di questi affascinanti mondi alieni.

HD110067 è il sistema più luminoso tra quelli noti per ospitare quattro o più pianeti. Poiché questi pianeti sono tutti di dimensioni sub-nettuniane e probabilmente presentano atmosfere estese, diventano candidati ideali per lo studio della composizione delle loro atmosfere tramite il Telescopio Spaziale James Webb della NASA/ESA/CSA e i futuri telescopi Ariel e Plato dell’ESA.

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