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L’economia del turismo italiana alla “prova costume”

L’economia del turismo italiana alla “prova costume”

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Il turismo e i sistemi economici collegati continuano a rivestire un ruolo fondamentale nella crescita di molte regioni europee, in particolare di quelle in ritardo di sviluppo, per la forte ricaduta economica e per la capacità di creare solidi posti di lavoro. In Italia, in attesa dei dati Eurostat previsti a settembre, l’asset patrimoniale continua a garantire un’elevata redditività generata da57,5 milioni di pernottamenti fatturati, confermando il nostro Paese come leader tra le destinazioni turistiche europee.

Ma quali strumenti e competenze dedichiamo ad un’industria che dimostra profonda resilienza e costante crescita anche durante la crisi? Quale visione programmatica declina il Sistema-Paese sulla base delle potenzialitàeconomiche, occupazionali, sociali e ambientali del turismo? Comemonitoriamo e valorizziamo componenti dell’offerta, come il Weddings Tourism, che ha generato nel 2015 un giro di affari di 410 Mln/EUR, più di6000 matrimoni dal costo medio di 50.000 EUR e una conversione del 90% dei “si” in una luna di miele italiana?

Tecnologia, conoscenza e collaborazione in rete potrebbero rappresentare l’ultimo miglio di un modello organizzativo di accoglienzaintelligente ed inclusivo che sino ad oggi l’Italia non ha ancora messo in campo.

In primo luogo, la digitalizzazione del settore apre di fatto una serie di opportunità a livello globale. Infatti, l’utilizzo del Data Mining per estrarre conoscenza da grandi quantità di dati, se da un lato serve a rendere scientifico, industriale e operativo il risultato di questo sapere, dall’altro contribuisce a rendere la programmazione turistica italiana adeguata per l’accesso ai finanziamenti della Commissione europea e a creare una politica regionale che coniughi sviluppo sostenibile ad economia reale. Il turismo, infatti, pur non rientrando negli obiettivi tematici previsti dai Regolamenti che regolano i Fondi Strutturali e di Investimento Europei[ec.europa.eu/contracts_grants/funds_en.htm], può avere il supporto del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) a sostegno della competitività, dellasostenibilità e della qualità derivante dall’utilizzo dei beni naturali, storici e culturali, dall’attrattività dei luoghi e dall’innovazione e dalla diversificazione di prodotti e servizi acquistabili e fruibili dai visitatori.

La conoscenza e l’accessibilità a tecnologie di informazione-comunicazione, generano invece per i territori una maggiore consapevolezza delle esigenze dei consumatori e allo stesso tempo l’emergere di nuove imprese “puramente digitali“, il cui business è focalizzato su operazioni di gestione, di pianificazione e di prenotazione effettuate in remoto dai viaggiatori. Per questo motivo, in attesa di una riorganizzazione del modello di accoglienza turistica italiana in capo alle Regioni, per conquistare nuove quote di mercato è indispensabile consegnare al viaggiatore, già prima della sua partenza, un taccuino virtuale in cui suggerire giorno per giorno come vivere un’esperienza turistica integrata al territorio, per così dire “porta a porta” con il patrimonio locale.

La cooperazione, infine, rappresenta oggi l’X-Factor di un sistema turistico in transizione da una soglia di comodità che non permette agli elementi dell’offerta italiana di essere vissuti come esperienza, verso un asset che richiede solo un iniziale costo di attivazione in termini di relazione e di condivisione di obiettivi. Per questo motivo, gli stakeholder attenti alla qualità delle presenze hanno iniziato da tempo a cooperare realmente, a condividere le informazioni in modo trasparente e a incrociare settori e competenze con l’intento di generare un nuovo lifestyle turistico per consentire a chi ha deciso di andare a trovare un amico in Toscana di avere alternative in caso di week end nuvoloso.

Digitalizzare la conoscenza e condividerla in rete potrebbe essere la sintesi.

Integrare la pianificazione e la programmazione degli Enti Locali, dei corpi intermedi di settore, delle imprese e della PA con un nuovo business plan di prodotto, sembra essere la strada migliore per supportare le scelte strategiche dei partenariati pubblico-privati, accelerando i territori che lavorano in rete nell’accesso delle risorse a disposizione della crescita.

Crescente concorrenza delle destinazioni turistiche emergenti e competitiveness price, dematerializzazione dei canali di distribuzione commerciale, evoluzione del comportamento dei consumatori, necessità di attrarre, formare e pagare adeguatamente personale qualificato, focalizzarsi sul valore dell’“esperienza” e sviluppare sempre di più un’economia del consumo collaborativo, sono alcune delle sfide con cui l’Italia deve misurarsi.

Perché in un’economia sempre più interconnessa e interdipendente, pianificare anche solo un post sui social media può significare per i territori che investono sulle idee avere una digital strategy integrata al nuovo modello di accoglienza turistica offline e rispondere, ad esempio, alle esigenze della forte domanda indiana e asiatica.

fonte Linkedin.com

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