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Cosa nascondono le nuvole di Saturno: scoperta senza precedenti

La principale luna di Saturno, il satellite Titano, è stato esaminato come mai era avvenuto prima grazie al telescopio James Webb

Cosa nascondono le nuvole di Saturno: scoperta senza precedenti

Nettuno enigma per la scienza: emisfero sud in piena estate, ma è sempre più freddo
Non siamo soli, ma siamo arrivati dove nessuno era stato: la scoperta
It’s ufficial: exist a planet similar of the Earth

Gli anelli più famosi dell’Universo, ma non solo. Quando si parla di Saturno, si fa riferimento puntualmente alla sua caratteristica principale, molto meno invece al satellite Titano che invece rappresenta un mondo tutto da scoprire. Forse per questo motivo il telescopio James Webb si è soffermato lo scorso mese di novembre sulla luna più grande del pianeta.

Che cosa si spera di scoprire? Si sta parlando dell’unica luna dell’intero sistema solare che presenta un’atmosfera densa, molto più di quella della Terra (in misura 4 volte maggiore per la precisione). Questa stessa atmosfera è caratterizzata da metano e azoto, ragione per cui l’aspetto tipico è quello di una massa arancione e sfocata.

Le nuvole di Titano

La foschia di Titano rende quasi impossibile una osservazione accurata del satellite di Saturno, ma il telescopio di NASA ed ESA ha focalizzato la propria attenzione su queste nuvole, in particolare quelle che si trovano nell’emisfero settentrionale. Sono state due nuvole a intrigare maggiormente gli astronomi, la più grande delle quali si trova al di sopra della regione polare settentrionale di Titano, non lontano da Kraken Mare (il più grande mare di idrocarburi che si trova su questo oggetto celeste). Vale la pena ricordare che il satellite presenta dei corpi liquidi sulla superficie non diversi da quelli della Terra.

Novità importanti su Titano

C’era un minimo di preoccupazione per il fatto che le nuvole di Titano di maggiore interesse sarebbero sparite nel giro di poche ore. Invece due giorni dopo le prime osservazioni, le stesse nuvole erano in una posizione identica, anche se con una forma un po’ diversa. I dati raccolti sono ancora in fase di analisi, ma per la prima volta è stato possibile vedere più in profondità nella densa atmosfera di questa luna. I risultati vengono considerati molto più lusinghieri rispetto a quelli registrati dalla sonda Cassini che ha orbitato nei pressi di Saturno per ben tredici anni.

A questo punto le ambizioni sono molto alte. Ci si aspetta che le osservazioni del telescopio James Webb vadano a rilevare con una buona certezza la causa della luminosità che si nota al di sopra del polo meridionale di Titano. Il più grande satellite naturale di Saturno è stato scoperto nel lontano 1655 dall’astronomo olandese Christiaan Huygens. La sua atmosfera e i liquidi presenti ne fanno la rappresentazione perfetta di quella che poteva essere la Terra nella sua fase primordiale, anche se con temperature molto più basse rispetto a quelle del nostro pianeta. Non a caso questa luna è composta quasi esclusivamente da ghiaccio d’acqua e da materiale di tipo roccioso.

Fonte: Libero Tecnologia.it

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