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Il mistero del doppio cratere lunare che dovrebbe essere singolo

Mesi fa un "rottame spaziale" si è schiantato sulla Luna. Ora una sonda ha fotografato l'area dell'impatto e... qualcosa non torna: perché il cratere è doppio?

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S’infittisce il mistero sull’oggetto che il 4 marzo del 2022 si è schiantato sulla Luna. Fin da quando venne individuato, a fine 2021, furono avanzate varie ipotesi su cosa potesse essere quell’oggetto che dalla Terra stava viaggiando verso il nostro satellite naturale, dove sarebbe precipitato di lì a qualche mese. Si disse che poteva essere un secondo stadio di un razzo di SpaceX, il Falcon 9, che era stato catturato dalla gravità lunare, ma (in alternativa) non si poteva escludere che si trattasse di uno stadio della missione lunare cinese Chang’è 5. Nessuna società o ente spaziale comunque, aveva confermato alcuna ipotesi.

PERCHÉ DUE? In ogni caso, come previsto, l’oggetto è precipitato sulla Luna e forse nessuno ne avrebbe più parlato per i prossimi decenni o secoli, quando, magari, una missione umana sulla Luna non fosse andata a visitarlo da vicino per scopi scientifici. E invece ecco che arrivano le prime immagini dell’area dove l’oggetto è precipitato, riportando il caso di attualità.

La sonda Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA infatti, che dal 2009 ruota attorno alla Luna fotografandola ad elevata risoluzione, è passata sopra al luogo di impatto e ha raccolto alcune immagini. E alcune sono sorprendenti: anziché produrre un cratere singolo, come ci si sarebbe aspettato, l’oggetto ne ha prodotti due, uno di 18 metri di diametro e l’altro di 16 metri. Cosa c’è di tanto “misterioso” in tutto ciò? Semplicemente il fatto che la massa di uno stadio di un normale razzo si concentra in unico punto, cioè là dove si trovano i motori e questo dovrebbe far sì che all’impatto con il suolo si produca un solo cratere.

Del resto, a suo tempo, gli stadi delle missioni Apollo che vennero fatti precipitare appositamente sulla Luna allo scopo di creare terremoti artificiali da misurare con i sismometri che erano stati portati sul nostro satellite, non avevano mai prodotto crateri “doppi”.

UN RAZZO DIRETTO… DOVE? Cosa è caduto allora, stavolta, sulla Luna? Le ipotesi per spiegare l’esistenza di due crateri ravvicinati non hanno ancora trovato conferma, ma c’è chi propende per la possibilità che siano stati prodotti dall’impatto di un razzo che aveva ancora una sonda a bordo, destinato verso Marte o verso Venere, ma rimasto “imbrigliato” nel gioco della gravità Terra-Luna. Oppure potrebbe trattarsi di un unico stadio, di cui va ben analizzata (e compresa) la dinamica dell’impatto, che al momento non trova alcuna giustificazione logica.

Fonte: Focus.it

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